entro 2011 la sanità sara’ elettronica

Il piano e-gov 2012 vuole informatizzare la pubblica amministrazione entro 2 anni, ma per la sanità i tempi potrebbero essere più brevi: entro il 2011, se non ci saranno intoppi di legislatura, è possibile portare a compimento il sistema dell’e-health: lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta al convegno ‘Le strategie nazionali in materia di sanità elettronica’. “Ci sono tutte le condizioni – ha assicurato Brunetta – per raggiungere questo obiettivo in brevissimo tempo e in alcune Regioni questo è già una realtà. Gli investimenti sono stati fatti, la cultura è sufficiente, la spesa sanitaria reggerebbe questo salto di qualità. Il problema è di ordine psicologico, organizzativo e di competenze istituzionali, ma è possibile farlo”.
La spesa sanitaria nazionale è oggi di circa 110 mld di euro l’anno:  l’e-health potrebbe ottenere fino al 30% di risparmio o, con la stessa spesa, si potrebbe assicurare una migliore offerta di servizi.

carta sanitaria elettronica Toscana

significa che tra 14 mesi sarà tutto pienamente operativo ?
Io ci credo poco: qui in Toscana i lettori di smart card non sono ancora in distribuzione (che io sappia) e, soprattutto, ancora tanti medici scrivono le prescrizioni sul ricettario regionale a mano!
L’ultima perla ?
Un paio di giorni fa l’ultimo paziente della lista arriva – precisissimo, al limite del ritardo – e fa dietrofront: aveva preso un appuntamento per ecografia del collo misinterpretando la scrittura del medico che aveva prescritto, scrivendolo a mano, un ecocardiocolordoppler.
Un paio d’ore della vita di due giovani persone (era in compagnia) sprecate e l’esame da riprenotare . . . .

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certificati di malattia online (by Renato Brunetta)

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 15 maggio 2010 la circolare del ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, sulle indicazioni operative per la trasmissione per via telematica dei certificati di malattia. Obiettivo della circolare – si legge sulla Gazzetta Ufficiale – è dare informazioni ai medici sulle modalità con cui devono essere effettuate la compilazione e l’invio della certificazione; dare informazione ai lavoratori del settore pubblico circa oneri e vantaggi della nuova procedura; descrivere gli adempimenti delle amministrazioni per la corretta ricezione delle attestazioni di malattia trasmessi per via telematica. E ancora. Individuare un periodo transitorio, durante il quale sarà possibile per i medici utilizzare ancora il certificato cartaceo in alternativa a quello redatto e inviato con modalità telematiche; fornire informazioni riguardo le sanzioni previste. I camici bianchi tenuti alla trasmissione telematica dei certificati sono i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale e i medici convenzionati con il Ssn. La trasmissione dei certificati funzionerà attraverso il Sistema di accoglienza centrale (Sac), reso disponibile dal ministero dell’Economia. Il medico curante potrà usufruire dei servizi erogati dal Sac in modalità multicanale.In particolare, il medico potrà utilizzare il proprio sistema software gestionale, opportunamente integrato con le funzionalità necessarie. Potrà procedere alle operazioni di predisposizione e di invio dei dati dei certificati di malattia, alle operazioni di rettifica e annullamento di certificati già inviati, nonché alle operazioni di stampa della copia cartacea del certificato di malattia e dell’attestato di malattia, attraverso apposito sistema web. Il sistema web consentirà anche di inviare copia in formato pdf del certificato di malattia e dell’attestato di malattia alla casella di posta elettronica, certificata o meno, indicata dal lavoratore, nonché di inviare al numero di cellulare indicato del lavoratore un sms contenente i dati essenziali dell’attestato di malattia (protocollo, data di rilascio, durata della prognosi, nome e cognome del lavoratore, nome e cognome del medico). L’accesso al sistema web è possibile attraverso link che saranno pubblicati anche sui siti del ministero della Salute, del ministero dell’Economia e dell’Inps. Per poter accedere ai servizi erogati dal Sac, il medico deve disporre di apposite credenziali di accesso (costituite da un codice identificativo e da un Pincode) rese disponibili secondo modalità che saranno comunicate sui siti internet del ministero dell’Economia dell’Inps. Una volta completata la procedura di compilazione e di invio del certificato di malattia all’Inps, il medico rilascia al lavoratore copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia ovvero, anche in alternativa, inoltra alla casella di posta elettronica o di posta elettronica certificata del lavoratore una copia di tali documenti in formato pdf. In caso di impossibilità da parte del medico di provvedere alla stampa di copia cartacea del certificato e dell’attestato di malattia ovvero di inoltro alla casella di posta elettronica o di posta elettronica certificata del lavoratore di una copia di tali documenti in formato pdf, il medico provvede comunque a comunicare al lavoratore il numero di protocollo del certificato emesso. A tale fine il medico potrà inviare al numero di cellulare indicato del lavoratore un sms contenente i dati essenziali dell’attestato di malattia (protocollo, data di rilascio, durata della prognosi, nome e cognome del lavoratore, nome e cognome del medico), utilizzando le funzionalità messe a disposizione dal Sac. In caso di indisponibilità dei servizi erogati dal Sac, il medico rilascia al lavoratore il certificato in forma cartacea.L’inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi. Per i tre 3 mesi successivi alla pubblicazione del decreto interministeriale è riconosciuta comunque la possibilità per il medico di procedere al rilascio cartaceo dei certificati, secondo le modalità attualmente vigenti. Al termine di questo periodo transitorio – si precisa sulla circolare – la trasmissione è effettuata esclusivamente per via telematica.

Brunetta: ha funzionato o no ?

a leggere il servizio di l’espresso sembrerebbe proprio di no!

Ovviamente il ministro acchiappa-fannulloni non si lascia intimidire ed usa la home page del ministero della funzione pubblica per controbattere le accuse del settimanale: uso improprio di bene pubblico?
Dal punto di vista giuridico non saprei con certezza, dal punto di vista della correttezza mi verrebbe da pensare proprio che è una gaffe difficilmente perdonabile . . .

Leggi tutti gli articoli pubblicati in passato riguardo alla campagna anti-assenteismo del ministro Renato Brunetta

Con la sanità “elettronica” si risparmierebbero 30 miliardi

“Penso che se entrasse fino in fondo l’elettronica nella sanità, nella prescrizione medica, nelle cartelle cliniche, nella certificazione di malattia, il servizio sanitario pubblico potrebbe risparmiare il 30%. Siccome il sistema sanitario pubblico costa oltre 100 miliardi di euro l’anno, potremmo risparmiare 30 miliardi di euro”. Cosi Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, sullo sviluppo dell’elettronica negli apparati statali e nella sanità in particolare. “Inoltre – ha auspicato Brunetta – serve trasparenza, controllo anticorruzione, che sono le cose che sto già facendo”. Quindi, ribadisce il ministro: “Servirebbe un ulteriore sviluppo sul fronte dell’elettronica”.

Decreto Legge Brunetta diventa legge dello stato

Il Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta” è stato approvato, esso sortirà due effetti sui medici: lo stop alla cosiddetta rottamazione dei camici bianchi e la cancellazione dell’obbligo di destinare almeno il 30% della retribuzione al salario di risultato. “Grazie all’azione, all’impegno e alla tenacia dell’Anaao Assomed e della Cosmed – spiega Carlo Lusenti, segretario generale dell’Anaao Assomed – sono stati riconosciuti due fondamentali diritti che rischiavano di essere cancellati”. E’ stato infatti eliminato l’obbligo, solo per la dirigenza medica e sanitaria del Ssn di trasformare, il 30% delle retribuzioni fisse in salario di risultato, una proposta che per Lusenti era “scellerata”. Inoltre, con questa legge, il pensionamento coatto a discrezione dell’Azienda può essere previsto solo per i dirigenti con 40 anni di servizio effettivamente prestato, “mettendo al riparo dal rischio di rottamazione – conclude Lusenti – professionisti ancora giovani e professionalmente capaci”.
Positivo anche il commento di Gianfranco Rivellini, responsabile nazionale dirigenza medica del Sindacato dei medici italiani (Smi). “Abbiamo archiviato – sottolinea in una nota Rivellini – il tentativo di modificare impropriamente le regole contrattuali del settore. Con un lungo e unitario lavoro politico-sindacale abbiamo respinto l’obbligo di destinare il 30% della retribuzione al salario di risultato. Ma abbiamo anche scongiurato che si concedesse un eccessivo potere alle direzioni delle aziende sanitarie sul licenziamento dei medici, la cosiddetta ‘rottamazione’: con il testo attuale si stabilisce il limite dei 40 anni di servizio effettivamente prestato”. Rivellini facendo poi riferimento alla battaglia ‘anti-fannulloni’ del ministro Brunetta ha aggiunto: “Come Smi ci impegneremo a fondo, ma senza semplificazioni e cadute demagogiche, per rilanciare nella sanità una seria e moderna aziendalizzazione. Questo processo deve essere governato dai medici che sono i veri protagonisti del sistema. Serve – conclude Rivellini – una rivoluzione nella gestione del Ssn che abbia anche come obiettivo uno svecchiamento della categoria all’insegna del merito e dell’efficienza”.
“Molto soddisfatto” è anche il Sindacato italiano medici del territorio (Simet). Il Simet rivendica la sua parte di merito in questa ‘vittoria’ “in ogni occasione, a tutti i possibili livelli di interlocuzione, istituzionale e non – si legge in una nota – abbiamo portato avanti le nostre istanze e rappresentato le nostre ragioni che evidentemente, in qualche misura, siamo risusciti a far valere, come del resto l’approvazione dei due emendamenti dimostra. Indubbiamente questa volta ha giocato un ruolo decisivo la compattezza di tutto il fronte sindacale medico in opposizione ad provvedimenti sicuramente odiosi e apertamente ispirati da intenti punitivi, che ha contribuito in modo determinante al successo della pressante, ma comunque trasparente e corretta, azione di lobbing, trasversale ad entrambi gli schieramenti politici, che ha indotto la Camera, e successivamente il Senato, ad approvare con maggioranze schiaccianti i due emendamenti, senza ulteriori modifiche.

sul Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”  leggi anche
circolare esplicativa del ministero
articolo 71
circolare esplicativa sulla certificazione assenza malattia
articolo da il sole 24 ore
alcune considerazioni contro
invalidità civile

assenteismo e malattia: protesta contro il Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”

I dipendenti dell’ex ministero della Salute scrivono al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Una montagna di lettere, circa 2.500, in cui ognuno contesta “la perdita del ruolo del ministero, i tagli al personale, le drastiche riduzioni salariali previste dal decreto Tremonti e il totale abbandono del personale precario”. Ma soprattutto, rifiutano l’appellativo di fannulloni. I dipendenti dell’ex ministero della Salute, che nella giornata di ieri hanno organizzato un sit-in di protesta davanti a Palazzo Montecitorio, dicono no anche alle recenti novità annunciate da Brunetta per combattere l’assenteismo nel pubblico impiego. “Le ricordo – scrive ogni dipendente nella lettera, il cui contenuto è uguale per tutti – che sono anni che subisco decurtazioni del mio stipendio per le assenze dal servizio e anche le famigerate visite fiscali non sono per me una novità. L’unica novità è che oggi, se devo sottopormi a una visita medica, oltre al pagamento del ticket, vedrò tagliato il mio ricco stipendio giornaliero di una consistente parte di salario che arriva fino ad oltre il 30 per cento e, inoltre, sarò costretto agli ‘arresti domiciliari’ potendo comprare, se necessario, le medicine, il pane e il latte solo nell’orario di chiusura dei negozi”.

sul Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”  leggi anche
circolare del ministro
articolo 71
circolare esplicativa sulla certificazione assenza malattia
articolo da il sole 24 ore
alcune considerazioni contro
invalidità civile

Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta” circolare del ministro

Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha firmato ieri una circolare indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni circa l’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta nell’art. 71 del decreto legge n. 112 del 2008.
La circolare, che è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione, si legge in una nota, chiarisce il nuovo regime delle assenze per malattia introdotto dal provvedimento, sia dal punto di vista della retribuzione spettante in caso di assenza sia per le modalità di certificazione. In particolare, la decurtazione della retribuzione si applica a ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, e riguarda i primi dieci giorni di assenza. Per quanto concerne le modalità di certificazione della malattia, si specifica che il terzo evento di malattia nell’anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati con la presentazione all’amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del Ssn. Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno.

sul Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto Brunetta”  leggi anche
articolo 71
circolare esplicativa sulla certificazione assenza malattia
articolo da il sole 24 ore
alcune considerazioni contro
invalidità civile

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