I neonati piangono nella lingua dei genitori

Fin dai primi giorni di vita il pianto dei neonati è ispirato ad alcune caratteristiche del linguaggio dei genitori, che il piccolo ha appreso verosimilmente quando era ancora dentro l’utero, nell’ultimo trimestre di gravidanza. “La scoperta di questo studio è importante non solo perché mostra che i neonati sono capaci di riprodurre nel pianto differenti melodie – dichiara una delle autrici dello studio – ma anche perché sembrano preferire quelle melodie che corrispondono al linguaggio che hanno ascoltato durante la vita fetale per tutto il terzo trimestre di gravidanza”.
Gli esperti hanno studiato il pianto di 60 neonati di pochi giorni di vita, 30 francesi e 30 tedeschi. Il profilo delle melodie rilevabili nel loro pianto non era casuale ma corrispondeva all’andamento melodico tipico della loro lingua madre, con una cadenza melodica crescente per i bimbi francesi, e decrescente per i tedeschi, coerentemente con la caratteristica di base di questi due idiomi.
Finora si sapeva che nel terzo trimestre di gravidanza i bimbi sentono i suoni esterni e hanno preferenze per la voce materna; ma questo studio dimostra qualcosa in più e cioè che i bambini cominciano a fare esercizi linguistici già prima di nascere e appena nati, mentre piangono, mettono in pratica le nozioni apprese nel pancione.
“I neonati probabilmente sono molto motivati ad imitare il comportamento materno al fine di attrarre l’attenzione di mamma e creare un legame affettivo con lei. Poiché il profilo della melodia del linguaggio materno può essere l’unico aspetto che i neonati sono in grado di imitare, ciò potrebbe spiegare perché troviamo questo tipo di imitazione nel pianto del neonato già a pochi giorni di vita”.

Mampe B et al
Newborns’ Cry Melody Is Shaped by Their Native Language.
Curr Biol 2009 Nov 4. [Epub ahead of print]

Un altra grande scoperta scientifica ?
Mi fa venire in mente quanto aveva già scoperto l’istituto Chopinsky  🙂

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2 Risposte

  1. il neonato piange perchè non è scemo, sa che prima o poi, se non sta bene gli accadrà “il ratto del sabino” ossia dovrà sottoporsi, poveraccio, alle sue castronerie e a quelle che riporta come questo studio scemo. Ho messo il suo blog tra i favoriti così mi mette sonno e dormo tranquillo.
    Ciao muchacho

  2. egregio Collega
    avrei piacere di conferirle una docenza presso il nostro prestigioso istituto: le sue argomentate critiche la distinguono fra i frequentatori di questo soporifero blog

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