corso RISCHIO CLINICO obbligatorio, in Toscana (e gratuito su Fadinmed)

del Corso FAD SICURE proposto in modalità FAD-BLENDED e che coinvolgerà una vastissima fetta di operatori del mondo della salute, sia Medici che Infermieri avevo già parlato qui.

A tal proposito sono stato sollecitato ad effettuare il corso (in presenza, non ECM!), obbligatorio in Regione Toscana ai fini dell’attuale accreditamento, sul Rischio Clinico.
Pare che il Manuale “L’Audit clinico” sul sito ufficiale del Ministero della Salute  possa vicariare tale obbligo (una specie di e-learning, è gratis e si guadagnano anche i crediti ECM): affrettatevi, scade il 30 settembre 2012.

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FadInMed offre a medici, odontoiatri, infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia corsi gratuiti di formazione con crediti ECM

La piattaforma FadInMed nasce dalla volontà della FNOMCeO e dell’IPASVI di offrire ai propri iscritti (medici, odontoiatri, infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) programmi di formazione a distanza sui temi della gestione del rischio, dell’etica, della deontologia.

I corsi sono gratuiti, grazie ai fondi stanziati dal Ministero della salute, ed erogano crediti ECM.

L’accesso ai corsi è riservato agli iscritti agli Ordini dei medici e degli odontoiatri e ai Collegi di infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia/infermieri pediatrici.

Scan total body Life Check a sconto con GROUPON

e voilà, Groupon colpisce ancora: stavolta con lo Scan total body Life Check per lo screening vascolare generale e morfo-oncologico degli organi, esame non invasivo secondo il programma Life check,  consigliabile per uomini e donne (in menopausa) con fattori di rischio specifici quali fumo, ipertensione e stress, aumento del colesterolo, ereditarietà
Ma, presi dalla vantaggiosa offerta, non dimenticate che un’angio-tomografia coronarica presenta un rischio stimato di provocare un tumore a causa delle radiazioni emesse, in un uomo di 50 anni, pari a circa 1 cancro ogni 750 pazienti che effettuano tale accertamento diagnostico.
Ne avevo già parlato qui

 

pomodori, peperoni, patate e melanzane NON sono velenosi

Sul web girano informazioni fuorvianti sulla tossicità della solanina e sulla presunta tossicità delle piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, anche con inviti più o meno espliciti a non mangiare più pomodori, peperoni, patate e melanzane perché…velenosi! Fortunatamente si tratta solo di cattiva informazione. Alle Solanaceae appartengono circa 3000 specie botaniche e,  tra queste, piante ornamentali come le Petunie, piante ad uso erboristico come l’Alchechengi, oppure alimentari come il Pomodoro, Peperone, Patata e Melanzana, oppure ancora medicinali, come la Withania somnifera, e solo infine quelle veramente tossiche come la Belladonna. Scarsissima è la tossicità degli alcaloidi nelle piante ad uso alimentare, documentata a carico della solanina, quando si raggiungano mediamente i 3 mg pro kilo. Per cui i disturbi in un uomo di 70 Kg si avrebbero quando mangiasse almeno 4 Kg di patate. Manca invece la solanina nel Pomodoro e nella Melanzana, dove abbiamo rispettivamente tomatina e solasonina, ma sempre in quantità molto basse, specie nei frutti maturi. Ad esempio dovremmo mangiare minimo 2 Kg di melanzane con buccia, oppure 3-4 Kg senza buccia, praticamente impossibile. Già coprire con sale le fette di melanzana tagliate prima della cottura riduce il contenuto in alcaloidi. Eliminare invece la buccia significa perdere le opportunità salutistiche degli antociani presenti, responsabili del colore blu-nero del frutto. Quindi, a parte i casi di intolleranza individuali, la presenza della Melanzana nell’alimentazione di fatto non produce alcun danno né alcun rischio, semmai fornisce sostanze utili a scopo protettivo. A differenza di quella tipica, merita crescente attenzione anche dal punto di vista salutistico, la Melanzana rossa di Rotonda DOP (una varietà della Solanum aethiopicum), caratterizzata da un elevato potere antiossidante delle foglie rispetto alla polpa del frutto. Le stesse foglie vengono abitualmente consumate a scopo alimentare dalle popolazioni indigene africane e in alcune zone della Basilicata terra di origine di questa varietà rossa.

Fabio Firenzuoli
Centro di Medicina Integrativa 
AOU Careggi, Università di Firenze

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