precariato parte XI

Leggo sul corriere fiorentino di oggi  che ieri il consiglio di facoltà (vedi la puntata X) è stato teatro di aspri scontri: oggetto del contendere tra i boss dell’università fiorentina i 43 posti di ricercatore disponibili per l’ateneo (quindi per tutte le facoltà) …
Sarò tra i rinnovati o tra i trombati ? 😉

Non dimenticate le puntate precedenti
parte X
parte IX
parte VIII
parte VII
parte VI
parte V
parte IV
parte III
parte II
prima puntata

Un giorno Raro per Persone molto speciali

Il 29 febbraio è la prima giornata europea delle malattie rare, in Europa e oltre; è la prima volta che organizzazioni di pazienti di diversi Paesi in rappresentanza di una gran varietà di malattie rare collaborano in grande scala per una grande campagna in favore delle malattie rare. Nella maggior parte dei Paesi europei ed in Canada si terranno conferenze stampa, forum di discussione, marce organizzate, raccolte fondi, tutto in funzione di migliorare la conoscenza dei bisogni delle persone colpite da malattia rara. I risultati delle giornate avvenute nei vari Paesi saranno presentanti il 4 marzo al Parlamento Europeo a Brusselles in occasione della Audizione Pubblica sulle malattie rare.
Maggiori informazioni sul sito europeo www.rarediseaseday.org
UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare

precariato X puntata

tutto tace: stamattina sono tranquillamente al lavoro, nessuno pare porsi il problema che domani scade il contratto (di un mese) e non ci è stato comunicato cosa accadrà successivamente.
Andando via da uno dei reparti dove lavoro in trasferta la Primaria mi ferma per dirmi che è stato convocato un Consiglio di Facoltà URGENTE: sarà per noi ?
Chi può dirlo …..
Ci rifletto e non mi riesce di capire quale può essere il vantaggio di gestire problematiche croniche come se fossero emergenza; eppure noto che diffusamente, in maniera strisciante, si affermano queste modalità, specialmente nel settore pubblico.
Quel che è certo che è che è veramente logorante lavorare in queste condizioni!

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prima puntata

sono MOLTO preoccupata

faccio entrare in ambulatorio una giovane paziente (circa 25 anni); la mamma, che è con lei ad accompagnarla in sala di attesa, chiede di entrare; chiedendo alla paziente il permesso – la invito (la mamma) ad accomodarsi.
Non hanno – ovviamente – portato gli esami precedenti, ma la mamma (che chiacchiera parecchio più della figlia) confessa, verso la fine, che è MOLTO preoccupata per questa alterazione (ipotiroidismo subclinico – allo stato attuale una condizione patologica, certo, ma banale).non parlo, non sento, non vedo
Inizio quindi un breve, ma intenso combattimento con la mamma (la figlia, ovvero la paziente, parla poco o nulla) riguardo al fatto che preoccuparsi di una condizione di questo tipo è francamente eccessivo e che bisognerebbe invece star rilassati, dando l’importanza che merita a questa alterazione (poca, meglio ancora nulla) consigliando loro – addirittura – di pensare a sospendere la terapia, almeno a fare un tentativo in tal senso, ovviamente sotto guida specialistica.
Di fatto mi rendo conto, quando parto per la crociata, che sarà una fatica provare a convincere il paziente che farebbe meglio a far meno; il sollievo psicologico di fare per sentirsi curato ed al sicuro da eventuali sorprese ha di sicuro la meglio sul ragionamento scientifico ed alle considerazioni macroeconomiche (per non parlar del problema della sovradiagnosi) che dimostra che è bene fare gli esami necessari (e le terapie indispensabili) ed evitare quelli poco necessari …..

precariato – parte IX

Stamattina, tra un esame e l’altro, non avendo ricevuto notizia dall’Ufficio Competente ritelefono per capire cosa succederà dal 1 marzo; la dipendente esordisce con un: dove ha trovato il mio numero? Le rispondo (cercando di manter la calma): ha presente internet, l’elenco telefonico dell’università liberamente consultabile da chiunque ?
Vabbeh, per farla breve l’impiegata – che è poi quella che personalmente starebbe seguendo la nostra situazione (siamo circa 20 ricercatori TD) – mi dice che le dissero (il 15 di gennaio) che avrebbero rinnovato, ma che al momento non si sa niente.
Nulla! Punto.
Quindi bisognerà andare a sentire i capi, per vedere cosa – tra 4 giorni quattro – accadrà ….
Stay tuned

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parte II
prima puntata

chernobyl

All’incrocio
sono morti?
Oppure questa è la fine del mondo?
Morbida rugiada su pallide foglie
Ma ora non importa sapere
chi ha colpa
quale il motivo
il cielo ribolle solo di corvi …
E ora … niente suoni, nessun odore.
E non più pace in questo mondo.
Qui abbiamo amato ….
Ora un’eterna separazione
Regna sulla Terra bruciata
Lyubov Sirota

Il 28 aprile 1986 un laboratorio di ricerca nucleare in Danimarca annuncia che un incidente MCA (Maximum Credible accident) è avvenuto alla centrale nucleare di Chernobyl. E’ stato stimato che il rilascio di radioattività dal reattore numero 4 della centrale di Chernobyl sia stato 200 volte superiore a quello generato dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki messe assieme.
A seconda delle aree l’incidenza di cancro della tiroide nei bambini (di norma molto bassa) è da 10 a 100 volte più elevata rispetto alla popolazione normale.
1995 Uno studio dimostra che il sarcofago (struttura di cemento armato costruita per isolare il reattore nucleare) presenta 250 metri quadrati di buchi, fratture e crepe. superficie.
Diciamo che potremmo, in un futuro non molto remoto, avere di nuovo un problema ….
Riflessioni che nascono dal libro che ho appena finito di leggere, vivamente consigliato
chernobyl.jpg
CHERNOBYL – DI COSA SONO FATTE LE NUVOLE
di Paolo Parisi
128 pagine ISBN 88-85832-16-4
http://www.beccogiallo.it/?pagina=pagina_generica.php&id=34

faccio uso di “sostanze”, ma non pesanti

ovvero cocaina ed altre cose così, ma non pesanti !
Così mi dice questa giovane paziente (1963) che viene a controllo – ovviamente senza aver portato nulla dei precedenti esami fatti chè stamattina, uscendo di casa, aveva fretta – per epatite cronica virale.
Vedo tanti pazienti – esenti totali e quindi a completo carico del SSN – che perseverano in comportamenti autolesionisti e che possono avere influenza peggiorativa sul decorso della malattia cronica da cui sono affetti ….
Inizio a pensare che bisognerebbe metter dei paletti; in tempi di risorse limitate, tempi in cui s’inizia a capire che il tutto gratis per tutti non è sostenibile per la collettività, sopratutto quando ci sono comportamenti palesemente irresponsabili considerato che la gratuità delle prestazioni per determinate patologie croniche significa assorbire risorse che poi si rischia di negare ad altre persone magari più meritevoli …..

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