giornata mondiale senza tabacco – no tobacco day

giornata mondiale senza tabacco

Fumano perché lo fanno gli amici uscendo da scuola, ma anche da sole, per stress e per rabbia. Sono le baby-fumatrici che paiono affezionarsi alla sigaretta come e più dei loro coetanei maschi e che, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), insieme alle loro madri sono «uno dei target principali dell’industria del tabacco, che necessita di reclutare nuovi consumatori, per rimpiazzare la quasi metà di quelli attuali che morirà prematuramente a causa di malattie correlate al fumo». E proprio a donne e mercato dei prodotti da fumo è dedicata la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio 2010.

MARKETING «ROSA» – Attualmente nel mondo sono donne 20 fumatori su cento (200 milioni circa), ma in diversi Paesi il tabagismo femminile è in crescita (in Italia la prevalenza di fumatrici è triplicata dagli anni ’50 ad oggi, che si assesta intorno al 20 per cento). Inoltre, secondo il recente rapporto Oms « Women and health: today’s evidence, tomorrow’s agenda » le pubblicità di sigarette puntano sempre più alle ragazze, che anche in Italia rischiano di «abboccare» in massa.

LA SIGARETTA? UN’ABITUDINE PER UNA SU 5 – Se un ragazzo su tre afferma di fumare e uno su cinque si definisce un fumatore regolare, fra le ragazze proprio la regolarità sembra più diffusa (22,3 per cento) e aumenta con l’età passando dal 9,3 per cento dei 14enni fino al 33,3 per cento dei 18enni. Questo evidenzia una ricerca condotta dall’Istituto AstraRicerche sui ragazzi delle scuole superiori milanesi e promossa dalla Fondazione Veronesi e dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano. Proprio al capoluogo lombardo spetta il deludente primato di città con il più alto numero di giovani fumatrici tra i 15 e i 19 anni.

SI FUMA ANCHE PER RABBIA – Le sigarette fumate sono in media otto al giorno, soprattutto con gli amici al termine delle lezioni (77,2 per cento), ma anche da soli (52,2 per cento). Ma se il 68,4 per cento dei giovani afferma di avere iniziato per la compagnia, il 59,9 per cento indica anche lo stress e il 57,3 per cento la rabbia.

FUMATRICI, IDENTIKIT DIFFICILE – «Probabilmente le donne, adulte e ragazze, stanno entrando oggi in una fase di abitudine al fumo che gli uomini hanno toccato anni fa» ipotizza Laura Carrozzi, pneumologa dell’Ambulatorio per la Cessazione del Fumo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana che, con il collega Francesco Pistelli e con la psichiatra Fiammetta Cosci, risponde alle domande degli utenti sul forum Stop al fumo. Ma esiste un identikit della dipendenza femminile dal tabacco? «Si sa ancora poco, si parla di una maggiore fragilità delle donne legata a caratteristiche genetiche e ormonali. Sono dati interessanti, ma mancano conferme – risponde Laura Carrozzi -. E non è che le donne smettano più facilmente degli uomini di fumare. Certamente, dal punto di vista sociale e psicologico, le donne hanno più responsabilità, si sentono un esempio per i figli, e per loro possono più facilmente pensare di abbandonare la sigaretta. Anche se resta un dato grave che il 10 per cento delle fumatrici in attesa di un bimbo non smette».

LA SIGARETTA SI PAGA, ECCOME – E quelle teenager con la sigaretta fra le dita alle 7.30 di mattina fuori del liceo? «Le ragazze, e gli adolescenti in genere, sono una tipologia di fumatori complessa. A loro va ricordato quello che mettono sul piatto della bilancia: si perde l’autonomia, dato che la dipendenza dal fumo di sigaretta è una schiavitù come quella da altre droghe, calano le prestazioni fisiche, si rovinano la pelle e i denti, si compromette anche la futura possibilità di procreare: tutte le cose meravigliose della loro età e degli anni a venire».

da corriere.it

omeopatia = stregoneria ? Rispondono due esperti

riporto, da corriere.it, pari pari le 5 domande e le relative risposte di Christian Boiron e Silvio Garattini sul tema, spinoso (molto chiaro, per Garattini, dal tenore delle sue risposte), dell’efficacia delle terapie omeopatiche.  

La medicina omeopatica ha la stessa efficacia di quella tradizionale? Si tratta di una scienza «nuova» o al contrario la sua efficacia è stata testata su un elevato numero di pazienti che ne testimonia la validità?

Christian Boiron- Una scienza antica praticata in 50 Paesi
Non c’è nessuna idea che possa durare oltre due secoli se nel frattempo non ne è stata dimostrata l’efficacia: l’omeopatia è una scienza antica, conosciuta fin dal V secolo ed è stata reintrodotta nel XIX secolo dal medico tedesco Hahnemann. Oggi è praticata da moltissimi medici in oltre 50 nazioni diverse: dove alcuni rimedi della medicina tradizionale falliscono, l’omeopatia riesce a dare delle risposte. Ora vorremmo che l’omeopatia entrasse a far parte dei protocolli di cura ospedalieri.

Silvio Garattini -Usata per patologie lievi, i raffreddori
Il fatto che ci siano delle persone che usano un prodotto non è per forza la dimostrazione della sua efficacia. La scientificità dell’omeopatia è già stata contraddetta dal numero di Avogadro (quando si supera una certa diluizione omeopatica all’interno del rimedio omeopatico non è presente più nessuna molecola). Questo è testimoniato dal fatto che l’omeopatia viene spesso utilizzata per curare patologie lievi come raffreddori e tosse, che con il passare dei giorni guarirebbero anche spontaneamente.

Quali sono i principi attivi di una preparazione omeopatica e qual è la loro validità rispetto ad un preparato della medicina comune? Si possono curare con l’omeopatia patologie come diabete e neoplasie?

Christian Boiron- I preparati si studiano per ogni paziente
La diagnosi in omeopatia sta nell’individuare il preparato giusto per ogni paziente. La scelta del medicamento dipende dalla reazione individuale alla malattia, anche mentale: nei farmaci omeopatici il principio attivo, presente nei farmaci tradizionali, è costituito da una quantità di molecole ottenute per diluizioni successive in acqua. Anche il premio Nobel Montagnier sostiene che le molecole hanno la capacità di mantenere inalterate le proprie capacità biologiche anche se fortemente diluite nell’acqua.

Silvio Garattini -Senza principi attivi sono acqua fresca
L’assenza di principi attivi all’interno dei farmaci omeopatici li rende simili ad «acqua fresca». Sostituendo per gioco le etichette di un certo numero di flaconi omeopatici, nessun scienziato saprebbe successivamente ricollocarle al loro posto originario: questo perché non ci sono molecole specifiche che rendano riconoscibile un prodotto rispetto all’altro. Neanche lo stesso Boiron utilizzerebbe un farmaco omeopatico per curare patologie come tumori, diabete, ma anche una più banale cervicale.

Quali sono le controindicazioni della medicina omeopatica? C’è il rischio che un preparato possa rivelarsi dannoso per la salute del paziente oppure la diluizione rende la medicina più tollerabile rispetto a un farmaco tradizionale?

Christian Boiron- Elimina gli effetti collaterali
La medicina omeopatica, grazie all’alta diluzione, non ha alcun effetto collaterale sui pazienti ai quali viene somministrata. I medicamenti omeopatici sono sicuri anche per bambini molto piccoli, e per le donne che ne fanno uso durante la gravidanza. Anche per questo motivo l’omeopatia si pone come una valida alternativa alla medicina tradizionale, che invece, ogni anno miete vittime per gli effetti collaterali: il numero delle morti per uso di farmaci allopatici è in crescita.

Silvio Garattini -La controindicazione è la sua inefficacia
La controindicazione della medicina omeopatica è principalmente la sua inefficacia perché, in estrema sintesi, tutto ciò che viene somministrato non contiene nulla. Rovesciando la prospettiva, è lo stesso motivo per cui i rimedi omeopatici non possono essere ritenuti dannosi. Nessuno prende un farmaco perché non «faccia male», ma piuttosto perché «faccia bene»: l’effetto collaterale dei farmaci tradizionali è compensato dalla sua scientifica efficacia.

Perché un preparato omeopatico può essere commercializzato senza autorizzazione dell’Emea? Dove si acquistano i farmaci omeopatici e qual è il loro costo?

Christian Boiron- In Italia li prescrivono 25 mila medici
In Italia i farmaci omeopatici della Boiron dal 1995 ottengono l’autorizzazione al commercio sulla base di una notifica al ministero. L’Emea (Agenzia Europea dei Medicinali) riceve solo le autorizzazioni «centralizzate»: noi ci preoccupiamo invece di ottenerle Paese per Paese. I farmaci omeopatici sono rintracciabili nelle comuni farmacie e il loro costo è basso. I medici che li prescrivono in Italia sono oltre 25 mila: è il terzo mercato europeo per i prodotti omeopatici dopo Francia e Germania.

Silvio Garattini -Nessuna indicazione terapeutica
In molti Paesi europei i rimedi omeopatici non possono contenere l’indicazione terapeutica, perché non sono considerati medicinali, bensì prodotti. Gli omeopati sostengono che le diluizioni sono accompagnate da «scuotimenti» della soluzione: questi scuotimenti permetterebbero alla sostanza chimica di lasciare una traccia nell’acqua in cui la sostanza è stata disciolta. È la «memoria dell’acqua», più volte smentita. Bisogna stare attenti a usare farmaci inefficaci quando la medicina ufficiale offre strumenti sicuri.

La medicina omeopatica ha un largo seguito tra persone di cultura medio-alta. Come si spiega questa coincidenza? Maggior informazione legata al livello d’istruzione o piuttosto una moda?

Christian Boiron- Una presa di coscienza, non una moda
Non amo definire moda, né tantomeno come uno status symbol, quella che invece mi sembra una presa di coscienza. Il nostro paziente tipo è di cultura medio-alta, ma chi ci rappresenta davvero sono le donne. Soprattutto le mamme, che dopo aver provato a curare il proprio figlio con metodi tradizionali, risolvono le ricorrenti rinofaringiti invernali grazie all’impiego dei granuli. I medicamenti omeopatici sono atossici e non posseggono additivi.

 Silvio Garattini -Non c’è un’impennata delle vendite
Non credo molto alle «impennate» di vendita dei prodotti omeopatici perché mi risulta che il fatturato delle case farmaceutiche specializzate sia ancora modesto. Per quanto riguarda l’utenza, non mi meraviglia che anche una persona mediamente colta possa essere sedotta dall’idea dell’omeopatia: questo è dovuto dalla mancanza di un’educazione scientifica nelle scuole. Chi studia Giurisprudenza o Filosofia non viene mai a conoscenza della legge di Avogadro, che smantella l’intero impianto della omeopatia.

a proposito di risorse (economiche) per la Sanità

la Corte dei Conti afferma che non è ipotizzabile che aumenti l’impegno economico dello Stato a favore del Servizio Sanitario; il Governo vara una manovra che sforbicia 25 miliardi: provate ad indovinare se non taglieranno le erogazioni di fondi (anche, non solo) dedicati alla Sanità?

Leggete l’interessante riflessione di Peter Gomez: forse c’è un altro modo per tirar fuori i soldi che mancano ?

emergency – DOMANI TORNO A CASA

dvd "DOMANI TORNO A CASA"

Cecilia Strada e Maso Notarianni di Emergency, con i registi Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti introdotti dal giornalista Luca Telese presentano il film DVD “DOMANI TORNO A CASA” che sarà in edicola da Giovedì 27 maggio 2010 con Il Fatto Quotidiano (fino al 27 giugno).
Il film-documentario “DOMANI TORNO A CASA” è il frutto di due anni di riprese tra il Centro cardiochirurgico di Khartoum e il Centro chirurgico di Kabul di Emergency.
Racconta le vicende emblematiche dei due piccoli protagonisti: Yagoub, un quindicenne sudanese colpito da una grave malattia cardiaca, e Murtaza, un afgano di sette anni incappato in una mina. Entrambi, in modi diversi, vittime della guerra.

omeopatia = stregoneria

Non chiamatela omeopatia, ma stregoneria, perché non ha basi scientifiche che possano confermare la validità dei suoi rimedi: è l’opinione dei medici della British Medical Association Bma. I sanitari britannici sono dell’avviso che  il servizio sanitario inglese NHS non dovrebbe sperperare i soldi dei contribuenti, visto che l’omeopatia non avrebbe alcuna dimostrata efficacia terapeutica.
L’omeopatia, nata nel XVIII secolo dagli studi del medico tedesco Samuel Hahnemann e basata sulla teoria secondo la quale il rimedio per una determinata malattia è dato dalla sostanza che, nel sano, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata,  funziona: l’omeopatia aiuta migliaia di persone che non trovano giovamento dalla medicina tradizionale – ha spiegato al Daily Telegraph Crystal Summer, amministratore delegato della British Homeopathic Association Bha – ma questo non significa che vogliamo sostituirci alle cure convenzionali.

Anche in Italia si inizia a dire – nonostante le roboanti affermazioni propagandistiche del governo – che s’interverrà, tagliando, sul bilancio della Sanità: viene quindi da chiedersi se sia corretto spendere i soldi del contribuente per co-finanziare pratiche che non siano dimostratamente efficaci.

A Firenze potete andare a sentire cosa afferma, a riguardo, la commissione Regionale Toscana di Bioetica: venerdì 28 maggio 2010 nel contesto di terra futura, dalle ore 18.00 ale 20.00.

Oggi stesso, 25 maggio 2010 alle 18 presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera (via Balzan 3, angolo via San Marco 21, Milano), si terrà un confronto tra Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, leader mondiale nella produzione di farmaci omeopatici, e Silvio Garattini, direttore e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche «Mario Negri» su: Omeopatia o medicina tradizionale? L’ingresso è gratuito. La prenotazione è necessaria a causa dei posti limitati. Per prenotare si può telefonare allo 02.87387707 oppure mandare una e-mail a rsvp@fondazionecorriere.it .

medicine complementari

venerdì 28 maggio, nel contesto di terra futura, dalle ore 18.00 ale 20.00
presso la Sala Medicine Complementari e Discipline del Benessere Stand Regione Toscana

PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE REGIONALE DI BIOETICA: LE MEDICINE COMPLEMENTARI

A cura di Rete Toscana di Medicina Integrata

vegetariani: scelta sostenibile ?

interessante dibattito per sfatare alcuni miti e per puntualizzare alcune verità: ne discutono Luciana Baroni ed Andrea Ghiselli in questo video, su corriere.it
Ne approfitto, siccome tanti hanno un pò dimenticato, per riproporre il calendario della frutta e della verdura di stagione.

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