c’era l’acquazzone

ebbene si, sta piovendo e forte: aspetto una paziente (per la verità ho già capito, non chiedetemi perchè, che non arriverà) che fa ritardo.
Dopo una mezz’oretta, per sicurezza, le telefono (magari a qualcuno sembrerà incredibile, come mi è sembrato incredibile quando me lo son sentito dire per la prima volta: c’è gente che prende l’appuntamento e dimentica di venire, a distanza di un paio di settimane già cancellata – mentalmente – la necessità di fare l’ecografia) per sapere se non verrà o se è in ritardo (fino a circa 2 ore di ritardo, a parte quelli che arrivano con uno/due giorni di ritardo avendo, ovviamente capito un giorno per l’altro).
Come mai non si presenta?
Ha provato a telefonare, si giustifica, per avvisare (ma evidentemente ha desistito e non ha neanche avvisato) ma non ce l’ha fatta perchè è venuto l’acquazzone: un altro (non l’unico) esame perso della giornata, a discapito di chi magari ne avrebbe avuto bisogno . . .
Leggete anche l’articolo, da la nazione Firenze, sul problema delle visite prenotate e non effettuate (Su 480mila prestazioni di vario genere prenotate dal primo gennaio a fine giugno, ben 7700 sono i pazienti che hanno bucato l’appuntamento. In 2550 hanno disdetto a poche ore dalla visita fissata. Gli altri quasi 5200 non si sono neanche presi la fatica di alzare la cornetta, chiamare il Cup metropolitano al numero verde 800 003 003 e avvisare che non si sarebbero presentati).

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