fissare un appuntamento per la mammografia a Firenze – Toscana

tagli del budget

dice una mia cara amica ho chiamato il CUP per fissare un esame radiologico e mi hanno detto che non c’è disponibilità, al che ho chiesto …quando posso richiamare, risposta non saprei… ma è possibile???????????? cioé non tra 2 o 3 mesi… non si sa, solo se non fossi esente ci sarebbe posto al XXX !! parlo della mammografia 

Ebeh, cara amica: taglia qui, taglia può accadere (incredibile, eh?) che non ci sia posto per fissare un esame diagnostico (non urgente, il periodico controllo che si dovrebbe fare quale prevenzione oncologica) e non si sa quando ci potrà essere e non si sa quando ci sarà disponibilità.
Questo accade, nella capitale dell’eccellente (dal punto di vista sanitario) Toscana . . . . . .

Come Internet ha cambiato il modo di essere medico e malato in Italia: un libro di Walter Gatti

 Salute, cura, malattia: in questo settore, infatti, la ‘rivoluzione del web’ ha rappresentato una svolta epocale come suggerito da Walter Gatti autore del libro Come Internet ha cambiato il modo di essere medico e malato in Italia.
“Ho vissuto il passaggio, all’inizio degli anni ’90, dall’uso delle fonti normali a questa cosa strana che si chiama Internet – spiega Gatti – Ho visto squadernarsi davanti a me il quantitativo, e spesso e volentieri il non qualitativo, della sanità online. Così ho provato a sintetizzare quello che è stato il nascere e il radicarsi del fenomeno italiano della sanità online, cercando di capire come tutto ciò abbia ‘terremotato’ il rapporto tra medico e paziente. Rapporto complicato, che con Internet diventa ancora più complesso”.

La rete ha reso obsolete pratiche e abitudini che erano la quotidianità solo 15 anni fa. Un fenomeno particolarmente evidente nella gestione della salute: non solo i comuni cittadini, ma anche i diversi operatori sanitari ricevono e ricercano sulla Rete notizie che riguardano l’ambito sanitario o contatti con i propri pari, con le associazioni, con gli ordini professionali e con le istituzioni. In questo saggio, l’autore traccia una mappa estesa quanto particolareggiata dell’ampio territorio che si è aperto dall’incontro della sanità con il web, avviando un’analisi delle dinamiche, spesso distorte, che dominano la divulgazione e la fruizione del sapere medico-scientifico: non mancano, infatti, riferimenti a casi eclatanti come quello della ‘pandemia informativa’ del virus dell’influenza suina. Una riflessione sulle enormi potenzialità, ma anche sui grandi rischi, del binomio sanità e web.

caos negli ospedali

leggendo il commento 225 di racconta il tuo episodio di malasanità, pseudo-inchiesta di repubblica non posso non sussultare: io, in quel posto da terzo mondo, c’ho lavorato per anni e leggere una grave accusa come senza alcun tipo di assistenza da parte di un personale scortese e attivo solo nello sbrigare le pratiche per l’accettazione mi provoca turbamento !

Conosco molti dei professionisti che reggono le sorti del DEA di Careggi, ho dato il mio contributo, so chi sono e in che condizioni lavorano e proprio non riesco a capacitarmi di come possano accadere certe cose (ovvero: sono accadute, realmente, così come vengono raccontate?).
Non vorrei che si trattasse di una drammatizzazione, destinata a rimanere pubblicata sul web senza nessuna possibilità di replica da parte dei colleghi chiamati – in senso lato – in causa da una tale grave affermazione.
Mi viene in mente un recente caso di denigrazione on line con una discussione a seguire e la ritrattazione dell’autore: si tratta d’altro, di una semplice cioccolata in tazza, eppure si è scatenata una vivace discussione.
Qui, invece, ad imperituram memoriam resteranno le considerazioni unilaterali e non controbattibili di un anonimo che accomuna un  grande ospedale Toscano all’ospedale di una provincia del bangladesh.
Basta andare alla pagina successiva (commento 218) ed il giudizio è ben diverso.
Chi ha ragione ?
E, sopratutto, è informazione questa ?
Cui prodest ?

ipocondria

ci si scontra quotidianamente con l’emotività degli utenti dell’ambulatorio: ti rendi conto che spesso sei a lavorare per calmar gli animi e non perchè ci sia un reale problema clinico!
Per non parlare dell’auto-diagnosi via internet, quanti danni può fare!
La storia a fumetti del linfocoso rende, molto bene, l’idea: la potete legger tutta su zerocalcare

300 milioni (di euro) di buco di bilancio

accadde alla AUSL di Massa Carrara il cui Direttore Generale ottenne anche una buona performance gestionale: ne avevo già parlato qui

quando si tratta di approvare il bilancio 2009 dell’Azienda: un’annotazione nella relazione del collegio sindacale dava conto dell’assenza di documentazione per un credito da 60 milioni.
Il buco totale risulta intorno ai 300 milioni.
Resta inspiegabile vista l’enormità dei fatti, come la vicenda possa essere sfuggita alla Regione Toscana (ovvero, cosa controllano i controllori?)
Leggi tutto su il fatto quotidiano

mammografia ottica o digital optical breast imaging (DOBI CONFORTSCAN)

Leggo, sul sito del collega Stefano Ciatti, un intervento del mio ex-primario Stefano Ciatto (il cui rilevante curriculum scientifico potete sbirciare su PubMed) in risposta ad una interrogazione (4-06754, di mercoledì 1 febbraio 2012, seduta n.668) presentata da un senatore della Repubblica Italiana: in un testo pieno di imprecisioni, senza alcuna citazione di fonti (ma perdoniamo, trattandosi di laico), in sostanza viene denigrato lo screening mammografico e esaltata l’accuratezza della mammografia ottica (DOBI), chiaramente proposta come alternativa non tossica alla mammografia.
Ne riporto solo alcuni punti salienti, leggi l’articolo completo

lo strumento mammografico non possiede una sensibilità sufficiente per poter essere considerato efficiente nello screening
Certo: una riduzione di mortalità del 40% nei sottoposti a screening con mammografia tradizionale (non DOBI) rispetto ai non sottoposti non è un effetto sufficiente. Sei studi randomizzati, una dozzina di metanalisi, la Comunità Europea, il Ministero della Salute hanno preso un abbaglio. Si sono addirittura inventato un LEA
recenti studi clinici hanno dimostrato che l’utilizzo della tecnologia DOBI (innovativo strumento tecnologico per la diagnosi precoce del tumore al seno), integrata con l’ecografia, rappresenterebbe un percorso diagnostico efficace, efficiente e conveniente per ridurre il numero di biopsie e di risonanze magnetiche. 

ortopedia difensiva

 La medicina difensiva costa cara anche negli Usa. Secondo il primo studio nazionale americano condotto fra i chirurghi ortopedici, infatti, il 96% ammette di avervi fatto ricorso, prescrivendo test diagnostici, consulti con specialisti e addirittura ricoveri in ospedale allo scopo primario di evitare problemi legali. Lo rivela un nuovo studio presentato al meeting annuale dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons, che stima in 2 miliardi di dollari i costi annuali dell’ortopedia difensiva.

Il lavoro è stato condotto intervistando 2.000 ortopedici scelti a caso fra gli iscritti all’associazione statunitense. A rispondere a tutti i quesiti sono stati 1.214 operatori. Ebbene, il 96% ha ammesso di ricorrere alla medicina difensiva. Inoltre gli specialisti hanno detto che il 24% dei test diagnostici viene prescritto principalmente a scopo difensivo.
E’ il caso del 19% delle radiografie, del 26% delle Tac, del 31% delle risonanza magnetiche e del 44% degli ultrasuoni. La ricerca mostra come gli stessi medici “siano chiaramente preoccupati dai rischi di accuse di malpractice, tanto che stanno adattando le loro procedure sulla base di questa paura”, conclude Manish Sethi, primo autore dello studio e condirettore del Vanderbilt Orthopaedic Center for Health Policy.

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