il terremoto in Nuova Zelanda, la ‘riforma’ della Gelmini ed il mio condizionatore che perde acqua

ecco un bel test, stile settimana enigmistica: che relazione c’è tra questi tre eventi ?
Pochi giorni fa c’è stato un forte terremoto in Nuova Zelanda: più forte di quello dell’Aquila, in Nuova Zelanda nessun morto. Altrove, con un pò di buon senso, riescono a costruire edifici che non crollano alla prima – non violentissima – scossa di terremoto . . . In Italia, zona storicamente ad alto rischio sismico, continuiamo a coltivare l’emergenza mentre ci sarebbe da investire sulla messa in sicurezza, per far si che il prossimo terremoto non devastante non faccia morti a migliaia come al solito . . .
Leggo che un effetto (uno dei vari, e probabilmente non il peggiore) della riforma della pubblica istruzione, che tanti professionisti lascerà senza lavoro, sarà  il compattamento di troppi alunni nelle classi, in spregio delle norme di sicurezza.
Più volte, arrivando al lavoro, m’è capitato di trovare l’ambulatorio allagato: il condizionatore malfunzionante, che mi regalava rumorosi pomeriggi estivi tropicali – temperatura della stanza tra i 30 ed i 32 gradi, oltre a non raffreddare l’ambiente e distruggermi i timpani, di tanto in tanto allagava la stanza con rischio anche di beccare una scossa (l’acqua s’insinuava tra i vari cavi elettrici allegramente distribuiti sul pavimento).

E quindi: i grandi lavori, le grandi opere ma il banale quotidiano viene lasciato andare alla deriva; quando succederà qualcosa, anche di grave (i morti dell’Aquila, per esempio, ove la sala gestione delle emergenze della protezione civile era sagacemente posizionata in un edificio danneggiato ed inagibile a causa del terremoto ? Un incendio in una scuola e l’impossibilità di gestire l’evacuazione per le aule troppo affollate? Un cavo danneggiato nella pozzanghera generata dal condizionatore con scossa elettrica per il malcapitato che ci finisce inavvertitamente dentro?) i giornali si scandalizzeranno e tutto rapidamente finirà nel dimenticatoio . . .

A Christchurch, Nuova Zelanda, città di 360mila abitanti, nessun morto a causa di un terremoto più forte di quello che ha colpito l’Abruzzo nel 2009.
La sanità pubblica sta subendo, forse più silenziosamente della scuola, tagli i cui effetti solo il tempo ci renderà evidenti: e quando saranno evidenti sarà molto difficile tornare indietro . . .
Ci faranno finire, o meglio ritornare, ai livelli dei sarti del Bangladesh o degli operai della Foxconn ?

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2 Risposte

  1. Non possiamo paragonarci alla Nuova Zelanda, anni luce avanti rispetto alla mediocre Italia fatta di mediocri italiani che votano gente super indagata o partiti razzisti come la lega….

  2. caro/a Cris
    evidentemente no anche se l’Italia con la sua storia plurimillenaria ed il suo esser uno dei 7 paesi più industrializzati (il G7, poi divenuto G8) dovrebbe e, mi par di capire potrebbe . . .
    ma troppo è stato detto senza agire con un piano strutturato e di ampio e, sotto gli occhi di tutti, appare evidente che l’emergenza è invece una manna per troppe persone
    la prevenzione non rientra nella prospettiva d’azione dei tanti governi (scava nel passato, i De Mita Andreotti Craxi Forlani poco o niente hanno fatto, senza voler de-penalizzare chi, oramai da molti anni, ha responsabilità di governo) che da decenni si sono succeduti in Italia

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