Caffè e medicine: attenzione alle interazioni !

da internazionale
Il caffè lungo e l’espresso possono interferire con alcuni farmaci, tra cui antidepressivi, estrogeni e medicine per la tiroide e osteoporosi.

caffè

Uno studio del 2008 ha rivelato che chi beve caffè subito prima o subito dopo la levotiroxina (eutirox), un comune farmaco per la tiroide, ha una riduzione dell’assorbimento fino al 55 per cento.
Da altri studi è emerso che il caffè può ridurre fino al 60 per cento l’assorbimento dell’alendronato, un farmaco per l’osteoporosi, e che nelle donne può compromettere la circolazione dell’estrogeno e di altri ormoni.

Altri farmaci possono invece amplificare gli effetti del caffè e delle bevande a base di caffeina. Alcuni antidepressivi, antibiotici e pillole anticoncezionali bloccano l’enzima CYP1A2, che aiuta a metabolizzare la caffeina, e in questo caso persiste nel corpo più a lungo del normale.

Quindi attenzione: Il caffè può interferire con alcuni farmaci.

Sonnellino con caffè

Anahad O’Connor su Internazionale, numero 923, 11 novembre 2011

caffè

Dopo un test con soggetti assonnati in simulatori di guida, si è visto che un pisolino con caffeina migliora le prestazioni di guida e riduce la sonnolenza più di ogni altro metodo, compresa una boccata d’aria fresca, un breve sonnellino, una pausa senza pisolino o 200 milligrammi di caffeina.
Si pensa che il metodo funzioni perché la breve dormita contribuisce a ripulire il cervello dall’adenosina, il composto che induce il sonno, mentre la caffeina impiega circa venti minuti per fare effetto.

Conclusioni Una siesta di 15 minuti può essere più ristoratrice se preceduta da un caffè.

6 caffè (almeno) al giorno

caffè anti-cancro?

tolgono il medico di torno: gli uomini che bevono regolarmente grandi quantità di caffè  sembrano avere un rischio considerevolmente più basso di sviluppare il cancro della prostata, la più diffusa forma tumorale del sesso maschile. Lo afferma uno studio dell’università di Harvard, una ricerca preliminare, sulle cui conclusioni gravano ancora parecchi dubbi da parte della comunità scientifica.
Consumare sei o più tazze di caffè al giorno, afferma lo studio di Harvard, è associato con una riduzione del 20 per cento del rischio di qualsiasi tipo di tumore alla prostata. Gli uomini che bevono ancora più caffè vedono diminuire il rischio di ammalarsi della forma più aggressiva della malattia addirittura del 60 per cento, sempre secondo la ricerca dell’università americana. Anche berne soltanto tre tazze al giorno farebbe calare il rischio del cancro alla prostata del 30 per cento. Trattandosi di un’indagine condotta negli Stati Uniti, le tazze sono quelle grandi, da cappuccino per intendersi, non le tazzine da caffè espresso. Gli studiosi  attribuiscono l’effetto positivo agli antiossidanti e ad altri agenti chimici presenti nel caffè, ma non alla caffeina.
Lo studio, diretto da Lorelei Mucci, epidemiologo della Harvard School of Publich Health, ha coinvolto 45 mila uomini americani che hanno riportato il loro consumo di caffè tra il 1986 e il 2006.

Kathryn M. Wilson et al
Coffee Consumption and Prostate Cancer Risk and Progression in the Health Professionals Follow-up Study
JNCI J Natl Cancer Inst (2011) doi: 10.1093/jnci/djr151

Il caffè avrebbe un ruolo protettivo anche contro il cancro della bocca.

caffè protegge dal cancro alla bocca

Carlotta Galeone, scienziata dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ha pubblicato su ‘Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention’ uno studio sulle virtù anticancro della tazzina di caffè: chi consuma 4 o più tazze di caffè al giorno ha un rischio di tumore di cavo orale e faringe ridotto del 39% rispetto ai non bevitori di caffè.
Per questo studio, Carlotta Galeone vince il premio per giovani ricercatori intitolato a Giulio Alfredo Maccacaro.
La ricerca, basata su un’analisi combinata di 9 studi condotti in Europa e America, ha riguardato un totale di 5.139 casi e 9.028 controlli. ”
Questo studio – sottolinea Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri – conferma che il caffè ha un ruolo favorevole nel contrasto delle neoplasie del cavo orale. Considerando il considerevole consumo di caffè a livello mondiale e l’elevata incidenza dei tumori orali, questo effetto favorevole riveste una notevole rilevanza a livello di salute pubblica”.
Ricordatevi che funziona come prevenzione del cancro dell’endometrio, attenzione invece se avete una malattia tiroidea che vi obbliga ad assumere eutirox; leggete anche i risultati di quest’altro studio.

cioccolato, latte, caffè: la colazione dei ‘cervelloni’

Cioccolata, caffè e tè per stimolare l’attenzione, pane e fette biscottate con miele e marmellata per fare riserva di energia e non arrivare esausti e affamati all’ora di pranzo, latte parzialmente scremato e yogurt per le proteine. Obiettivo: mantenere alto il rendimento scolastico. E’ la prima colazionedegli aspiranti ‘cervelloni’.

caffè

Tagliata su misura, completa e scientifica, caratteristiche fondamentali per garantire il giusto apporto di nutrienti a ciascuno studente, a seconda delle attività in programma fra i banchi di scuola. Parola di Livio Luzi, professore di endocrinologia e preside della Facoltà di scienze motorie all’università degli Studi di Milano, che nel capoluogo lombardo ha tenuto una sorta di ‘lezione’ davanti a una platea di studenti riuniti al Conservatorio Verdi in occasione di TeenAger 2009, evento promosso da Somedia e La Repubblica@scuola. Lo specialista ha messo il primo pasto della giornata sotto un microscopio, studiando scientificamente il rapporto di ciascun alimento con gli effetti sull’attenzione. E per ottenere dati certi si è affidato a tre semplici test che misurano la ‘reattività’ del cervello: l’analisi dell’onda cerebrale P 300 che “è la prima che compare davanti a uno stimolo”, il ‘test di stroop’ che “consiste nel guardare due diverse schermate su cui compaiono scritte colorate con i nomi dei colori e cronometrare il tempo che passa prima di individuare le differenze”, e ancora il ‘tapping test’ che misura il numero di cliccate che si riesce a fare su un mouse”. Strumenti che hanno permesso alla ricerca scientifica di teorizzare la ‘colazione perfetta’. “Il 15% delle calorie acquisite nell’arco delle 24 ore deve arrivare dalla colazione – spiega Luzi – E’ il fabbisogno necessario per affrontare la prima parte della giornata. Il rapporto fra i diversi pasti deve essere equilibrato. E d’altra parte l’obesità nasce proprio dallo sbilanciamento fra ciò che mangiamo e ciò che consumiamo”.Il segreto per un pasto ‘ad alto rendimento’? “Mixare alla perfezione i tre macronutrienti: 15-20% di proteine, 55-60% di carboidrati di cui 12-15% da zuccheri semplici e un 25-30% di grassi”, spiega ancora Luzi. Tradotto in ingredienti sul piatto: latte parzialmente scremato o yogurt con frutta fresca, pane con marmellata o miele, o in alternativa una merendina semplice al pan di spagna o un pezzo di torta fatta in casa, e ancora spremuta di agrumi. Un toccasana per l’attenzione, sottolinea Luzi, sono “la cioccolata e il caffè, o in alternativa il tè, consumati in dosi moderate. Stimolanti e molto apprezzati dagli studenti”. Si può persino calcolare scientificamente le calorie bruciate da ciascuno durante la giornata per personalizzare il pasto inaugurale e studiare colazioni ‘taylormade’ per topi da biblioteca o sportivi, a seconda delle energie necessarie alle loro attività. “La scienza ci viene in aiuto con strumenti di misurazione molto accurati”. In ogni caso, avverte Luzi, “l’unica cosa da non fare è saltare la colazione o limitarla a un frugale e veloce caffè”. E per invogliare i propri figli a sedersi a tavola prima di fuggire a scuola, le mamme si sono fatte furbe. A confermarlo è l’olimpionica Josefa Idem, plrurimedagliata campionessa di canoa e madre di due bambini. La ‘supermamma’ punta su “latte, cereali e frutta fresca”, mixati ad argomenti più convincenti: “Basta mettere accanto alla tazza una fetta di pane con la nota crema spalmabile alle nocciole e la colazione è assicurata”.

caffè e cioccolato aiutano gli sportivi a stare in forma

Il caffè, introdotto in quantità moderata (300 mg di caffeina/giorno – con gli apparecchi domestici il volume del liquido aumenta aggirandosi sui 35-50 ml e la quantità di caffeina varia fra i 56,4-121 mg; nel caffè espresso del bar, invece, la quantità di caffeina si aggira fra i 55,1-110,6 mg) nel regime alimentare degli sportivi, oltre a essere un utile complemento al miglioramento della prestazione fisica può avere anche effetti salutistici generali, poiché contiene buone quantità di diverse sostanze antiossidanti.
“I benefici sull’attività sportiva determinati dalle bevande nervine, soprattutto caffè, tè e cioccolata, dipendono in primo luogo dal loro, sia pur differente, contenuto di tre sostanze metilxantiniche: caffeina, teofillina e teobromina” dichiara  Michelangelo Giampietro, docente di Alimentazione della Scuola dello Sport del Coni di Roma.
“Gli effetti fisiologici e farmacologici della caffeina sono molteplici, non solo l’azione di stimolazione sul sistema nervoso centrale in grado di migliorare le capacità di concentrazione, ma comprenderebbero anche la riduzione della sensazione soggettiva della fatica e, quindi, il miglioramento dell’efficienza fisica”.

Meno tumori dell’endometrio nelle consumatrici di caffè

Piu’ consumo di caffè, meno adenocarcinomi dell’endometrio (utero): questa in sintesi la conclusione di una metanalisi pubblicata sulla rivista American Journal of Obstetrics and Gynaecology a firma di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” e dell’Universita’ di Milano. Dall’analisi dei risultati di due studi di coorte e sette studi caso-controllo pubblicati tra il 1966 e il 2008 sulla possibile correlazione con l’insorgenza di tumori del consumo di caffe’ – normale e decaffeinato – e di te’ risulta infatti un effetto protettivo dal rischio di insorgenza di questa neoplasia che colpisce le donne, la piu’ comune tra quelle che riguardano l’apparato genitale. “I risultati di questa meta-analisi – dice il prof. Carlo La Vecchia, ricercatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” e dell’Universita’ di Milano e coautore dello studio – indicano che rispetto alle non bevitrici di caffe’, le donne che ne bevono in quantità ridotta o moderata hanno una protezione del 13 per cento sul rischio di ammalarsi di tumore dell’endometrio, mentre quelle che ne bevono in quantita’ elevata hanno una protezione del 36 per cento”.
I risultati rinforzano i dati di un’altra recente ricerca, pubblicata nel mese di ottobre 2008 sulla rivista International Journal of Cancer, che rappresenta il primo studio caso-controllo specificamente dedicato a verificare l’effetto chemoprotettivo del caffe’ e del te’ e che e’ stato condotto su piu’ di mille volontarie, divise in due gruppi a seconda dell’aver avuto o meno una diagnosi di tumore in anni passati. Anche in tal caso, i dati suggerivano una minore incidenza di tumore dell’endometrio nelle consumatrici di caffe’ e di te’, sebbene tale risultato fosse statisticamente significativo solo nelle bevitrici di te’.

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