la Corte dei Conti lancia l’allarme sul bilancio dell’ENPAM

premesso che non è una notizia, nel senso che è roba vecchia e ne avevo già parlato qui, qui e qui
Riporto, chè una rinfrescata non fa mai male, l’allarme lanciato, pochi giorni fa, dalla Corte dei Conti: il rapporto tra entrate contributive e uscite previdenziali di Enpam andrà in rosso già nel 2020, ossia tra meno di dieci anni.
Questa la previsione che emerge dalla delibera datata 14 aprile 2011 con cui la Corte dei conti ha passato al setaccio il bilancio tecnico dell’Ente previdenziale dei medici, riferito al 31 dicembre 2009 e approvato dal consiglio d’amministrazione il 17 dicembre. Per i giudici contabili, in sintesi, dalle cifre emerge una situazione economico-finanziaria che diviene instabile entro un lasso di tempo piuttosto breve. Anche al lordo delle entrate contributive e delle altre entrate derivanti dai redditi patrimoniali, l’Enpam dovrà fare i conti con «una situazione di disavanzo» a partire dal 2022. Dall’anno successivo, inoltre, il patrimonio dell’Ente scenderà sotto il valore limite rappresentato dalle uscite correnti per pensioni moltiplicato per cinque, e addirittura farà registrare il segno meno dal 2032. Ma, come s’è detto, le stime che più preoccuperanno i medici sono quelle relative alla sostenibilità dei fondi. In particolare, il saldo previdenziale (ossia il rapporto tra contributi versati e pensioni erogate) del fondo generale quota A diventerà negativo dal 2018; quello del fondo generale quota B dal 2024, il fondo dei medici di Mg dal 2020, quello degli specialisti ambulatoriali dal 2023, quello degli specialisti esterni è in passivo già dall’anno scorso. «La Corte» è la laconica conclusione della delibera «concorda con quanto sottolineato nei bilanci tecnici riguardo la necessità che vengano assunte con urgenza misure idonee a riportare la gestione in equilibrio».

2 Risposte

  1. E noi, che andremo in pensione negli anni trenta… cosa possiamo fare per far prendere all’ENPAM “le misure idonee”? E quali potrebbero essere?
    Tutti gli anni paghiamo 1300 € (di quota fissa, poi c’è quella variabile per i compensi libero-professionali), e rischiamo di gettare questi soldi nel disavanzo.
    La composizione in termini di età della classe medica è nota da sempre, e fra pochi anni, in conseguenza di un’ondata di pensionamenti, i servizi pubblici saranno tagliati (anche perché non avranno la capacità di riorganizzarsi con numeri inferiori di personale medico – sebbene la cosa sia possibile).
    L’unica, ma l’unica, cosa positiva che mi viene in mente è che, se avete un figlio che ha voglia di studiare, questo è il momento giusto per iscriversi a Medicina. Il sistema lo risucchierà, ma almeno avrà di che campare (sempre peggio).

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