influenza o febbre suina A (virus H1N1): topo gigio detta le regole

5 piccole regole, valide per la famigerata nuova influenza e, ovviamente, anche per quella vecchia; raccontate in maniera divertente da topo gigio

Il virus H1N1 era l’agente della famigerata influenza spagnola che provocò la pandemia del 1918: approfondimento (in inglese) qui

aggiornamenti ulteriori su Morbidity and Mortality Weekly Report del Center for Desease Control (in inglese) www.cdc.gov/mmwr

Intervista sui rischi in Italia a Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore della Sanità su corriere.it

Leggi anche l’articolo con le raccomandazioni del Ministero degli Affari Esteri

La carne di maiale non trasmette l’influenza suina, si trasmette come la normale influenza mediante contatti diretti quali tosse, starnuti, baci.

AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) raccomanda di evitare la prevenzione fai-da-te.

Per informazioni aggiornate è possibile visitare subito e gratuitamente il sito dei Centers for Disease Control in inglese dedicato alla nuova influenza H1N1, il sito del Ministero della Salute ed il sito dell’OMS / WHO in inglese con gli aggiornamenti settimanali sull’evoluzione della pandemia.
Consulta la mappa di un ricercatore (auto-dichiaratosi tale – consulta solo le fonti ufficiali per notizie sicure!) americano che riporta la distribuzione dei casi di influenza suina su google

influenza o febbre suina A (virus H1N1): nuove strategie di prevenzione

Interessante l’iniziativa (sarò ironico?) volta alla prevenzione della pandemia influenzale: a villa Carapena (Forlì) c’è un cartello che recita, testualmente Considerando che il virus dell’influenza si diffonde anche attraverso baci e strette di mano in questo luogo si saluta solo romanamente
(da Il fatto quotidiano, anno I n° 15).

Il virus H1N1 era l’agente della famigerata influenza spagnola che provocò la pandemia del 1918: approfondimento (in inglese) qui

aggiornamenti ulteriori su Morbidity and Mortality Weekly Report del Center for Desease Control (in inglese) www.cdc.gov/mmwr

Intervista sui rischi in Italia a Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore della Sanità su corriere.it

Leggi anche l’articolo con le raccomandazioni del Ministero degli Affari Esteri

La carne di maiale non trasmette l’influenza suina, si trasmette come la normale influenza mediante contatti diretti quali tosse, starnuti, baci.

AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) raccomanda di evitare la prevenzione fai-da-te.

Per informazioni aggiornate è possibile visitare subito e gratuitamente il sito dei Centers for Disease Control in inglese dedicato alla nuova influenza H1N1, il sito del Ministero della Salute ed il sito dell’OMS / WHO in inglese con gli aggiornamenti settimanali sull’evoluzione della pandemia.
Consulta la mappa di un ricercatore (auto-dichiaratosi tale – consulta solo le fonti ufficiali per notizie sicure!) americano che riporta la distribuzione dei casi di influenza suina su google

studio ORME: punto di partenza per l’errore medico

Un primo lavoro “sicuramente interessante ma non esaustivo, e che non autorizza a trarre nessuna ipotesi. Anzi, sottolinea la preveggenza di Amami (Associazione dei medici accusati di malpractice ingiustamente) e di quanto affermato fin dal 2002″ dichiara Maurizio Maggiorotti, presidente dell’Amami riguardo ai dati pubblicati in questi giorni dall’Osservatorio sulla responsabilità medica Orme. “E’ infatti indispensabile – aggiunge – un Osservatorio del contenzioso e dell’errore a cui debbano confluire obbligatoriamente tutte le richieste di risarcimento e le denunce fatte in Italia, altrimenti ogni studio rimane inutilizzabile perché parziale. Senza l’obbligo di segnalazione qualunque osservatorio è assolutamente inutile, mentre i dati dell’Orme sono ricavati solo dalle sentenze del Tribunale Civile di Roma negli anni 2001-2007”, precisa. “Sarebbe come studiare la pandemia italiana del virus influenzale ottenendo i dati che provengono da 50 ambulatori medici di Roma”, dice. Per quanto riguarda la via della conciliazione “volontaria”, proposta dall’Ordine dei medici di Roma, Maggiorotti la definisce “retorica e fallimentare fin quando non si comprende la necessità dell’obbligatorietà di questo strumento. Il tentativo stragiudiziale del contenzioso, preliminarmente obbligatorio, sarebbe tra l’altro in linea con quanto accade negli altri Paesi europei”. Amami chiede dal 2002 di istituire un Osservatorio del contenzioso medico con obbligo di segnalazione e parimenti l’improcedibilità giudiziaria quale prima azione. “Fortunatamente – conclude Maggiorotti – la nostra proposta di legge è stata ripresa dal Senato che la sta discutendo in questi giorni. Se l’Aula la dovesse licenziare nella sua interezza, metteremmo fine a questa escalation di richieste di risarcimento dettate troppo spesso da voglia di facili guadagni”.

ANT, ATT e Montedomini: eventi di beneficenza a Firenze

Un pò di notizie di eno-gastro-beneficenza a Firenze.

Condotta  Wine: degustazione di vini di alta  qualità e  tipicità gastronomiche toscane.  L’iniziativa organizzata dai commercianti di Via della Condotta in  collaborazione con Confesercenti e Associazione Tumori Toscana, si terrà Sabato 31 Ottobre 2009 dalle ore 15.00 in Via della Condotta (chiusa al traffico dalle 12 da via Calziauoli a piazza San Firenze): fiorentini e turisti troveranno le postazioni delle aziende vinicole Frescobaldi, Lanciola e Mattia Barzaghi per l’assaggio di vini rossi e bianchi, insieme ai tradizionali piatti tipici toscani offerti dai ristoranti della strada (dalla pappa al pomodoro, alla ribollita, alla meno conosciuta ma ottima ‘ciccina bona’), per finire con la bruschetta con l’olio novo. La strada sarà anche una sorta di galleria d’arte a cielo aperto, con l’esposizione di quadri, a cura della galleria d’arte Pananti, ed uno spazio riservato all’allestimento dei lavori della bottega fiorentina d’arte “Iguarnieri”.

CENA DI GALA per ANT, presso la Limonaia del Museo Stibbert, venerdì 6 novembre 2009, a Firenze.
I fondi raccolti verranno devoluti al progetto per l’assistenza domiciliare dei piccoli pazienti del Meyer affetti da sindrome tumorale.
Sarà un percorso eno-gastronomico unito all’arte.
Prenotando al 055-5000210 sarà possibile, con il biglietto della cena, partecipare a una VISITA GUIDATA offerta dal Museo Stibbert alle ore 19.00, oppure visitare il museo gratuitamente, senza visita, per tutta la giornata utilizzando il biglietto della cena.
Alle ore 20.30 ci sarà il cocktail di benvenuto che sarà una DEGUSTAZIONE VINI offerta dalla Cantina VicchioMaggio.
Alle ore 21.00 ci sarà la cena, il “percorso eno-gastronomico” che ci è stato offerto da Stilnovo, TRE GRANDI CHEF del panorama fiorentino: il Maestro Cioccolatiere Andrea Bianchini, lo Chef internazionale Andrea Trapani e il giornalista di Repubblica Giuseppe Calebrese.
Il prezzo del biglietto è 70 euro, per le prenotazioni tel a Susanna Finardi 347 4893028 oppure Delegazione ANT Firenze 055 5000210.

Cena di raccolta fondi per la Fondazione Montedomini (nasce allo scopo di dare assistenza agli anziani non autosufficienti ed in seguito ha ampliato il livello di assistenza rivolgendosi anche ad altri disagi) organizzata dai titolari Giorgio Pinchiorri ed Annie Feolde, con tutto lo staff dell’Enoteca Pinchiorri.
La serata (11 novembre 2009) costa 500 euro: tutti i soldi, veramente tutti, andranno per l’acquisto di un macchinario per aiutare chi ha perso l’uso degli arti superiori (costo 45000 euro, quindi si spera che parteciperanno alla serata 100 persone).
Ricco il menù che vedrà sfilare prelibati piatti a base di fegato d’oca con gelatina di mele, astice gratinato con purea di ceci, branzino al cavolo nero, cavatelli con scampi, agnolotti al fagiano con crema di burrata e tartufo bianco, e poi ancora agnello impanato alle erbe e
fonduta di taleggio e tartufo bianco. In abbinamento Chateau D’Yquem, Montrachet, Cheval Blanc . . .
Per prenotarsi basta telefonare all’Enoteca Pinchiorri, allo 05526311, e poi fare un versamento alla Fondazione Montedomini.
Ulteriori informazioni sul blog di Leonardo Romanelli

Genitori inconsapevoli del peso dei figli

La famiglia riveste un ruolo importante nel trattamento dell’obesità infantile, ma i genitori devono in primo luogo realizzare che il figlio è in sovrappeso o obeso. Diversi studi hanno verificato, infatti, che ciò non accade in percentuali molto elevate di casi, in relazione a fattori socio-demografici. La classificazione dei propri figli è stata proposta in un campione di bambini tra 5 e 12 anni, ai rispettivi genitori, appaiando un bambino a un genitore (n=576). Secondo la scala Likert, i genitori dovevano collocare il figlio tra i due estremi “estremamente sottopeso” ed “estremamente sovrappeso”. La percezione genitoriale è stata poi confrontata con il peso corporeo valutato in base ai percentili relativi a età e genere, dell’indice di massa corporea (IMC). L’86% dei genitori di bambini obesi o in sovrappeso ha dato una classificazione non corretta, definendoli in sovrappeso i primi e normopeso i secondi. In particolare, tutti i genitori di bambino con IMC superiore o uguale al 95° percentile, classificavano i loro figli in una categoria diversa da “estremamente sovrappeso”. Inoltre, il 75% dei bambini con IMC compreso tra l’85° e il 95° percentile, erano stati classificati come “quasi normopeso” o sottopeso. L’errore si verificava con più probabilità con i figli maschi (29% vs 21%) e non c’erano ulteriori caratteristiche associate all’errore. I risultati evidenziano la necessità di prestare maggiore attenzione al peso corporeo dei bambini durante le visite e segnalare ai genitori eventuali anomalie.
J Pediatr Health Care 2009; 23(4):216-21

Leggi anche questo interessante articolo sulla percezione del grasso.

la cartella clinica è del paziente

lo dice il codice deontologico dei medici, all’Art. 21 – Documentazione clinica
Il medico deve, nell’interesse esclusivo della persona assistita, mettere la documentazione clinica in suo possesso a disposizione della stessa, o dei suoi legali rappresentanti, o di medici e istituzioni da essa indicati per iscritto.

Mando via una paziente a cui purtroppo non posso comunicare se il suo mioma è cresciuto o meno; è seguita da un ginecologo che non ha mai rilasciato documentazione delle visite ed ecografie effettuate.
Capita di frequente di sentir dire che il medico visita, trattiene la documentazione, non rilascia certificazione ed il paziente va a giro senza poter esibire documentazione di ciò che gli è stato fatto.

Mi pare che il codice deontologico, corpus di regole di autodisciplina prederminate e vincolanti per gli iscritti all’ordine, imponga di fare però diversamente . . .

Di segreto professionale ho già parlato qui

Vino e salute – Vino è salute – Vino? Salute! il resoconto del convegno

Un pò di estratti salienti del convegno Vino e salute – Vino è salute – Vino? Salute! promosso dall’Associazione Italiana Sommeliers nazionale e campana.
“La nostra associazione in 45 anni di attività nella formazione, somministrazione, educazione e comunicazione del vino, si è guadagnata il rispetto degli addetti ai lavori e la simpatia dei consumatori. Siamo disponibili a mettere a disposizione questo patrimonio per una sinergia ampia tra associazioni, produttori, enologi e forze di sicurezza diretta a un’attività di sensibilizzazione e educazione destinata tanto ai giovani quanto agli adulti” ha detto Terenzio Medri, presidente dell’Associazione Italiana Sommeliers. “ Questa azione – ha concluso Medri – deve fare innanzitutto un distinguo chiaro tra l’alcol, con i relativi fenomeni di abuso sempre piu’ diffusi tra i giovani; e il vino, la cui conoscenza è compatibile con un consumo moderato e responsabile”. L’idea concreta che esce dall’incontro è quella, insomma, di una collaborazione tra l’Associazione piu’ rappresentativa della categoria dei sommelier, la Polizia stradale che e i produttori per un’iniziativa da condurre nelle scuole e, in particolare, negli istituti alberghieri.
A inizio dei lavori del convegno l’Associazione che conta circa 35000 iscritti ha proposto ai partecipanti di indossare un distintivo “Io bevo consapevole” per sottolineare come i professionisti operanti nel settore siano in prima linea nella diffusione della cultura del bere bene, e moderatamente, ma anche nella difesa del vino come parte di uno stile di vita sano e in linea con la grande tradizione italiana.
Una sommelier dell’Associazione si è sottoposta al test con l’etilometro dopo aver bevuto un calice di vino bianco dell’isola di Capri, i cui risultati, negativi, cioè largamente inferiori al limite di 0,5 punibile con ammenda, sono stati rilevati dallo staff del direttore del Servizio di Polizia stradale Roberto Sgalla.
“Una donna con un peso di circa 60 chilogrammi – ha ricordato Sgalla – a stomaco vuoto, avrà un livello alcolemico teorico di 0.38 dopo aver assunto 125 cc di vino, corrispondente a circa due bicchieri. Di 0.22 a stomaco pieno. La legge punisce chi supera il livello di 0.50 e lo fa, a partire da 0.81 anche penalmente”.
Leggere le tabelle parametrizzate che tutti gli esercizi che somministrano bevande alcoliche affiggono, è stato detto, richiede solo attenzione. “Sarebbe utile incrementare – ha detto Roberto Sgalla – la diffusione dei ‘precursori’ e l’abitudine, già radicata nel Nord Europa, del guidatore designato”.
Le ripercussioni negative prodotte dalle restrittive norme del Codice della strada in vigore in Italia sul comparto vino e sui produttori, sono state prese in esame da Lucio Mastroberardino, vicepresidente dell’Unione Italiana Vini. “Quello del vino è un comparto strategico dell’economia nazionale: rappresenta il 14% di tutto l’agroalimentare italiano”.
“L’Unione Italiana Vini – ha detto Mastroberardino – si sta impegnando in una campagna a livello europeo, Wine in Moderation, che sottolinea come il vino sia un prodotto non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale. Lo fa proponendo a studenti e insegnanti laboratori, incontri e attività on line che rieduchino al gusto, ai profumi e valori positivi del vino”.
Nella relazione di Adriana Monzo, psicoterapeuta, componente gruppo di lavoro Dieta Mediterranea della Fondazione “Alberto Fidanza” di Roma, poi, l’analisi del contributo del vino all’equilibrio psicofisico dell’individuo, aspetto ampiamente trattato nella letteratura medica e psicologica. “Non esistono  – ha detto la Monzo – cibi proibiti, ma solo cibi che vanno assunti con frequenza diversa. Un bicchiere di vino, a pasto, per le donne; e due per gli uomini, è da considerarsi assolutamente salutare”.

di vino ho già parlato qui ed ho scritto per il sito/blog intravino

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