burnout: 5 mila medici si “rifugiano” in alcol e droga

La paura di commettere errori, i turni a volte massacranti, il timore di ritrovarsi a spasso o in pensione troppo presto, possono risultare fardelli troppo pesanti da sopportare. Soprattutto sulle spalle di quei medici più fragili che, nella maggioranza dei casi, non volendo o non sapendo a chi rivolgersi, rischiano di cadere in depressione. Sono infatti almeno 5 mila i medici italiani che, smarriti e sotto stress, si rifugiano in alcol e droghe, soprattutto cocaina.
E’ l’ultima fotografia sui medici italiani colpiti da burnout (Maslach e Leiter, nel 2000, hanno identificato le tre componenti della sindrome: deterioramento dell’impegno nei confronti del lavoro, deterioramento delle emozioni originariamente associati al lavoro ed un problema di adattamento tra persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest’ultimo) a cura di Beniamino Palmieri, professore di chirurgia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del progetto ‘Medico cura te stesso‘, network che ha, tra gli obiettivi, proprio la tutela dei camici bianchi che si ammalano o che vengono colpiti da burnout.
Il fenomeno riguarda in Italia il 30% dei medici over 50.
Lo scenario verrà presentato dettagliatamente nel corso del II convegno nazionale del network coordinato da Palmieri, in programma il 4 e 5 marzo 2011 a Milano.
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