latte e cancro

latte e cancro

calma e sangue freddo (nessuno, per ora, ha dimostrato nulla per quanto ne sappia): pare che il latte possa danneggiare i malati di cancro!
In pratica per sovvenzionare il pagamento delle multe che i produttori di latte italiani sono obbligati a pagare dalla UE il governo ha ben pensato, con il famigerato milleproroghe, di sottrarre 5 milioni di euro dal fondo di 50 MILIONI DI EURO destinato a “INTERVENTI URGENTI FINALIZZATI AL RIEQUILIBRIO SOCIO-ECONOMICO, ALLO SVILUPPO DEI TERRITORI, ALLE ATTIVITA’ DI RICERCA E CURA DEI MALATI ONCOLOGICI E ALLA PROMOZIONE DI ATTIVITA’ SPORTIVE, CULTURALI E SOCIALI”.
Una classica manovra politica, volta a far tacere i potenti produttori di latte, colpendo nel mucchio nella speranza che nessuno abbia a lamentarsi (o abbia il potere di bloccare questo furto).
Ricordatevi di questa dichiarazione del senatore Paolo Scarpa Bonazza Buora del Pdl, presidente della Commissione Agricoltura, e vediamo, dopo il 30 giugno 2011, se veramente sarà l’ultimo regalo alla categoria dei produttori di latte . . .
Certo, poteva essere valutato l’aspetto estetico ma dal punto di vista della ricerca oncologica non cambia niente. Troveremo altri fondi per ripristinare la dotazione della ricerca. Quanto agli allevatori, sappiano che stavolta è veramente l’ultima proroga, solo fino al 30 giugno.
ulteriori dettagli in questo articolo

Chissà perchè mi vien da pensare che, a dicembre 2010, riguardo anche alla mia (e non solo) situazione lavorativa, si affermava la volontà di potenziare e migliorare, dove possibile, un servizio ma nella realtà un paio di mesi dopo abbiamo assistito alla chiusura definitiva del servizio presso cui lavoravo con qualche effetto, verosimilmente, anche per i malati oncologici . . .

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pensieri domenicali

un lieve pensiero domenicale, la mente va all’antica tradizione del ragù napoletano: cucinare senza fretta, selezione rigorosa delle materie prime, i moderni gourmet non hanno scoperto proprio niente!
Con un pensiero a ciò che, spesso inconsapevolmente, mangiamo: pomodoro coltivato e lavorato in Cina spacciato, invece, come Italiano!
E vi regalo un paio di perle, poesie gastronomiche del secolo scorso che esaltano le doti, anche afrodisiache, del tradizionale ragù napoletano . . .

‘O RRAU’ di Eduardo De Filippo
‘O rraù ca me piace a me
m’ ‘o ffaceva sulo mammà.
A che m’aggio spusato a te,
ne parlammo pè ne parlà.

ragù napoletano

Io nun sogno difficultuso;
ma luvàmell”a miezo st’uso.
Sì, va buono: cumme vuò tu.
Mò ce avèssem’ appiccecà?
Tu che dice? Chest’è rraù?
E io m’a ‘o mmagno pè m’ ‘o mangià…
M’ ‘a faje dicere na parola?
Chesta è carne c’ ‘a pummarola.

DUMMENECA di Rocco Galdieri
I’ mò, trasenno p’ ‘a porta, aggiu sentuto
ll’addore d’ ‘o rraù.
Perciò… Stateve bona ! … Ve saluto…
Me ne vaco, gnorsì… Ca si m’assetto
nun me ne vaco cchiù…
E succede c’aspetto
ca ve mettite a ttavula… E nu sta…
Cchiù ccerto ‘e che so maccarune ‘e zita.
L’aggiu ‘ntiso ‘e spezzà,
trasenno ‘a porta. E’ ‘overo? E s’è capita
tutt’ ‘a cucina d’ogge: So’ brasciole,
so’ sfilatore ‘annecchia.
Niente cunzerva: tutte pummarole
passate pe’ ssetaccio…
E v’è rimasta pure ‘na pellecchia
‘ncopp’ ‘o vraccio…
Pare ‘na macchia ‘e sango…
Permettete? V’ ‘a levo! Comm’è fina,
sta pelle vosta… e comme è avvellutata:
mme sciulia sotto ‘e ddete…
E parite cchiù bella, stammatina.
‘O ffuoco, comme fusse… v’ha appezzata.
State cchiù culurita…
Cchiù ccerto e’ che so’ mmaccarune ‘e zita…
Ma i’ mme ne vaco… Addio! Ca si m’assetto
nun me ne vaco cchiù…
E succede c’aspetto…
ca ve mettite a ttavula… p’avé
‘nu vaso c’ ‘o sapore ‘e ‘stu rraù!

lo spazzatour

Martedì 20 marzo 2007
una delegazione della Stampa Estera, accompagnata da un gruppo di esperti e rappresentanti delle Assise di Palazzo Marigliano di Napoli, del Comitato Allarme Rifiuti Tossici e dei comitati campani per la difesa della salute e dell’ambiente, si è recata in Campania per un viaggio inchiesta in alcuni dei luoghi (Lo Uttaro, Marigliano, Nola, Acerra, Caivano) del disastro ambientale e sanitario legato allo sversamento criminale di rifiuti tossici e alla fallimentare gestione del ciclo dei rifiuti urbani.

E’ evidente che Impregilo deve esser risarcita per il danno d’immagine in relazione alla gestione dell’emergenza monnezza in Campania: 1.500.000.000 euro mi sembrano il minimo . . .

1.500.000.000 euro per danno d’immagine

leggo e rileggo l’articolo (quasi un trafiletto) da il Mattino e resto stupefatto per la cifra enorme: la chiusura dei conti per i 17 anni di emergenza (perchè, è finita?) monnezza in Campania verrà a costare 3,5 miliardi di euro!
Di questi  2,4 miliardi di euro andrebbero ad Impregilo tramite le imprese del gruppo, Fibe e Fisia.
Gran parte di questi TANTI soldi sono richiesti, udite udite, per danno d’immagine: 1.500.000.000 euro perchè, evidentemente, la brillante gestione (i risultati erano e sono sotto gli occhi di tutti) è stata mediaticamente offuscata per cui andranno adeguatamente risarciti . . . .

BIUTIFUL CAUNTRI
Regia: Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero
Durata: h 1.23
Nazionalità: Italia 2007
Genere: documentario
Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole. Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

Rare Disease Day ® giornata delle malattie rare

rare disease day

Rare Disease Day ®  giornata delle malattie rare è il 28 febbraio 2011: il calendario delle iniziative è visionabile su questa pagina web.
Visita anche il sito di UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare onlus la cui missione è migliorare la qualità di vita delle persone colpite da malattia rara attraverso l’attivazione, la promozione e la tutela dei diritti vitali dei malati rari nella ricerca, nella bioetica, nella salute, nelle politiche sanitarie e socio-sanitarie.
La federazione Uniamo fa parte di EURORDIS – European Organisation for Rare Diseases, l’alleanza europea  di associazioni di pazienti affetti da malattia rara, formata da 16 federazioni nazionali, 400 associazioni, distribuite su 40 Paesi.

burnout: 5 mila medici si “rifugiano” in alcol e droga

La paura di commettere errori, i turni a volte massacranti, il timore di ritrovarsi a spasso o in pensione troppo presto, possono risultare fardelli troppo pesanti da sopportare. Soprattutto sulle spalle di quei medici più fragili che, nella maggioranza dei casi, non volendo o non sapendo a chi rivolgersi, rischiano di cadere in depressione. Sono infatti almeno 5 mila i medici italiani che, smarriti e sotto stress, si rifugiano in alcol e droghe, soprattutto cocaina.
E’ l’ultima fotografia sui medici italiani colpiti da burnout (Maslach e Leiter, nel 2000, hanno identificato le tre componenti della sindrome: deterioramento dell’impegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle emozioni originariamente associati al lavoro ed un problema di adattamento tra persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest’ultimo) a cura di Beniamino Palmieri, professore di chirurgia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del progetto ‘Medico cura te stesso‘, network che ha, tra gli obiettivi, proprio la tutela dei camici bianchi che si ammalano o che vengono colpiti da burnout.
Il fenomeno riguarda in Italia il 30% dei medici over 50.
Lo scenario verrà presentato dettagliatamente nel corso del II convegno nazionale del network coordinato da Palmieri, in programma il 4 e 5 marzo 2011 a Milano.

CCSVI e sclerosi multipla

ricevo una mail, occasionale, e colgo l’occasione per segnalare che esiste la sperimentazione BRAVE DREAMS (“Sogni coraggiosi” per BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis) e che a marzo 2011 ci sarà un incontro scientifico della ISNVD international society for neurovascular disease per fare il punto sull’Insufficienza cerebrospinale venosa cronica (CCSVI), sulla metodica ecocolordoppler e sull’angioplastica che libera dalla malattia.
La situazione è, come al solito, articolata e complessa; certezze poche, i rischi di una procedura invasiva sono ben noti.
Leggo, peraltro, di sospetti – da parte dei pazienti affetti da sclerosi multipla – nei confronti dell’AISM.
Di fatto parteciperò al congresso internazionale di ISNVD international society for neurovascular disease di marzo 2011 per avere le idee chiare – quanto più possibile – su questa recente, interessante, dibattuta scoperta.

Gentile Dottor Berardino,
ho trovato la sua mail su Internet.
Vivo a Firenze, ho una sclerosi multipla in fase secondaria progressiva e mi hanno detto che sarò inserito in un programma che mi consentirà di sottopormi all’eco color doppler venoso al fine di stabilire se posso tentare il sistema Zamboni.
Rimanendo in attesa di una sua gentile risposta, la ringrazio per l’attenzione e le invio i miei più cordiali saluti.

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