cioccolato fondente anti-ipertensione

cioccolato fondente

cioccolato fondente

Un solo quadrato di cioccolato fondente al giorno è in grado di ridurre la pressione di pochi mmHg nei soggetti sani con livelli pressori al di sopra di quelli ottimali. Si tratta della prima volta in cui i benefici del cacao presente nel cioccolato fondente vengono dimostrati a lungo termine. I meccanismi implicati in questa azione del cioccolato apparentemente passerebbero attraverso un incremento cronico nella produzione di ossido nitrico da parte dell’endotelio vascolare, ed è probabile che i flavonoli del cacao siano responsabili del fenomeno. Il cioccolato fondente non ha gli stessi effetti collaterali dei medicinali, ed è certamente più gradito al paziente, il quale però è spesso preoccupato di mantenere il proprio apporto calorico quotidiano entro certi limiti: 100 grammi di cioccolato fondente al giorno sarebbero comunque in grado di diminuire la pressione di 12/8 mmHg.
JAMA 2007; 298: 49-60

Assenteismo: maxi-tagli in busta paga nei primi 10 giorni di malattia

articolo di Gianni Trovati da il Sole 24 ore
Arrivano anche per i 500mila dipendenti di Regioni ed enti locali le prime indicazioni operative sul taglio agli stipendi nei primi 10 giorni di malattia, disposto dall’articolo 71 del Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”. Le conseguenze non sono positive per gli interessati, e la misura si rivela più incisiva del previsto.
Rispondendo al quesito di un’amministrazione, punta dell’iceberg di pressioni sindacali che si sono attivate negli enti locali, l’Aran ha messo nero su bianco un elenco di 12 voci stipendiali colpite dalla stretta antiassenteismo, in cui rientrano anche indennità di comparto, retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa, cioè dei dipendenti di categoria D che in virtù di un incarico a termine svolgono mansioni tipiche di un livello superiore, e indennità di direzione e staff per il personale dell’ex ottava qualifica funzionale. Tutte queste voci, insieme con le remunerazioni più specifiche ( turno, orario notturno e tempo potenziato), rientrano nello stop imposto nei primi dieci giorni di malattia dal Dl 112, che salva solo il «trattamento fondamentale».

certificato di malattia

Di quest’ultimo capitolo fanno parte solo stipendio tabellare, tredicesima e progressione orizzontale che, in quanto «forma di carriera esclusivamente retributiva», di fatto si traduce in un aumento del tabellare. Salvi, ma assai più rari, sono anche le retribuzioni individuali di anzianità precedenti alla scomparsa degli scatti a fine anni ’80 e gli eventuali assegni ad personam nati dall’esigenza di mantenere la retribuzione individuale di chi prima occupava posti meglio pagati.
Nella divisione operata dall’Aran,quindi,il confine del trattamento fondamentale esclude l’indennità di comparto, che a una prima lettura della norma alcuni osservatori avevano ritenuto esente dalla stretta. L’indennità, creata nel 2004 (articolo 33 del contratto nazionale del 22 gennaio), nasce per allineare gli stipendi dei dipendenti di Regioni ed enti locali a quelle dell’altro personale pubblico, e quindi è una voce fissa che riguarda tutti (varia dai 390 ai 623 euro all’anno a seconda della categoria). L’Aran, nella sua attività di interpretazione univoca del dettato contrattuale (articolo 45, decreto legislativo 165/2001), la colloca fra i compensi che devono remunerare le «particolari condizioni di rischio o di disagio » della prestazione lavorativa, e quindi fuori dal recinto sicuro del trattamento fondamentale.
Ancora più consistente il bottino della retribuzione dedicata ai titolari di posizione organizzativa, che oscilla da 5.164 a 16mila euro annui, accompagnata da un bonus ulteriore tra il 10% e il 30% risultato. Evidente, in questo caso, il collegamento di tali compensi alle «particolari condizioni» che connotano il trattamento accessorio. Il taglio di queste due voci è quello che garantisce l’effetto sulle buste paga dei dirigenti. Il rigore targato Aran sulle conseguenze in Regioni ed enti locali della misura antiassenteismo arriva all’indomani dell’allarme lanciato dai docenti di scuola sulla stessa norma ( si veda «Il Sole 24 Ore» del 15 luglio 2008). Ma anche nei Comuni il personale legato alla scuola non ha di che rallegrarsi, perché le indennità previste per educatori degli asili nido, insegnanti delle materne ed elementari, docenti di sostegno (dipendenti degli enti locali) operanti nelle scuole statali e docenti dei centri di formazione professionale rientrano nelle voci sforbiciate dall’assenza.

Leggi anche il post sull’articolo 71 del Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”

Leggi anche il post sulla circolare esplicativa del Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”

contaminazione da farmaci dell’acqua potabile

Le  riviste scientifiche iniziano a riportare notizie e informazioni in merito alla contaminazione dell’acqua potabile: nelle acque potabili già trattate di Philadelphia, sono state rilevate tracce di 56 farmaci e sottoprodotti del metabolismo di questi, derivati da medicinali per curare dolore, infezioni, ipercolesterolemia, asma, allergia, malattie cardiache, epilessie, malattie mentali. Nello spartiacque della città ne sono stati rilevati 63. Nel Sud della California, nelle acque potabili destinate a 18 milioni di persone, sono stati trovati farmaci antiepilettici e ansiolitici, in quelle del Nord del New Jersey, invece, c’erano farmaci per curare l’angina e carbamazepina, uno psicofarmaco, in quelle di San Francisco ormoni sessuali. A Washington e a Tucson l’acqua del rubinetto era positiva a sei e a tre farmaci, rispettivamente. Ma il fenomeno non è certo ristretto ai confini statunitensi e approda anche in Europa con vari casi segnalati anche in Italia: nelle acque superficiali e in quelle potabili del lago Maggiore, peraltro, con concentrazioni quasi identiche, sono stati trovati carbamazepina, sulfametoxazolo, un antibiotico, gemfibrozil e benzafibrato, farmaci usati per ridurre i livelli di trigliceridi, a dimostrazione di una scarsa efficienza della filtrazione e trattamento negli acquedotti.
Per quanto basse siano le concentrazioni i rilevamenti hanno minato la rassicurante convinzione che gli impianti di depurazione possano rimuovere tutti i contaminanti. E fa riflettere anche la richiesta da parte dell’EMEA, ente europeo che approva i farmaci, alle aziende di presentare anche il profilo di impatto ambientale per i nuovi prodotti. Resta da chiedersi se le basse concentrazioni possano comunque rappresentare un rischio per la salute (oltre che per l’ambiente) dal momento che quelle rilevate sono ben lontane da quelle considerate terapeutiche e quindi attive, e anche per il feto si è ancora abbondantemente sotto la dose terapeutica. Tuttavia il responsabile del Centre for Toxicology della London School of Pharmacy, evoca un potenziale effetto cocktail dato dalla miscela di più composti: “E’ possibile – sostiene Andreas Kortenkamp – che diversi composti chimici insieme possano avere un’azione anche se presenti a livelli che individualmente non inducono effetti. Per questo motivo concentrarsi sui rischi ambientali del singolo composto può essere fuorviante”. Uno studio condotto all’Università dell’Insubria, a Varese, ha verificato, in vitro, effetti inibitori sulla crescita di linee cellulari embrionali umane di miscele di farmaci a concentrazioni nell’ordine del nanogrammo per litro. La mancanza di dati è anche dovuta a una sperimentazione dei farmaci nelle dosi cliniche e nel breve termine, ma nel lungo termine a dosi molto basse potrebbero avere effetti non noti che seguono altre vie metaboliche magari anche senza modificare parametri fisiologici. Uno dei possibili approcci al problema potrebbe essere una gestione diversa degli scarichi ospedalieri dove si concentrano le escrezioni contenenti farmaci, prevedendo un pretrattamento specifico. Anche se ciò richiederebbe una gestione particolare dei pazienti in terapia citotossica non ricoverati: dovrebbero essere trattenuti in ospedale per 12-24 ore. Ma anche uno smaltimento più idoneo dei farmaci scaduti spesso gettati direttamente negli scarichi domestici potrebbe essere un contributo alla prevenzione. Non vanno poi persi di vista paesi come la Cina in rapido sviluppo economico, dove il consumo di acqua e di farmaci verosimilmente aumenterà in breve tempo. Resta comunque aperta la domanda sui rischi per la salute umana, dal momento che non ci sono studi specifici, anche se l’esperienza insegna che prima arrivano gli effetti e poi le evidenze scientifiche.

Loos R et al Polar herbicides, pharmaceutical products, perfluorooctanesulfonate (PFOS), perfluorooctanoate (PFOA), and nonylphenol and its carboxylates and ethoxylates in surface and tap waters around Lake Maggiore in Northern Italy. Anal Bioanal Chem. 2007 Feb;387(4):1469-78

Pomati F et al. Effects of a complex mixture of therapeutic drugs at environmental levels on human embryonic cells. Environ Sci Technol. 2006 Apr 1;40(7):2072-3

Watts G. How clean is your water? BMJ. 2008 Jul 2;337:a237

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