class action medici specializzandi 1983 – 1991: diritto al risarcimento

Secondo la Corte di Giustizia Europea il dovere di risarcimento, benché non sia espressamente previsto dal diritto comunitario, costituisce parte integrante inscindibile dell’ordinamento giuridico comunitario, in quanto quest’ultimo vedrebbe ostacolata la sua piena efficacia e ridotta la tutela dei diritti da essa creati se i cittadini comunitari non avessero la possibilità di ottenere un risarcimento qualora i loro diritti siano violati da un’azione degli Stati membri contraria al diritto comunitario.
Tuttavia la tardiva ricezione delle direttive comunitarie (con esclusione dell’appellante dalla attuazione delle stesse) se non si è tradotta in uno svantaggio sul piano della remunerazione per le ragioni sopra esposte ha comunque comportato un danno per l’appellante con riferimento: 1) al conseguimento da parte della stessa di un diploma escluso dall’automatico riconoscimento in ambito comunitario; 2) alla diversa e minore valutazione del diploma conseguito sul piano interno ai fini dei concorsi per l’accesso ai profili professionali.
La relativa azione risarcitoria conseguente al suddetto danno dalla stessa sofferto è inquadrabile nell’art. 2043 c.c. con  termine di prescrizione quinquennale decorrente dal giorno in cui fatto dannoso si è verificato.
(Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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class action medici ex specializzandi

medici1 (p) - medici1 (p)

La vicenda dei medici specializzati privati del compenso loro spettante finisce sui tavoli di ogni singolo parlamentare italiano. Il Codacons, infatti, che da tempo segue la vicenda, ha inviato oggi una lettera a tutti i deputati e senatori, nella quale si chiede un interessamento alla questione e provvedimenti mirati a tutelare i diritti dei medici specializzati nel rispetto delle norme costituzionali ed europee.
Allegata alla missiva anche una proposta di legge, redatta dall’associazione e firmata da migliaia di medici, che consentirebbe di sanare la grave disparità senza intasare la giustizia con migliaia di ricorsi che in passato hanno visto, nella quasi totalità dei casi, pienamente riconosciuti i diritti dei ricorrenti.
“Come noto oltre 120mila medici, specializzatisi in varie discipline mediche, iscritti ai corsi tra gli anni 1982 e 1991, durante l’espletamento di tali attività di formazione ed in dipendenza della stesse e delle correlate prestazioni mediche, non hanno percepito alcuna remunerazione – spiegano dal Codacons. Tale situazione deriva dal fatto che lo Stato italiano ha scorrettamente attuato le direttive comunitarie, venendo meno a quelli che erano gli intenti perseguiti dal legislatore comunitario, finalizzati a riconoscere in capo agli specializzandi la titolarità di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato ed una remunerazione adeguata. Il Codacons ha deciso così di predisporre un disegno di legge – già firmato da migliaia di medici – finalizzato ad offrire una soluzione alla questione, soluzione che deve essere adeguata alle indicazioni provenienti dalle direttive e dalle sentenze comunitarie e, contestualmente, che rappresenta una risposta concreta ad un problema che interessa migliaia di cittadini medici che hanno prestato il loro servizio durante il periodo di formazione e che con tale attività hanno contribuito sensibilmente ed in maniera positiva allo svolgimento dell’attività sanitaria”.

CLASS ACTION PER 120.000 MEDICI

Il Codacons, una delle associazioni che rappresenta i consumatori, si appresta ad avviare la prima class action a tutela di 120mila medici rimasti senza il compenso loro dovuto per la specializzazione. All’azione hanno gia’ aderito 1.350 medici del Lazio e della Campania, come rende noto lo stesso Codacons in una nota. Tra il 1982 e il 1991 ‘quasi 120mila italiani si sono specializzati – spiega il Codacons – senza ricevere i circa 40mila euro ciascuno, che la legge europea gli attribuiva come diritto assoluto, sulla base di una direttiva comunitaria dell’82. Legge recepita in Italia nel 1991 solo per gli specializzandi iscritti ai corsi a partire dall’anno accademico 91/92, prevedendo un importo di 21,5 milioni di vecchie lire per ogni anno di specializzazione, senza nulla riconoscere ai medici immatricolatisi dall’82 al ’91. Un diritto confermato anche da due sentenze della Corte di Giustizia Europea, nel 1999 e nel 2000, e dai magistrati italiani in varie pronunce. Già un migliaio di medici – continua la nota – hanno avuto ragione e percepito i soldi sottratti con gli interessi. Per aderire all’azione giudiziaria, i medici interessati possono inviare una mail all’indirizzo medici.specializzati@codacons.it per ricevere le istruzioni necessarie. Per parlare con un avvocato del Codacons si puo’ chiamare il numero 199.36.36.06 dalle 15.00 alle 18.00 dal lunedi’ al venerdi’. ‘C’e’ tempo fino al 2009 per agire – conclude l’associazione – anche se gia’ nella scorsa legislatura tre senatori hanno presentato un ddl in cui si prevedeva un risarcimento forfettario di soli settemila euro’.

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