riferisce isterectomia

mi capita spesso di dover utilizzare questa formula, nel refertare.
E mi sembra veramente assurdo che non si investano risorse nel creare la cartella clinica informatica che consentirebbe, sempre ed ovunque (agli operatori autorizzati muniti di firma digitale), di poter accedere ai dati completi del paziente che si sta visitando (leggi: risparmio di tempo, risparmio di risorse, risparmio di ERRORI).
Una gran fatica – talvolta – a tentar di ricostruire la storia clinica/chirurgica, talora complessa, mentre invece da tempo ci sarebbe la possibilità – sia software che hardware – di gestire al meglio, incrementando anche la collaboratività tra i diversi medici che si trovano a gestire le varie problematiche, l'archivio dati sanitari del singolo paziente.

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toc, toc ….

… e si apre la porta !!
Nonostante sulla porta d’ingresso dell’ambulatorio ci sia scritto ATTENDERE LA CHIAMATA IN SALA D’ATTESA e la porta sia rigorosamente chiusa ogni tanto qualcuno entra, talvolta anche senza bussare !!!
Si può immaginare quanto può far piacere al paziente che in quel momento è in visita, magari poco vestito; ancora non mi riesce di trovare il
razionale …
Mi sorprende, ancor di più, quando ad irrompere è qualche vecchino arrivato in largo anticipo sul suo turno ….

di questi tempi …..

… in cui tutto si deve sapere quanto prima, l'urgenza è di frequente tanto sbandierata ma troppo spesso non reale, non riesco a non sorprendermi nel trovarmi a fare un'ecografia ad una giovane donna per escluder la presenza di tumore epatico (evento statisticamente molto improbabile) e di trovarmi invece a comunicare che c'è una gravidanza in atto !!
Domanda: da quanto tempo non ha le mestruazioni? Risposta: da un mese e mezzo.
D: non ha fatto un test di gravidanza? R: No, mi sentivo solo un pò strana !!

anno accademico 2007 – 2008

quest'anno ho – per la prima volta, l'anno scorso non ricordo proprio di esserne stato informato – ricevuto l'invito all'inaugurazione dell'anno accademico.
Mi hanno sorpreso due cose
– che abbiano spedito a tutti un cartoncino d'invito (quanto avranno speso considerando le migliaia di persone a cui l'hanno spedito, ognuna delle quali dotata di email universitaria?)
– che abbiano organizzato e pubblicizzato la Messa per gli universitari presso il Battistero (lunedi' 26 novembre, alle ore 9, presieduta dal cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze), alla faccia della laicità dell'ente (o mi sbaglio?)

http://www.unifi.it/notizie/news/newsscheda.php?ident=1711

non me l’ha detto nessuno !!!

lo sento dire spesso, e talvolta anche con un tono infastidito (in risposta alla mia domanda standard: Ha portato i precedenti?).
Diciamo che si dividono in due (i pazienti che non hanno portato esami): quelli che danno la colpa a chi doveva dirglielo (il medico curante, l'addetto delle prenotazioni) ed ha omesso di fare il proprio dovere e quelli che si rendono conto che forse potevano pensarci e se ne son dimenticati. Io solidarizzo con il secondo gruppo !
😉
Vabbeh – e qui peto veniam per tutta la categoria (medica) – ci sono anche quelli che dicono che non li hanno portati perchè in precedenza erano soliti portarli ed i colleghi neanche li guardavano

sa com’è, dottore, di questi tempi …..

non infrequentemente l’esame e la visita si concludono con questa frase (che lascia intuire che di questi tempi in Italia si muore ancora troppo giovani e di malattie drammatiche) tipicamente da parte di persone non propriamente giovani ….
Il mio pensiero va a chi ha avuto la “fortuna” di nascere in qualche stato Africano ove la vita media non supera i 40 anni o ai tempi – non remoti – in cui nel mondo ‘sviluppato’ si moriva di polmonite …
Sapete com’è, di questi tempi ….

Oltre un MILIARDO di persone …..

obesità di grado elevato
nel mondo sono obese o in sovrappeso. E nel 2005 sono stati spesi circa 1,2 miliardi di dollari in farmaci anti-obesità.
Comunque, secondo uno studio del British Medical Journal, la spesa è stata vana. L’efficacia di questi farmaci, di fatto, è bassa o comunque inferiore alle aspettative, sia dei medici, sia dei pazienti. Come è dimostrato da più parti l’unico trattamento per perdere peso è una dieta appropriata associata a un supporto adeguato multidisciplinare che comprende il contributo dell’endocrinologo, dello psicologo, dell’internista e, per primo, del medico di famiglia che dovrebbe promuovere cambiamenti graduali e costanti dello stile di vita quotidiano. Tra questi cambiamenti il più importante è la ripresa dell’attività fisica.
Il trattamento farmacologico è in secondo piano e va considerato solo in situazioni particolari. Il farmaco, infatti, dovrebbe essere prescritto solo alle persone con BMI di 30 kg/m² o superiore, nelle quali almeno tre mesi di dieta controllata, esercizio fisico e modificazioni del comportamento non abbiano raggiunto l’obiettivo di una riduzione reale di peso. Se poi vi sono fattori di rischio, per esempio il diabete, può essere appropriato prescrivere farmaci anche a soggetti con BMI inferiore. In conclusione: la “pillola del miracolo” per gli obesi non esiste e i risultati dello studio pubblicato sul BMJ confermano.

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