the Visible Body atlante di anatomia online

the Visible Body

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The Visible Body è il più completo strumento per la visualizzazione del corpo umano: più di 550 mila persone sono registrate per fruire dei servizi, solo a pagamento da Maggio 2009.
E’ possibile sottoscrivere un abbonamento scontato, per le istituzioni educative, scrivendo a sales@visiblebody.com.
Ulteriori informazioni con il Tour e la Demo (7 giorni di fruizione gratuita).

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uranio impoverito

sono stato in vacanza.
Tra le varie – bellissime – spiagge mi è riuscito (ne avevo sentito tanto parlare) di visitare porto zafferano: bellissima insenatura  inclusa nella zona militare di capo Teulada, inaccessibile d’inverno in quanto poligono di tiro attivo (avranno utilizzato munizioni con uranio impoverito?).
Incredibile sensazione quella di camminare su una spiaggia completamente deserta, qualche bottiglia di plastica non può mancare – ovviamente – ma ancora più strano è stato l’imbattersi in un proiettile d’artiglieria arrugginito che faceva capolino dalla sabbia  . . . .
Leggete l’articolo sulle vittime (NdS si parla solo dei militari, non dei civili che vivono nelle zone sottoposte a bombardamento con armi di questo tipo) dell’uranio impoverito, da corriere.it
Guarda il video 03 L’Italia chiamò – Operazione Vulcano

Su pubmed potete ricercare – liberamente – lo stato attuale della ricerca scientifica mondiale sul tema dell’uranio impoverito ed i suoi effetti sulla salute umana.

TIROIDE: Ipotiroidismo Congenito in Italia

Convegno  che  si  Terra’ il 3 Luglio 2009 che  si  Propone di Offrire un Aggiornamento sulle  piu’ Recenti Acquisizioni Sperimentali e Cliniche  in  Tema di Ipotiroidismo Congenito e sulla Sorveglianza della Patologia che, nel Nostro  Paese,  Viene Effettuata dal Registro Nazionale degli Ipotiroidei Congeniti.
I Temi Riguardano le Procedure di Screening e di Conferma Diagnostica, con  un  Focus sul Neonato Pretermine, e le Strategie Terapeutiche e di Follow-Up dei Bambini Affetti da Forme Permanenti di Ipotiroidismo Congenito e da Ipertireotropinemie Permanenti e Transitorie.
Clicca qui per il programma
Aula Pocchiari, Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma

UN BAMBINO VIRTUALE PER LA FORMAZIONE DEI PEDIATRI al MEYER di Firenze

L’ospedale pediatrico Meyer di Firenze sarà la prima struttura sanitaria italiana a disporre di un manichino con le sembianze di un bambino che consentirà di simulare le principali patologie pediatriche. Si tratta di un fantoccio elettronico che simula tutte le funzioni fisiologiche e vitali di un bambino di 10 mesi. L’apparecchiatura permetterà a medici, infermieri e altri professionisti del sistema sanitario di esercitarsi nell’affrontare l’emergenza in equipe, garantendo cosi’ un tirocinio più efficace. La sperimentazione è effettuata insieme al Children’s Hospital di Boston. Durante la presentazione del neonato-manichino, e’ stato spiegato che solo un neonato su cento arriva in ospedale a rischio di vita e questo non permette ai giovani medici di accrescere la loro esperienza di lavoro in squadra. Per poter intervenire al meglio, ha spiegato il dottor Marco De Luca, responsabile del programma simulazione al Meyer, i medici devono essere allenati anche al lavoro in team. L’importanza della simulazione sta proprio nel ridurre il rischio clinico quasi a zero e nel formare e aggiornare i professionisti della sanita’ sulle casistiche meno frequenti e maggiormente complesse. La simulazione specifica dura 10-15 minuti ed e’ inserita in un briefing di gruppo che approfondisce e analizza tutti gli aspetti che possono presentarsi nella realta’.

precariato: due facce della stessa medaglia

inizio a lavorare e noto – in sala d’attesa – una faccia nota: è una paziente che ho già visitato altre volte, mi dice che ha fatto di tutto per prendere l’appuntamento con me (sfortunata, avevo fatto cambio last minute con un altro collega a causa di ristrutturazione edilizia).
Riesco comunque, d’accordo con il collega a cui era capitata in lista, a farle io l’esame – come favore.
Niente di preoccupante, quadro stabile (lei è preoccupataaa, tantissimooooo), la rassicuro e si chiacchiera brevemente all’uscita sulla mia situazione lavorativa (dove sarò tra un paio di anni, quando dovrà rifare il controllo? Boh, oggi posso dire con sicurezza che del giugno del 2011 non posso aver certezze: magari rinnoveranno, magari no).
Torno a casa e leggo quest’articolo dal corriere della sera . . .
La lunga saga personale la trovi qui

Rita Clementi (ricercatrice precaria ‘in fuga’) parla

riporto, pari pari, da corriere.it

Una laurea in Medicina, due spe­cializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di geneti­ca dell’Università di Pavia. Rita Cle­menti ( foto a sinistra), 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origi­ne genetica di alcune forme di lin­foma maligno, in questa lettera in­dirizzata al presidente della Re­pubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Ita­lia. Da mercoledì 1˚luglio lavorerà come ricercatrice in un importan­te centro medico di Boston.

Rita Clementi, 47 anni
Rita Clementi, 47 anni

Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito al­la loro madre. Vado via con rab­bia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedi­zione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chie­dere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinuncian­do ad essere italiana.

Signor presidente, la ricerca in questo Paese è ammalata. La cronaca parla chiaro, ma oltre alla cronaca ci sono tantissime realtà che non vengono denun­ciate per paura di ritorsione perché, spesso, chi fa ricerca da precario, se denuncia è auto­maticamente espulso dal «siste­ma » indipendentemente dai ri­sultati ottenuti. Chi fa ricerca da precario non può «solo» contare sui risultati che ottie­ne, poiché in Italia la benevo­lenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro. Chi fa ricer­ca da precario deve fare i conti con il rinnovo della borsa o del contratto che gli consentirà di mantenersi senza pesare sulla propria famiglia. Non può per­mettersi ricorsi costosi e che molto spesso finiscono nel nul­la. E poi, perché dovrebbe adi­re le vie legali se docenti dichia­rati colpevoli sino all’ultimo grado di giudizio per aver con­dotto concorsi universitari vio­lando le norme non sono mai stati rimossi e hanno continua­to a essere eletti (dai loro colle­ghi!) commissari in nuovi con­corsi?

Io, laureata nel 1990 in Medi­cina e Chirurgia all’Università di Pavia, con due specialità, in Pediatria e in Genetica medica, conseguite nella medesima Uni­versità, nel 2004 ho avuto l’onore di pubblicare con pri­mo nome un articolo sul New England Journal of Medicine i risultati della mia scoperta e cioè che alcune forme di linfo­ma maligno possono avere un’origine genetica e che è dun­que possibile ereditare dai geni­tori la predisposizione a svilup­pare questa forma tumorale. Ta­le scoperta è stata fatta oggetto di brevetto poi lasciato decade­re non essendo stato ritenuto abbastanza interessante dalle istituzioni presso cui lavoravo. Di contro, illustri gruppi di ri­cerca stranieri hanno conferma­to la mia tesi che è diventata ora parte integrante dei loro progetti: ma, si sa, nemo profe­ta in Patria.

Ottenere questi risultati mi è costato impegno e sacrifici: mettevo i bambini a dormire e di notte tornavo in laboratorio, non c’erano sabati o domeni­che…

Lavoravo, come tutti i precari, senza versamenti pen­sionistici, ferie, malattia. Ho avuto contratti di tutti i tipi: borse di studio, co-co-co, con­tratti di consulenza… Come ul­timo un contratto a progetto presso l’Istituto di Genetica me­dica dell’Università di Pavia, fi­nanziato dal Policlinico San Matteo di Pavia.

Sia chiaro: nessuno mi impo­neva questi orari. Ero spinta dal mio senso del dovere e dal­la forte motivazione di aiutare chi era ammalato. Nel febbraio 2005 mi sono vista costretta a interrompere la ricerca: mi era stato detto che non avrei avuto un futuro. Ho interrotto una ri­cerca che molti hanno giudica­to promettente, e che avrebbe potuto aggiungere una tessera al puzzle che in tutto il mondo si sta cercando di completare e che potrebbe aiutarci a sconfig­gere il cancro.

Desidero evidenziare pro­prio questo: il sistema antimeri­tocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiuta­re a crescere; per questo moti­vo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, han­no ritenuto di aumentare i fi­nanziamenti per la ricerca.

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È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostu­me non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica con­seguenza quella di potenziare le lobby che usano le Universi­tà e gli enti di ricerca come feu­do privato e che così facendo distruggono la ricerca.
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.

Rita Clementi

I FARMACI CONTRAFFATTI VENGONO VENDUTI ATTRAVERSO LA RETE E NELLE PALESTRE

Il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio,  ha evidenziato che i maggiori rischi di imbattersi in falsi farmaci pericolosi per la salute vengono da Internet e dalle palestre. Nel nostro Paese, infatti, i medicinali contraffatti che riescono a raggiungere i canali ufficiali sono rarissimi, lo 0,1% del totale, una percentuale assai inferiore a quella degli altri Paesi. Nel mondo si va da medie dell’1% nei Paesi occidentali fino al 30% in quelli in via di sviluppo. Il sottosegretario ha ricordato che l’Italia è all’avanguardia anche nel combattere questo fenomeno.
E’ infatti attiva una task force, impegnata da anni nella tracciabilita’ dei prodotti, denominata Impact e che coinvolge diverse istituzioni quali l’Agenzia italiana del farmaco, i Nas, l’Istituto superiore di sanita’, il ministero del Welfare. Impact lavora a progetti specifici per individuare le reti illegali di distribuzione, le farmacie online e per bloccare la distribuzione di anabolizzanti nei social network sportivi o nelle palestre. E anche nella tracciabilita’ dei farmaci prescritti il controllo sara’ sempre piu’ sofisticato. Un aiuto importante, secondo Fazio, arrivera’ con la ricetta online che secondo le previsioni sara’ a regime entro due anni e consentira’ verifiche costanti. Il ministero è inoltre impegnato, con uno stanziamento di 60 milioni di euro, nella messa in rete di tutti i medici di famiglia.

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