caschi (da moto) omologati ma pericolosi

L’associazione Altroconsumo ha segnalato al ministero dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico quattro caschi integrali in vendita in Italia che non hanno superato i test previsti per l’omologazione, nonostante avessero la certificazione che sostiene il contrario. Altroconsumo ne ha chiesto il ritiro dal mercato.

I MODELLI INCRIMINATI sono Bieffe Syntek (codice di omologazione E3-052426, omologato in Italia), Mds Edge (E11-050057, omologato nel Regno Unito), Suomy Trek (E3-0558441, omologato in Italia), Vemar Vsrev (E1-05300039, omologato in Germania): sono i quattro caschi integrali a rischio che non hanno superato i test in un’indagine di Altroconsumo che ha effettuato prove di impatto, di resistenza dei materiali e della visiera, di tenuta del cinturino su 18 modelli presenti sul mercato italiano. Perciò l’associazione chiede al ministero di intervenire per una campagna di richiamo dei quattro modelli già venduti e per sospenderne la vendita sul mercato.

Già nei giorni scorsi, le Fiamme gialle del comando provinciale di Genova avevano lanciato l’allarme caschi insicuri nell’ambito dell’operazione Non ci casco e hanno scoperto nuovi numeri di omologazione che non rispondono ai requisiti di legge. I caschi con i numeri di omologazione E24050006, E24050007 e E13050134 non hanno superato le prove di conformità. Perciò la Gdf ha avviato una nuova fase di sequestri in tutta Italia, esortando i motociclisti a non utilizzare i caschi pericolosi e a consegnarli ai vari reparti della Guardi di Finanza.

leggi la smentita della SUOMY riguardo al modello di casco incriminato.

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e-learning per la Sanità

ricevo, in quanto professionista del settore (ho sviluppato in passato corsi e-learning per medici ed infermieri), un invito ad un forum di discussione sulla modalità e-learning per la formazione professionale in Sanità.

Cosa funziona ?
Cosa non funziona ?
Cosa si può migliorare ?

Se volete partecipare il link alla discussione (in inglese) è qui

cancro della prostata: l’alimentazione aiuta a prevenirlo

Nel nostro Paese sono 23 mila l’anno i nuovi casi di questo tumore, in aumento del 25% rispetto a quattro anni fa, quando la stima era di 17 mila. Queste sono le proporzioni del problema; oltre i 50 anni di età  rientrano nella categoria più a rischio di contrarre quella che, con un’incidenza del 12%, è diventata la prima neoplasia che colpisce l’uomo. “L’accento della campagna di prevenzione, oltre che sull’importanza di effettuare controlli periodici dai 45 anni in su o dai 40 se si hanno casi in famiglia,  quest’anno è posto sull’alimentazione, indicata come principale fattore ambientale in grado di influenzare la crescita e la progressione della malattia. Nei Paesi asiatici, dove la dieta è ricca di ortaggi e proteine della soia, ma povera di grassi di origine animale, c’è infatti una bassa incidenza di tumori alla prostata”.
Largo spazio dunque a frutta e verdura sulla tavola: gli alimenti ricchi di licopene, micronutriente contenuto soprattutto nei pomodori, l’aglio, il tè verde e il melograno sono i cibi più consigliati per una dieta proteggi-prostata. “Il tè verde, in particolare – spiega l’esperto nel suo libro ‘La prevenzione del tumore della prostata: alimentazione e diagnosi precoce’ – contiene polifenoli che hanno un effetto antiossidante e antineoplastico, poiché può indurre l’apoptosi (il ‘suicidio’) delle cellule cancerogene. Le prove esistenti suggeriscono che per ottenere un effetto protettivo è necessario consumarne almeno tre tazze al giorno. Quanto all’aglio, insieme alle cipolle, allo scalogno e ai porri, è ricco di flavonoidi e di composti organici solforati che possiedono caratteristiche di contrasto dei tumori. Uno studio condotto in Giappone ha dimostrato che chi ne consuma almeno 10 grammi al giorno presenta un rischio di cancro alla prostata inferiore del 50% rispetto a chi non ne mangia mai”, magari a causa dell’odore, per molti sgradevole.Spazio anche al melograno, “che ha effetti antifiammatori e antiossidanti: il suo succo fermentato – sottolinea Dimitri – ha la capacità di bloccare il ‘rifornimento’ di ossigeno delle cellule tumorali”. Consumandone 240 ml al giorno, i pazienti con tumore alla prostata hanno ottenuto risultati positivi confermati dagli esami del Psa, indicatore principale della malattia. “Anche lo sport è importante: chi si mantiene in forma diminuisce del 50% il pericolo di malattia rispetto a chi è obeso“.
Infine, è stato anche dimostrato che chi è sposato o ha una compagna è più propenso del 40% a sottoporsi a screening di controllo, seguendo i consigli della partner.
Per informazioni e consigli: www.prevenzionetumoreprostata.it

la crisi economica

è un argomento di cui ho già parlato: ho trovato una elegante presentazione che mette a fuoco i meccanismi che l’hanno generata ed il suo impatto sulla vita della gente normale

The Crisis of Credit Visualized from Jonathan Jarvis on Vimeo.

la prima causa di morte per malattia tra i 12 ed i 25 anni

Anoressia e bulimia sono, in Italia, la prima causa di morte per malattia nel sesso femminile nella fascia di età compresa tra i 12 e i 25 anni (200mila casi). Lo sostiene la Societa’ italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) che ha presentato, presso il Policlinico Umberto I di Roma, le nuove statistiche su anoressia e bulimia nervosa.
In Italia si ricorre raramente (in circa l’1% dei casi) al trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per i casi di disturbi del comportamento alimentare; nei paesi anglosassoni la percentuale sale al 15%.
Emerge la necessita’ di prevedere percorsi di trattamento sanitario obbligatori ad hoc per i casi piu’ gravi di anoressia che rientrerebbero nell’ambito della revisione della legge 180 sull’assistenza psichiatrica.
Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha preso parte al dibattito, si e’ detta favorevole all’ipotesi di un Tso specifico che preveda la disponibilita’ di accoglienza in centri specializzati e non il passaggio attraverso i servizi di salute mentale, che a questo riguardo risulterebbero inadeguati. Secondo il Sottosegretario alla Salute bisogna “snellire le procedure del Tso, per una maggior flessibilita’ nell’applicazione, una maggior capacita’ di attuarlo in casi di urgenza e una maggior attenzione alla persona dal punto di vista clinico”. Infine Martini ha denunciato il fatto che “l’anoressia e’ una patologia in crescita anche nell’eta’ pediatrica” dunque, secondo Martini “e’ fondamentale la diagnosi precoce ed una maggiore informazione rispetto al problema, anche da parte dei medici”.

Avevo anche parlato del sito ufficiale del Ministero della Salute timshel.it qui

DIME (Dense Inert Metal Explosive)

Ho appena finito di leggere una breve storia a fumetti di Chappatte, pubblicata sull’ultimo numero di Internazionale: un drammatico reportage del suo recente viaggio nella striscia di Gaza al seguito di una rappresentanza parlamentare svizzera che mi fa scoprire l’esistenza di una nuova arma che secondo Defence Tech e wikipedia viene chiamata DIME che significa Dense Inert Metal Explosive.
Si tratta di un involucro di carbonio che al momento dell’esplosione si frantuma in piccole schegge e nello stesso momento fa esplodere una carica che spara una lama di polvere di tungsteno caricata di energia che brucia e distrugge con un’angolatura molto precisa quello che incontra nell’arco di quattro metri provocando ferite invisibili che hanno messo a dura prova i chirurghi impegnati a soccorrere la popolazione civile colpita dal raid Israeliano nella striscia di Gaza.
Senza parlare dell’uso degli ordigni al fosforo bianco . . .

E mi chiedo: da un lato io sono chiamato a pronunciarmi riguardo al problema di tizio che ha avuto un dolorino (durato pochi secondi, scomparso spontaneamente – accade, frequentemente, che l’esame che effettuo sia motivato da qualcosa del genere) e dall’altro leggo di devastazione e mutilazione ed assassinio volontariamente perpetrato con mezzi sempre più sofisticati: detto così, senza voler trarre alcuna conclusione su chi ha torto e chi ha ragione; mi appare evidente, però, che c’è chi nasce molto fortunato e chi molto meno . . . .

TREMILA LITRI AL GIORNO

L’agricoltura assorbe il 70% del consumo mondiale di acqua potabile.
Bastano dai due ai tre litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno di liquidi di un individuo ma ne occorrono 3mila per produrre l’equivalente del nostro fabbisogno quotidiano di cibo.
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Tutti gli articoli in cui ho parlato di acqua e di acqua minerale

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