il reparto degli orrori

premetto: mi fa orrore pensare al reparto degli orrori, ammesso sia vero; come medico non riesco neanche a pensar possa esser vero un commercio sulla salute umana . .
Ma sappiamo che talvolta accade: vedi il caso della pandemia influenzale del 2009/2010 o la clinica santa rita di Milano.
L’articolo sui neurochirurghi pazzi lo trovate su repubblica.it

poi leggi il commento di un utente – non anonimo – Quindi nella mia personale esperienza, fatto salvo il lato del malaffare economico in cui non posso entrare per mancata conoscenza del fatto, non posso che ringraziare l’intero reparto, anche per la grande umanità con cui è stata trattata la paziente e noi familiari e ti chiedi: possibile che un reparto degli orrori possa esser completamente invisibile a chi ci ha vissuto lunghi giorni di ricovero ?
Anche una certa Valentina afferma E’ assurdo per me parlare di reparto dell’orrore. Sono stata operata al cervello, sono viva e sto bene grazie a loro. Ho trovato medici professionali e di grande umanità.
E’ possibile che convivano, senza intralciarsi, criminali assassini che mettono su un reparto dell’orrore e medici che fanno bene il loro lavoro ?
E, sopratutto, il web ed i commenti possono risultare fuorvianti (magari il commento l’ha messo la fidanzata del primario indagato?) per capire se un medico è bravo, o meno, e se un reparto (quindi vari, tra medici ed infermieri, d’accordo tra di loro) è dell’orrore o meno ?

La medicina bugiarda

farmaci

I risultati delle ricerche mediche sono spesso esagerati, fuorvianti o addirittura falsi.
Eppure determinano le scelte terapeutiche dei medici.
Un ricercatore greco ha deciso di reagire denunciando gli errori dei suoi colleghi.

l’articolo integrale lo trovate su internazionale n° 879 (7 / 13 gennaio 2011) o sul sito di the atlantic (in inglese)

acqua e arsenico: un’emergenza all’italiana

concentrazioni eccessive di arsenico generano rischi sanitari: lo afferma il Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali della Commissione Europea (SCHER). In particolare, una concentrazione di arsenico nell’acqua potabile superiore a 20 μg/l potrebbe causare alcune forme di cancro.
Dal 2001 l’Europa fissa in 10 μg/l la concentrazione massima di arsenico tollerabile nell’acqua somministrata per l’uso ai cittadini. L’Italia recepisce la direttiva con il Decreto Legislativo n.31/2001: i gestori hanno tempo fino al 25 dicembre 2003 per mettersi in regola con il nuovo parametro.

Il balletto delle cose dette e non fatte si prolunga fino ai giorni nostri: i dettagli li trovate sul fatto quotidiano con l’emergenza che scoppia in questi giorni, vai di commissario straordinario per risolvere (ce la farà?) un problema che risale al 2001 e che, parrebbe, nessuno ha affrontato seriamente.
Di deroga in deroga si stabilisce, per legge, che concentrazioni pericolose di arsenico (e di boro e di fluoro: leggi anche l’articolo di altroconsumo) sono invece tollerabili (per anni) con tutto ciò che può comportare una decisione politica di tal tipo . . .
Forse sarete interessati a sapere se l’acqua che esce dal vostro rubinetto è in deroga: eccovi la lista completa dei comuni derogati cioè dei posti dove l’acqua è meglio berla in bottiglia . . .

FiorGen onlus – Fondazione Farmacogenomica

La Fondazione Farmacogenomica FiorGen onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ha iniziato a svolgere la propria attività nel 2003, con finalità di progresso scientifico, sviluppo culturale e solidarietà sociale: promuove studi a carattere applicativo che mirano a sfruttare la conoscenza della struttura del genoma umano per:
– identificare bersagli di terapia più efficaci e mirati
– identificare nuovi indicatori di malattia e di risposta ai farmaci
– sviluppare terapie farmacologiche innovative,disegnate tenendo conto della diversità genetica individuale dei pazienti
I progetti promossi e sviluppati da FiorGen hanno come oggetto principale, ma non esclusivo, le maggiori categorie di malattie causa di decesso nella popolazione:
– tumori
– malattie cardiovascolari
– malattie degenerative del sistema nervoso

Il 14 ed il 15 gennaio 2011 si terrà l’asta di beneficenza per raccolta fondi, il cui catalogo è visionabile a questo link

cancro della mammella: un nuovo strumento per la diagnosi

Deborah Rhodes: medico, ricercatrice nel settore dell’oncologia; è esperta della gesione del rischio del cancro della mammella.
In questo video (in inglese) ci spiega come è arrivata a scoprire uno strumento che migliorerebbe, significativamente, la diagnosi precoce di cancro della mammella e come mai non se ne sente parlare . . .

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