la tiroide per lei

quattro giornate dedicate alla prevenzione delle malattie della tiroide promosse dal Centro Oncologico Fiorentino: 13 dicembre 2010, 10 gennaio 2011, 17 gennaio 2011, 24 gennaio 2011.
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IL CIOCCOLATO PUO’ RIDURRE I SINTOMI DELLA SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA

Gustare una piccola porzione di cioccolato fondente tre volte a settimana, aiuterebbe a ridurre i sintomi della sindrome da stanchezza cronica: lo affermano i ricercatori della University of Hull (Gran Bretagna) in uno studio pubblicato su Nutrition Journal.
La ricerca è stata condotta su dieci pazienti affetti da una grave forma di sindrome da stanchezza cronica, ai quali è stato chiesto di mangiare 15 grammi di cioccolato fondente a giorni alterni per otto settimane e, dopo un periodo di sospensione, di assumere un altro snack – contenente una quantità inferiore di cacao ma dal sapore molto simile al primo. Al termine dell’esperimento, è emerso che durante il periodo di assunzione del cioccolato fondente i soggetti avevano riportato un notevole miglioramento, manifestando una riduzione di stanchezza, depressione e ansia. Tuttavia, gli studiosi hanno anche rilevato che le condizioni dei pazienti sono man mano peggiorate durante la fase di consumo del secondo prodotto.

Thozhukat Sathyapalan et al
High cocoa polyphenol rich chocolate may reduce the burden of the symptoms in chronic fatigue syndrome
Nutrition Journal 2010, 9:55doi:10.1186/1475-2891-9-55

ACQUA “FAI DA TE”

un servizio di Carlotta Mannu, dal Tg1 delle ore 20,00 del 22/11/2010  (sagace segnalazione della Minzoparade):  Acqua frizzante-fai-da-te al ristorante o a casa propria, con un impianto o una caraffa. E a Firenze bollicine anche dalle fontanelle.

Ferma restando la mia posizione (a favore dell’acqua pubblica, non compro più acqua minerale in bottiglia da anni) ricordatevi che (fonte altroconsumo n°207 – settembre 2007) Le brocche tengono a bada i solventi, ma il ristagno dell’acqua nella caraffa causa un generale peggioramento della qualità microbiologica (la carica batterica) e chimica (l’aumento di nitriti) dell’acqua.
I fontanelli ad alta qualità di Publiacqua nel Comune di Firenze sono posizionati all’Albereta, Le Piagge, Villa Voghel, via Dell’Agnolo, il Galluzzo, via Aretina ed il Sodo.  Dai primi di ottobre 2010 è attivo il fontanello antistante l”IperCoop di Gavinana.

I miei pochi lettori lo sanno (che la caraffa peggiora – globalmente – l’acqua del rubinetto), i milioni che seguono il TG1 mi sa, invece, proprio no !

PSA e cancro della prostata: ancora incertezze

Valori di PSA inferiori a 4 ng/ml non escludono il cancro (Ca) della prostata, come risulta dai confronti bioptici, anche se bisogna riconoscere che la determinazione del PSA ha aumentato drammaticamente il numero di Ca prostatici diagnosticati e rilevati in stadi precoci, localizzati, prima che diano metastasi.
Comunque il valore dello screening col PSA sulla mortalità totale e sulla mortalità per Ca prostatico non è ancora ben definito, come risulta da vari studi, ultimo una metanalisi comprendente anche due ampi studi randomizzati, uno europeo ed uno americano, che hanno dato esiti contrastanti; in sintesi con lo screening mediante dosaggio del PSA la diagnosi di cancro (Ca) della prostata è senz’altro più precoce, ma la mortalità non è detto che sia diminuita. In più bisogna considerare il rischio di un eccesso di diagnosi e di trattamento con pesanti costi sociali e personali, visto che molti carcinomi prostatici sono indolenti e non richiederebbero nessuna terapia.
Al momento, per ridurre il rischio di eccesso di diagnosi si propongono molte procedure, ma nessuna ha ottenuto risultati conclusivi. Un metodo semplice viene suggerito da Vickers e coll., che hanno analizzato in uno studio caso controllo 1.167 uomini di 60 anni cui è stato determinato il PSA nel 1981. Questi soggetti sono stati seguiti fino all’età di 85 anni con l’outcome primario di metastasi o morte per Ca prostatico. I ricercatori hanno riscontrato che i soggetti con PSA uguale o inferiore a 1 ng/ml hanno veramente scarse probabilità di sviluppare un Ca prostatico, tanto da poter essere esentati dai test ripetitivi, mentre soggetti con PSA uguale o superiore a 2 ng/ml, pur avendo assai poche probabilità di ammalarsi, meritano controlli più accurati, considerato che il 90% dei Ca prostatici viene diagnosticato in uomini con PSA tra 2 e 4 ng/ml. In questi pazienti potrebbe essere meritevole approfondire la diagnosi con altri test di recente introduzione, quali per esempio il PCA3. Anche i risultati di Vickers sono comunque indicativi perché, come la Medicina Interna insegna non esiste la malattia ma il malato, e non è detto che pazienti sotto i 60 anni non debbano venir controllati periodicamente e magari trattati con inibitori delle alfa-riduttasi, se ad alto rischio, o che pazienti sopra i 70 anni senza fattori di rischio non possano esser lasciati tranquilli.
i due articoli pubblicati su BMJ 2010 14 sept
Andriole J Screening for prostate cancer;
Vickers: Screening for prostate cancer

Lavorare troppo fa male al cuore

pennichella

Il ricorso al lavoro oltre l’orario prefissato è frequente nei paesi sviluppati ed è un fenomeno in incremento. Stanno crescendo in letteratura segnalazioni che lavorare eccessivamente può essere associato ad un incremento di ipertensione arteriosa, depressione, disturbi del sonno e sintomi soggettivi vari. In uno studio svedese della metà anni 80 era stato riscontrato un incremento di ricoveri per infarto miocardico in soggetti con eccesso di ore di lavoro, ma solo nel sesso femminile (e apparentemente con un effetto protettivo nel sesso maschile).
In un recente lavoro su 6.014 soggetti londinesi (4.262 uomini e 1.752 donne) di età compresa tra 39 e 61 anni, impiegati in servizi civili, seguiti per 11 anni gli autiro sono arrivati alla conclusione che l’effettuazione di ore di straordinario aumenta l’incidenza di cardiopatia ischemica – indipendentemente dalle variabili socio-demografiche e dalla presenza dei fattori di rischio convenzionali – deprivazione del sonno, stress psicologico.

Virtanen M et al.
Overtime work and incident coronary heart disease: the Whitehall II prospective cohort study.
Eur Heart J 2010; 31: 1737-1744

Il piccolo prestigiatore, di Alessandro Corsini

Il piccolo prestigiatore

Sensibilizzare, attraverso una storia di finzione di breve durata e facile presa, un pubblico più ampio delle sole persone che direttamente o indirettamente hanno a che fare quotidianamente con la malattia di Parkinson. Si ripropone di farlo allontanandosi di proposito da una prospettiva strettamente scientifica che avrebbe messo al centro della rappresentazione i sintomi ed il decorso della malattia, per invece riportare al centro di essa il parkinsoniano come uomo, con la sua esperienza soggettiva della malattia ed il suo modo peculiare di raffrontarsi ad essa.
Il progetto si è concentrato, sin dalle prime fasi di ricerca e per l’elaborazione dello story concept, sulle storie di vita di parkinsoniani, principalmente raccontate su internet e sui libri, ed ha scelto di coinvolgere Wigand Lange, attore-drammaturgo tedesco ed autore di libri autobiografici sul Parkinson, per la scrittura del soggetto. I suoi scritti sono caratterizzati infatti da una eccezionale capacità di descrivere, con un approccio quasi “fenomenologico”, l’esperienza della lotta interiore contro la malattia e l’arcobaleno di emozioni ad essa correlate, e si distinguono inoltre per una spiccatissima vena (auto-) ironica.

il cortometraggio è molto bello, potete vederlo in alta definizione qui
Concept/Regia/Fotografia/Montaggio: ALESSANDR0 C0RSlNl (aka Dorian Carlos Sensi)

il 67% del 20% al direttore dell’ASL commissariata

il dossier della scuola Sant’Anna di Pisa dà i voti al sistema sanitario regionale e determina quanto di quel 20% in più dello stipendio si siano meritati i direttori di aziende sanitarie e ospedaliere: per calcolare il premio dei direttori generali sono stati messi a punto una serie di parametri divisi per settori (l’efficienza economica vale 1/5 del premio massimo; quella per il conseguimento delle strategie il 22%; la qualità percepita dagli utenti conta solo per il 10%).
a Vito Antonio Delvino (Asl 1 Massa Carrara) è stato attribuito il 67% del 20% (sullo stipendio base) massimo aggiuntivo: l’Asl di Massa è stata commissariata ad ottobre 2010 per irregolarità di bilancio.

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