contro l’infarto mangia pomodoro !

Il licopene, l’antiossidante contenuto nella buccia del pomodoro, fino ad ora valutato come un prezioso alleato contro il tumore della prostata, è anche considerato una valida terapia anti infarto e ictus.
I dati presentati a Taormina per il Mediterranean Cardiology Meeting dimostrano come tale sostanza sia capace di bloccare l’ossidazione dei lipidi, in modo da ridurre il rischio della formazione di placche che causano problemi cardiovascolari.
Il licopene e’ pero’ biodisponibile, e quindi utilizzabile dall’organismo, solo se cotto. Per permettere al corpo di beneficiare di questo antiossidante sarebbe necessario in teoria consumare ogni giorno un chilo di pomodori che in forma concentrata si trasformano in 100 grammi. Questa quantita’ riuscirebbe a ridurre consistentemente, in modo variabile a seconda delle condizioni di partenza della persona, il rischio di incidenti cardiovascolari. L’associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione calcola che utilizzando il pomodoro come elemento cardine della dieta mediterranea si possa ridurre il rischio di infarto fino al 30%.
I cardiologi sono pertanto concordi nel considerare l’opportunita’ di tradurre queste indicazioni in un protocollo di prevenzione alimentare.

Annunci

IN VENETO LA PRIMA RETE DI PET THERAPY

La Regione Veneto, dopo essere stata la prima regione italiana ad emanare nel 2005 una specifica legge che promuoveva la conoscenza, lo studio e l’utilizzo della pet therapy compie un ulteriore passo avanti, con la costituzione di una vera e propria Rete, la Net Pet Therapy. La nuova rete, coordinata dall’Ulss16, sara’ composta dallo Zooprofilattico, dalla Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera, dalle Ulss 20 di Verona, 12 di Venezia, 6 di Vicenza, 1 di Belluno, 9 di Treviso, 4 di Thiene, 7 di Pieve di Soligo, 21 di Legnago, e dall’Istituto Don Calabria di Verona, che fu tra i primi ad applicare questo tipo di terapia.
Lo scopo di Net Pet Therapy e’ quello di unire le numerose esperienze nate nel tempo in tutto il Veneto, integrarle tra loro attraverso la rete, monitorarle, sperimentarle e validarle per arrivare alla realizzazione di Linee Guida e di un vero e proprio Manuale Operativo per gli operatori sanitari e sociali.
Nel corso della presentazione sono anche stati resi noti alcuni sorprendenti dati scaturiti dal lavoro gia’ fatto sul campo a Padova. In un biennio sono stati trattati circa 250 bambini che, osservati dagli operatori, di fronte all’animale dimostravano gioia, curiosita’, allegria in oltre il 95% dei casi. Solo nel 18% e’ emersa una certa diffidenza, superata peraltro in pochi minuti. Il 100% dei genitori di bimbi che hanno vissuto l’esperienza ha dichiarato che acconsentirebbe a ripeterla anche in piu’ cicli.

Guarda le foto (corriere della sera) della pet therapy all’ospedale di Como

influenza o febbre suina A (virus H1N1): NON ACQUISTARE E ASSUMERE ANTIVIRALI IN VIA PREVENTIVA

Il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Guido Rasi, invita i cittadini a non acquistare ed assumere i farmaci antivirali Zanamivir e Oseltamivir se non specificatamente prescritto da medici dei Centri di riferimento dopo accertamento della diagnosi e valutazione della sintomatologia. Per l’AIFA acquistare gli antivirali nella convinzione che potrebbe essere utile averne alcune confezioni in casa è del tutto inutile poiché il ministero ha più volte confermato la disponibilità di un numero di dosi perfettamente adeguate a fronteggiare una eventuale epidemia di influenza o febbre suina. A questo riguardo è bene evidenziare che al momento nessun caso accertato si è verificato nel nostro Paese. Inoltre questi farmaci non sono efficaci in via preventiva, vale a dire per proteggersi da un eventuale contagio influenzale, ma agiscono bloccando il virus quando è già presente nell’organismo e devono essere assunti in un arco temporale estremamente preciso. Utilizzarli quando non si è colpiti con certezza dall’infezione significa favorire la comparsa di virus resistenti ai farmaci e mettere, in questo caso sì a serio rischio, la salute propria, dei familiari e della collettività poiché i medicinali sarebbero del tutto inefficaci e non si avrebbero più ‘armi’ per fronteggiare la malattia. Per questo l’AIFA invita i medici a prescrivere gli antivirali solo in presenza di sintomi importanti, e dopo aver avuto certezza di trovarsi di fronte all’influenza o febbre suina con accertamento sierologico dell’avvenuto contagio.

Per informazioni aggiornate è possibile visitare subito e gratuitamente il sito dei Centers for Disease Control in inglese dedicato alla nuova influenza H1N1, il sito del Ministero della Salute ed il sito dell’OMS / WHO in inglese con gli aggiornamenti settimanali sull’evoluzione della pandemia.
Consulta la mappa di un ricercatore (auto-dichiaratosi tale – consulta solo le fonti ufficiali per notizie sicure!) americano che riporta la distribuzione dei casi di influenza suina su google

PatientsLikeMe: social network non è solo Facebook

Fondata nel 2004 da tre ingegneri patientslikeme è una società finanziata privatamente dedicata a rendere migliore la qualità di vita delle persone cui è stata diagnosticata una malattia “life-changing”.

Nata da un’esperienza personale con la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) che ha ispirato a realizzare una comunità di pazienti, medici e organizzazioni per informare, assistere e rendere più consapevoli le persone affetta da malattie invalidanti, facilitando loro l’accesso alle informazioni e ai servizi di cui hanno bisogno nella gestione della loro malattia.
Il suo sito è un social network (il più famoso dei quali, attualmente, è Facebook) fatto dai pazienti secondo il modello dei siti user generated content. Gli autori dei contenuti sono, cioè, direttamente i pazienti che, registrandosi al sito possono:

  • condividere la propria esperienza (nella sezione Share Your Experience);
  • trovare altri pazienti che condividono la stessa condizione (nella sezione Find Patients Like You);
  • imparare dall’esperienza degli altri (nella sezione Learn From Others);

La registrazione al sito è gratuita e comporta la raccolta di una serie di dati personali, il cui trattamento è dettagliatamente spiegato in un apposito diclaimer sulla privacy policy adottata.In questo modo, gli utenti iscritti hanno a disposizione un proprio profilo e uno spazio personale, che possono aggiornare e, se vogliono, rendere pubblico.Nel sito è elencata anche tutta una serie di trattamenti, con i dati sulle percentuali di utilizzo da parte dei pazienti registrati, le motivazioni per cui vengono impiegati e le opinioni che i pazienti esprimono sul loro utilizzo in un forum dedicato. Lo stesso avviene per i sintomi di cui i pazienti soffrono.Infine, nello spazio community, i pazienti si incontrano, discutono, partecipano le proprie esperienze.
Il sito ha anche un suo blog: http://blog.patientslikeme.com/

PatientsLikeMe è un progetto particolare, web 2.0 oriented, che lega la condivisione delle esperienze dei pazienti, alla raccolta (consensuale) di dati sulla loro salute.

pm10 sotto accusa: venticinque morti in più all’anno

Venticinque morti in breve tempo e altri 347 decessi innescati nel lungo periodo in seguito a malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, tumori al polmone o per insufficienza respiratoria, sono il numero di vittime fatte in media, all’anno, a Firenze e nell’hinterland dalle polveri sottili (Pm10) per i superamenti della soglia di 20 microgrammi al metro cubo al giorno cioè il limite posto dall’Organizzazione mondiale della Sanità come massimo tollerabile per l’organismo umano.

PROCESSO ALLA SMOG – È quanto sostenuto dal professor Annibale Biggeri, perito dell’accusa, nella deposizione al processo in corso a Firenze con imputati il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, l’ex assessore regionale all’ambiente Marino Artusa, più i sindaci di Scandicci, Campi, Sesto, Signa e Calenzano, accusati di emissioni di gas e di non aver preso provvedimenti adatti ad abbattere l’inquinamento atmosferico tra il 2003 e il 2006. «Per quanto riguarda l’inquinamento esterno – ha detto Biggeri – l’Oms indica che è fortemente praticabile il controllo del traffico e la sua riduzione è una delle misure adatte ad abbattere le polveri. Allo stato attuale delle conoscenze l’epidemiologia consiglia: riducete le emissioni da traffico».

L’ACCUSA – «Il professor Biggeri ha dimostrato che anche minime riduzioni del traffico producono effetti positivi sulla riduzione dell’inquinamento e di conseguenza sulla salute dei cittadini – ha commentato il pm Giulio Monferini – Purtroppo, nei quattro anni in esame, nell’area vasta di Firenze non ci sono state queste riduzioni di traffico, e quindi non si sono avuti miglioramenti della qualità dell’aria». Secondo studi specifici, illustrati nel processo dal professore, il superamento della concentrazione in atmosfera di inquinanti fa scattare le patologie mortali da polveri pm10 nei soggetti più predisposti. «L’esperienza sul periodo 2003-2006 – ha detto Biggeri che è docente di statistica per la ricerca tecnologica e sperimentale alla facoltà di medicina di Firenze – ci dimostra che nell’area di Firenze il livello di concentrazione degli inquinanti ha portato i ricoveri per malattie e le disabilità a livelli non trascurabili». Le conclusioni dell’esperto sono contenute in una relazione messa agli atti del processo e discussa oggi dalle parti nel corso del dibattimento. Intanto, dal processo è anche emerso che la polizia giudiziaria nei giorni scorsi ha acquisito una relazione dell’assessorato al traffico del Comune di Firenze contenente la rendicontazione sui contributi elargiti per l’acquisto di veicoli elettrici o a basso impatto ambientale.
Prossime udienze l’8 e il 25 maggio.

dal corriere fiorentino

come fermare la guerra della droga

cannabis vietata ?

Quando si parla di depenalizzazione delle droghe c’è spesso un malinteso, e si pensa che a chiederla siano quelli che non vedono l’ora di farsi una canna in santa pace. Non è così. La redazione dell’Economist non è esattamente un covo di fricchettoni. Eppure l’austero settimanale britannico sostiene da vent’anni la causa della vendita controllata delle sostanze stupefacenti. Perché la guerra al narcotraffico è fallita. Ne hanno parlato anche Roberto Saviano e Misha Glenny quando si sono incontrati nella nostra redazione. Depenalizzare non è facile, perché tutti i paesi – almeno in Europa – dovrebbero muoversi insieme. Ma è l’unico modo per fronteggiare il traffico di cocaina, che insieme al petrolio è il motore dell’economia contemporanea. E di cui l’Italia, spiegava Saviano, è uno snodo fondamentale: “Salvatore Mancuso, trafficante colombiano di origine italiana, dice sempre che ‘la pianta della coca è molto strana: perché ha le foglie in Sudamerica, ma le radici in Italia’”.

La diffusione delle droghe aumenta, le mafie si arricchiscono e seminano morte: il proibizionismo ha fallito. È ora di sperimentare la legalizzazione, scrive l’Economist

Negli anni venti gli Stati Uniti hanno vietato il consumo di alcol. Il contrabbando è fiorito e la violenza è esplosa. Come oggi con la droga

La lotta al narcotraffico non riesce a stare al passo con la capacità di reazione delle bande criminali. La questione va affrontata alla radice. Eliminando la domanda

Un gruppo di esperti britannici ha valutato gli effetti della cannabis. E ha concluso che per limitare i danni la soluzione è legalizzarla

Ho segnalato i titoli di articoli selezionati da Internazionale 792 | 24/30 aprile 2009: cosa ne penso ?
Che di sicuro consentiamo la libera vendita di sostanze potenzialmente tossiche, responsabili di malattie anche gravi (tabacco, alcol); in altre zone del mondo si può liberamente fumare l’oppio ma è vietato l’alcol . . . .
Forse è arrivata l’ora di tentare una liberalizzazione, guidata e controllata, di alcune (tutte?) sostanze stupefacenti; e voi cosa ne pensate ?

zyklon B (acido cianidrico o acido prussico)

continuate a seguirmi su www.berardino.info ove aggiorno il blog con frequenza (quasi) giornaliera 😉

Kurt Gerstein nasce a Muenster l’11 agosto 1905 da una famiglia di solida tradizione nazionalista e riceve una severa educazione improntata all’obbedienza, alla nazione e ad un forte moralismo ideologico. Tutto questo, insieme ad una serie di problematiche personali che cominciano ad angosciarlo, lo spingono a dedicarsi con tutto se stesso all’attività dei movimenti della gioventù evangelica, divenendone una delle principali figure e subendo, di conseguenza, l’inevitabile scontro con la Gestapo che, su ordine dei nazionalsocialisti al potere, riesce, anche con metodi poco ortodossi, a sottomettere la comunque debole rappresentanza protestante tedesca. Appena laureato in ingegneria mineraria si arruola volontario nelle Waffen SS, “per testimoniare direttamente delle atrocità commesse dalla famigerata polizia di partito, poi corpo militarizzato, che controlla i settori amministrativi dello Stato, i servizi di polizia e alcune imprese economiche tedesche, nonché guardia personale di Hitler”. Nel settembre del 1936 viene incarcerato con l’accusa di aver diffuso “opuscoli proibiti e ostili allo Stato”. Questo gli costa la perdita dell’impiego presso le miniere statali e l’espulsione dal partito nazionalsocialista (NSDAP). Arrestato nuovamente nel luglio del 1938 perché il suo comportamento “nuoce agli interessi del popolo e dello Stato”, trascorre sei settimane e mezzo nel campo di concentramento di Welzheim, restando segnato per sempre da questa esperienza. Liberato per mancanza di prove e per intercessione del padre, Ludwig Gerstein, il Tribunale del partito tramuta la sua “espulsione” in “dimissioni” e gli dà la possibilità di un lavoro presso una miniera di Tubinga. Da questo momento Gerstein comincia a maturare la decisione di arruolarsi volontario nelle SS, ma solo nel marzo del 1941, con la scusa di divenire testimone oculare delle atrocità commesse in quegli anni dal regime nazista e per scoprire la verità sulla morte della cognata, si arruola e riceve la tessera n. 417460. Diviene testimone, grazie alle sue conoscenze tecniche in materia, di incarichi riservatissimi riguardanti l’uso del gas Zyklon B, come addetto alla disinfestazione, ne studia gli effetti ed assiste alla programmata e sistematica eliminazione degli ebrei nei campi di sterminio di Belzec e Treblinka.

zyklon b

zyklon b

Così Gerstein descrive una giornata a Belzec: «L’Unterscharführer Hackenholt faceva grandi sforzi per far funzionare il motore senza riuscirci. Arrivò il Capitano Wirth. Potevo vedere che era spaventato perché ero presente al disastro. Sì, io vedevo tutto e aspettavo. Il mio cronometro indicava 50 minuti, 70 minuti ed il motore diesel non partiva. La gente aspettava nella camera a gas. Inutilmente. Si poteva sentirli lamentarsi “come in una sinagoga” disse il Professor Pfannenstiel con i suoi occhi fissi ad una finestra nella porta di legno. Furioso il Capitano Wirth colpì al volto l’ucraino che aiutava Hackenholt per dodici, tredici volte. Dopo 2 ore e 49  minuti – il cronometro registrò tutto – il motore partì. Fino a quel momento le persone chiuse in quelle quattro stanze affollate erano ancora vive, quattro volte 750 persone in quattro volte 45 metri cubi. Passarono altri 25 minuti. Molti erano già morti, li si poteva vedere attraverso la finestra perché una lampadina si accese per alcuni istanti. Dopo 28 minuti in pochi erano ancora vivi. Finalmente dopo 32 minuti erano tutti morti… I Dentisti estrassero i denti, i ponti e le corone d’oro. In piedi, in mezzo a loro, stava il Capitano Wirth. Era nel suo elemento e, mostrandomi un barattolo pieno di denti disse:”Guardi il peso di quest’oro! È solo quello di ieri e del giorno precedente. Non può immaginare cosa troviamo ogni giorno, dollari, diamanti, oro… Se ne renderà conto da solo”.»

Resosi conto delle atrocità che vengono commesse “sabota” il sistema facendo sparire alcune partite di gas e ne sotterra delle altre con la scusa del deterioramento accidentale della sostanza. Cerca, infine, di informare gli Alleati di quanto avviene attraverso l’ambasciatore svedese in Polonia e il nunzio apostolico Cesare Orsenigo. Logorato fisicamente e psicologicamente, terrorizzato dall’idea di venire scoperto, medita più volte il suicidio e il 22 aprile 1945 si consegna alle truppe francesi convinto di rendere un servizio alla sua nazione e testimoniando sull atrocità di cui il suo popolo si era macchiato. Ma quando, dopo alcune settimane di semilibertà, viene rinchiuso in un carcere francese con l’accusa di essere un criminale di guerra, si rende conto che tutto è perduto. Si impicca in cella il 25 luglio del 1945 tre mesi dopo il suo arresto.

Da leggere “L’ ambiguità del bene. Il caso del nazista pentito Kurt Gerstein” di Saul Friedländer

Da vedere: il potente film “Amen” di Costa Gavras (2002) ispirato al testo teatrale “IL VICARIO” di Rolf Hochhuth

La Chiesa (cattolica) ufficiale, che pure ha molto riflettuto sulle colpe e sulle responsabilità dei cristiani a riguardo delle persecuzioni naziste, non ritiene di dover chiedere scusa per il silenzio di Pio XII. Lo ha detto il Nunzio Apostolico in Israele, in una dichiarazione alla televisione di Stato. Quel silenzio era necessario
(Avvenire, 27 febbraio 2000) – da http://www.gesuiti.it/moscati/Ital4/Pio12.html

Perchè questo articolo ? Perchè tanti medici facevano i medici in quel contesto storico (la Germania nazista) inquadrati nell’industria dello sterminio razziale; nello specifico selezionando chi poteva esser utile (lavoro nei campi forzati fino all’esaurimento fisico e poi camera a gas + crematorio) e chi invece andava eliminato immediatamente o – come l’igienista Kurt Gestner – a livelli più alti pianificando a livello teorico la massimizzazione dell’efficienza dello sterminio abbattendo il più possibile i costi da sostenere . . . .

Acido cianidrico Liquido incolore (formula chimica HCN), noto anche come acido prussico; è molto volatile ed emana un caratteristico odore di mandorla amara. L’acido e i suoi sali, detti cianuri, sono veleni estremamente potenti, sia per la gravità sia per la rapidità delle manifestazioni tossiche: pochi milligrammi di queste sostanze possono provocare la morte impedendo l’uso dell’ossigeno da parte delle cellule. L’acido fonde a -14 °C e bolle a 25,7 °C; si miscela con acqua, alcol ed etere in tutti i rapporti. È un composto facilmente infiammabile e può formare con l’aria miscele esplosive. In passato veniva prodotto a partire dal blu di Prussia (da qui il nome di acido prussico); ora si ottiene per ossidazione di una miscela di metano e ammoniaca in presenza di un catalizzatore a base di platino.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: