sarà etico

La morte moderna di Carl-Henning Wijkmark IPERBOREA

fare una coronarografia ad una signora ultranovantenne, la cui insufficienza renale s’aggrava a causa della procedura e che deve pertanto esser sottoposta a cure intensive che non si sa se saranno efficaci (ed a quale prezzo) ?
Sinceramente non lo so: in teoria si, bisogna curar tutti ad ogni costo (ricorderete le polemiche sulla povera Eluana Englaro)  . . .
Ma quando ti trovi a vedere i risultati del voler curare per forza viene da chiederti: se fosse mia madre, o una mia parente, vorrei vederla in quelle condizioni ?
O forse sarei più contento (e sarebbe più contenta lei) di lasciar andare dignitosamente ?
Non ho risposta, mi piacerebbe conoscere le vostre idee a riguardo . . .

Vi suggerisco di leggere questo articolo e soprattutto il bellissimo libro che viene consigliato !

Perché smettere di fumare?

fa male anche al computer

Perché è la principale causa prevenibile di malattia e morte nella nostra società.

Nel 2002 il numero di morti provocati dal fumo nel mondo è stato stimato pari a circa 4.900.000, la maggior parte dei quali tra gli uomini. Il tabacco quindi causa 1 morto ogni 10 adulti nel mondo.
In base agli andamenti delle prevalenze di fumo nella popolazione negli ultimi anni, i decessi dovrebbero raddoppiarsi nel 2020 se non si interviene per eliminare questa dipendenza.
In Italia i morti provocati dal fumo sono circa 80.000 ogni anno (il 34,4% di tutte le cause di morte): più dei morti per droga, incidenti stradali, AIDS, suicidi,omicidi, annegamenti e alcol messi tutti insieme!
Ricordate che fumare fa male anche al computer !

Giornata Nazionale per l’Epilessia

Domenica 2 maggio 2010 si terrà la IX edizione della “Giornata Nazionale per l’Epilessia” organizzata dalla Lega Italiana contro l’Epilessia (L.I.C.E.):  “Chi soffre di Epilessia non è un diverso! Epilessia a scuola: parliamone insieme.“.

L’epilessia è una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di disturbi improvvisi e transitori, le cosiddette crisi epilettiche, fenomeni che dipendono da un’alterazione della funzione dei neuroni.
Esistono crisi di entità e gravità differenti e la forma più conosciuta di crisi è quella convulsiva, comunemente definita come Grande Male.  Le cause dell’epilessia sono molteplici, e comprendono ad un estremo disturbi genetici e all’altro lesioni cerebrali di varia natura.

Questa patologia presenta uno dei picchi di incidenza nell’età infantile-adolescenziale, età in cui normalmente si deve entrare
o si è già inseriti nel mondo della scuola. L’ignoranza ed i pregiudizi che circondano l’epilessia possono ripercuotersi anche sull’esperienza scolastica sia di chi soffre di questa malattia sia di chi, nel mondo  della scuola, esercita compiti educativi. Per approfondire questi aspetti, quest’anno la LICE ha condotto un’indagine, i cui risultati saranno presentati in occasione della Giornata Nazionale per l’Epilessia, presso gli insegnanti per verificare  sia quanto la conoscenza dell’epilessia è diffusa presso questa categoria professionale e per valutare quanto essi siano in grado  di affrontare le varie problematiche che questa malattia  pone in ambito scolastico.

forza Eyjafjallajökull

di Massimo Fini, da il Fatto Quotidiano

Io faccio il tifo per il vulcano islandese Eyjafjallajökull . È bene che ogni tanto la natura, indifferente, imparziale e moralmente amorale, ricordi all’uomo, che nella sua demenzialeubris, sta diventando la bestia più stupida del Creato, non è il padrone del mondo. Il vulcano islandese esplose già, con la stessa violenza, due secoli fa ma nessuno se ne accorse tranne i pochi abitanti di quelle terre lontane, mentre oggi sta mandando in tilt l’intero pianeta. Due secoli fa gli aeroplani non esistevano. Ma non è solo una questione puramente tecnologica. Già nel primo secolo a. C. il filosofo greco Posidoniosapeva che qualsiasi accadimento in qualsiasi parte dell’universo influisce su qualche altra cosa nell’universo. Quella che era un’intuizione concettuale noi moderni l’abbiamo fatta diventare una realtà concreta. Abbiamo creato un sistema talmente complesso, integrato e universale che qualsiasi fatto negativo in qualsiasi parte del mondo lo inceppa. E questo vale non solo per gli accadimenti imparziali della natura ma anche, e forse soprattutto, per quanto noi stessi facciamo. La Grecia è in crisi? Solo una cinquantina di anni fa la cosa avrebbe riguardato solo i greci e, dato che non sono quelli antichi, ma quelli di oggi, stupidi come tutti gli uomini di oggi, avremmo potuto fregarcene. Invece se crolla la Grecia crolla economicamente l’Unione europea e, di lì a poco, l’economia mondiale, almeno quella del mondo industrializzato e di quello che, a calci in culo e magari con l’aiuto di qualche “bomba blu”, stiamo spingendo a forza sulla “via dello Sviluppo”.

Siamo stati così cretini, e avidi, noi occidentali, la “cultura superiore”, da voler piegare il mondo intero, o quasi, a un unico modello per cui se per caso, per fatto di natura o altro, questo si inceppa o si dimostra sbagliato non abbiamo vie di fuga. Qualsiasi macchina, appena un po’ sofisticata, ha almeno due motori, se se ne rompe uno si va con l’altro. Noi abbiamo un solo motore, abbiamo omologato il pianeta a un’unica dimensione, ad un unico sistema, ad un unico modello. Che è sbagliato in re ipsa perché si basa sulle crescite esponenziali, che esistono in matematica, non in natura. Verrà il giorno, non più tanto lontano, in cui questo sistema imploderà su se stesso. Basterà che uno spillo cada in Giappone. Si salveranno solo quei pochi popoli che ne sono rimasti fuori. Gli indigeni delle isole Andemane che, pur essendo i più vicini, dopo Sumatra, all’epicentro dello tsunami, non hanno avuto né un morto né un ferito. Perché non hanno mai accettato di contaminarsi con lo “sviluppo” e invece di affidarsi a ottusi strumenti tecnologici sanno ancora guardare il mare con occhio umano, ascoltarlo con orecchie umane, sentirlo con cuore umano.
Forza Eyjafjallajökull.

ho dei disturbi

Sarà il notare un atteggiamento – diffuso – di far peggio chè tanto è uguale (lo scudo fiscale, la riforma dell’istruzione, la tanto sbandierata fuga dei cervelli, l’acqua pubblica privatizzata, le leggi ad personam, le tariffe sanitarie scontate, la professionalità svenduta, il menefreghismo di parte dell’utenza che ha possibilità di accedere a servizi professionali di qualità e non se ne cura con danno – palese – per la collettività) che mi fa passare un pò la voglia (stamattina, in tre ore, tre appuntamenti saltati: 45 minuti per farmi gli affari miei, tre persone che avrebbero potuto fruire del buco in agenda ma che – causa maleducazione dell’utente – non ne hanno avuto la possibilità).
Faccio accomodare un paziente relativamente giovane con cui tento l’inquadramento anamnestico: come mai facciamo quest’esame ?
Risposta: Ho dei disturbi vari, il medico mi ha mandato.
A seguire, silenzio . . .
Devo per forza insistere ? Se ti chiedo vuol dire che m’interessa, e m’interessa prevalentemente nel tuo interesse chè l’esame posso e so farlo anche in maniera piatta, senza approfondimento, e poi qualcun altro caverà la castagne dal fuoco . . .
E così faccio, non insisto, non investo ulteriori energie: esame – come prevedibile – negativo, la palla passa a qualcun altro . . .
Tanto è uguale no?

frutta e verdura riducono il rischio tumorale ?

Una ricerca condotta da un ampio team di esperti, tra cui anche italiani dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), ha riscontrato una debole associazione tra il consumo di frutta e verdura e la riduzione del rischio generale di tumore. Il dato è stato rilevato in una popolazione di circa 400 mila persone (142.605 uomini e 335.873 donne) di 10 Paesi europei, incluse nell’Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition), che aveva raccolto informazioni sull’alimentazione e sullo stile di vita. Nell’arco di otto anni l’incidenza della malattia neoplastica è stata del 7,9 per 1000 anni-persona tra gli uomini e 7,1 per 1000 anni-persona tra le donne, e l’effetto protettivo del consumo di frutta e verdura in termini di rischio relativo (rr) risultava basso: con un extra di 200 grammi al giorno di frutta e verdura, cioè una porzione e mezza o due, il rischio si abbassava a 0,97; un’extra di 100 grammi al giorno di sola frutta abbassava il rischio a 0,99.
Si tratta di un’associazione statisticamente debole, ma comunque rilevante fanno notare alcuni esperti e gli autori stessi invitano alla cautela nell’interpretazione, specificando che si tratta di uno studio osservazionale, mentre andrebbe fatto uno studio randomizzato per verificare gli effetti di un incremento delle porzioni giornaliere. Il dato, inoltre, è di tipo generale, ma non tutti i tipi di tumore sono correlati al consumo di alimenti vegetali o possono beneficiarne. Come, per esempio, è stato osservato in un sottogruppo di forti bevitori, in cui le porzioni extra di alimenti vegetali riduceva in modo più marcato il rischio di tumori causati da alcool e fumo. «Il nostro obiettivo è stato osservare gli effetti di frutta e verdura sulla prevenzione del cancro a livello globale» ha spiegato Paolo Beretta del Mount Sinai School of Medicine di New York, primo autore dello studio. E ha aggiunto: «Non possiamo dire che questi cibi non abbiano effetti preventivi anti-cancro, ma questi sono
meno forti di quanto immaginato. Se tutte le persone dell’indagine Epic mangiassero 5-6 porzioni di frutta e verdura al giorno, secondo il nostro studio, ridurrebbero il rischio cancro solo del 3-4%».

JNCI Journal of the National Cancer Institute, doi:10.1093/jnci/djq072; published online on April 6, 2010
Fruit and Vegetable Intake and Overall Cancer Risk in the European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition (EPIC)

Come anche gli integratori alimentari >>>

informazioni (mediche) pediatriche su Internet (spesso) fasulle o imprecise

un team di ricercatori dell’Università di Nottingham (GB) ha usato il noto motore di ricerca Google per raccogliere notizie su cinque temi caldi per i genitori, dall’allattamento al seno all’autismo:  solo un sito su 200-500 circa offre informazioni corrette sulla salute dei bambini. D’altra parte, secondo i ricercatori, i siti gestiti dal Governo rappresentano un fonte di notizie accurata al 100%. I ricercatori della Nottingham University Hospitald Nhs Trust hanno testato la credibilità dei siti digitando parole chiave relative a quesiti comuni su Google, e restringendo la ricerca ai siti britannici. Le cinque parole chiave erano: ‘vaccino morbillo-parotite-rosolia e autismo’, ‘Hiv e allattamento al seno’, ‘mastite e allattamento’, ‘posizione sonno neonato’ e ‘vomito verde’. La qualità del materiale ritrovato è risultata molto variabile, e la metà delle risposte di fatto non rispondeva al quesito.
In totale, riferisce la Bbc online, l’11% dei 500 risultati della ricerca forniva informazioni imprecise e solo il 39% dava quelle giuste. A far incappare nel maggior numero di risposte errate erano le combinazioni ‘vaccino-autismo’ e ‘Hiv-latte materno’.
Particolarmente scarse le risposte dei link sponsorizzati, che sono i più diffusi: le informazioni contenute finiscono spesso per rivelarsi non strettamente collegate ai termini usati per la ricerca. Nel caso ‘vaccino-autismo’, ad esempio, molti dei link sponsorizzati offrivano vaccinazioni singole come alternativa alla trivalente morbillo parotite rosolia.
Dall’altro lato della classifica i siti web delle agenzie governative (inglesi), fra cui Nhs Direct o Nhs Choices (che vanta 9 milioni di click al mese): la precisione e correttezza di queste fonti significano che “questi siti dovrebbero essere raccomandati più spesso dai medici”, concludono i ricercatori. “I professionisti della salute dovrebbero continuare a impegnarsi per essere la prima fonte di informazione per i pazienti. Ma noi dovremmo essere consapevoli che la maggioranza continuerà a usare il web per saperne di più. Suggeriamo dunque – concludono gli autori – che, in aggiunta alle informazioni orali o scritte, i pazienti e i parenti dei malati dovrebbero ricevere l’indicazione dei siti del servizio sanitario, di quelli governativi o di quelli approvati preventivamente” dal loro medico.
Paul Scullard, Clare Peacock, Patrick Davies
Googling children’s health: reliability of medical advice on the internet
Arch Dis Child Published Online First: 6 April 2010 doi:10.1136/adc.2009.168856

Lo stesso s’era già detto per il carcinoma prostatico !

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