celiachia: è colpa del grano ?

ovviamente si, essendo un’intolleranza al glutine contenuto nel grano.
Gira voce però che grani antichi non provochino problemi come invece le moderne selezioni.
Leggete l’interessante e dettagliato articolo sul blog di Dario Bressanini riguardante il grano Senatore Cappelli ed il ricercatore Nazareno Strampelli che selezionò questa varietà di grano.
Una rapida ricerca su pubmed evidenzia che il Senatore Cappelli non esiste, ovvero non ci sono studi scientifici che parlino di questa varietà di grano (si trova qualche articolo sul grano Strampelli, non attinente però) e  non appare perciò dimostrata, attualmente, una ridotta/assente intolleranza dei celiaci ai prodotti contenenti farina ottenuta da questo grano.
Indagherò . . .

celiachia: il medico gourmet colpisce ancora

fuori di taste

Lo so, lo so, in tempi di prevalenza, spiccata, di pazienti sovralimentati non dovrei indurre in tentazione . . .  Ma ricordo ancora il volto, entusiasta, del paziente (celiaco) a cui comunicai che poteva mangiare dolci buoni per celiaci (tra i miei preferiti, per la cronaca, che celiaco non sono) !
Sfogliando il ricco programma della manifestazione gastronomica Taste, che sta per iniziare a Firenze, trovo questo appetitoso appuntamento per i celiaci (e non solo, si direbbe): prendete nota !

sabato 13 marzo 2010
16.30 – 18.30
Lungarno Details Store, Lungarno Acciaiuoli 4 Firenze
ANTEPRIMA DOLCELIEVE
Linea di alta pasticceria per intolleranti golosi. Un percorso fra té, pasticcini e biscotti light firmati da un grande nome del gusto italiano che anche i non-celiaci e gli amanti del latte troveranno finalmente irresistibili.
Su invito

celiachia: screening rapido nelle scuole

Un nuovo progetto fortemente voluto e finanziato dall’assessorato alle Politiche educative scolastiche della famiglia e della gioventù del Comune di Roma, porterà un nuovo sistema di screening della celiachia nelle scuole primarie di Roma. Il metodo, che consente di analizzare in 48 ore dai 300 ai 400 campioni, coinvolgerà circa tremila bambini. Un gruppo di ricerca, coordinato da Margherita Bonamico, del dipartimento di pediatria dell’Umberto I, in collaborazione con Claudio Tiberti, del laboratorio di scienze cliniche della Sapienza, ha messo a punto un metodo innovativo, poco costoso e di facile esecuzione, che permette di dosare gli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (Ab tTG) nella saliva con un metodo radioimmunologico.
“Abbiamo ritenuto di fondamentale importanza finanziare questo screening innovativo – ha spiegato l’assessore alle Politiche educative scolastiche, Laura Marsilio – che consente una rapida diagnosi della malattia celiaca nei bambini. La celiachia è una malattia silente, ancora poco conosciuta dai genitori, e riteniamo importante aiutare le famiglie a capire meglio come certe problematiche diagnosticate precocemente possano ridurre danni futuri e consentire uno stile di vita normale”.
Il progetto verrà proposto ai genitori dei bambini della prima classe della scuola primaria, per ottenere il consenso a effettuare lo screening. I risultati saranno poi comunicati ai genitori e i bambini risultati positivi avranno la possibilità di effettuare altri accertamenti diagnostici e di essere seguiti al dipartimento di pediatria, all’interno del Sistema sanitario nazionale, allo scopo di avere un accrescimento ottimale e di prevenire le complicanze della malattia non individuata e non curata precocemente.

celiachia: risultati incoraggianti per la terapia

Sui banchi delle farmacie sarà probabilmente presente tra qualche anno anche la pillola anti-celiachia.
È quanto annunciato da Umberto Volta, dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e presidente del comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia (Aic), durante la prima campagna di comunicazione promossa dall’Aic. Si sarebbe, infatti, appena concluso il trial di fase II che ha indagato l’efficacia del farmaco nel bloccare l’effetto tossico del glutine. Lo studio è stato condotto su circa 200 pazienti celiaci a cui il farmaco è stato somministrato 3 volte al giorno prima di ogni pasto, per sei settimane.
“La pillola è risultata in grado di prevenire i sintomi associati al consumo di cibi contenenti glutine, in quantità  equivalenti a un piatto di pasta abbondante al giorno. Solo il 14% dei partecipanti che hanno assunto il farmaco ha sviluppato i sintomi, contro il 75% di quelli trattati con placebo” ha chiarito Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia dell’Università del Maryland a Baltimora, negli Usa.

E quindi state pronti: presto la pizza buona anche per i celiaci !

celiachia: a boccaccesca incontro e cena

I primi due fine settimana di ottobre (2-4 e 8-11 ottobre) sono da segnare sul calendario di ogni buongustaio: a Certaldo (FI) torna Boccaccesca, l’ormai tradizionale evento dedicato alle eccellenze dell’enogastronomia toscana.
Boccaccesca dedicherà spazio e attenzione anche alla condizione della celiachia: venerdì 2 ottobre (ore 18.30) si terrà un incontro sul tema, seguito dalla cena inaugurale Una cena senza limiti con menu per celiaci a cura di Arturo Dori, ex patron del Cavolo Nero ed attualmente chef a domicilio.
La celiachia sarà anche il tema del Premio Chichibio, gara di cucina fra studenti delle scuole alberghiere, con preparazioni per soggetti intolleranti al glutine.

Di celiachia ho già parlato in questi articoli

celiachia (intolleranza al glutine) in aumento

Negli ultimi 50 anni, i casi di celiachia nella popolazione statunitense sono notevolmente aumentati, tanto che la malattia e’ ormai diffusa quanto il diabete o l’artrite reumatoide. L’allarme e’ stato lanciato sulle pagine di Gastroenterology da Joseph Murray e il suo gruppo di ricerca della Mayo Clinic.
Le persone affette da celiachia sono allergiche al glutine, una proteina presente nel grano, nell’orzo e nella segale. L’ingestione della proteina causa una reazione immunitaria che danneggia i villi intestinali, provocando diarrea, crampi, anemia, infertilita’, una prematura e grave osteoporosi. La malattia si cura intervenendo sulla dieta, da cui occorre eliminare il glutine. Per ricostruire la storia della diffusione della celiachia nella popolazione degli Usa, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue prelevato tra il 1948 ed il 1954 da 9.133 volontari adulti della Warren Air Force Base (AFB), nel Wyoming. Si e’ cosi’ scoperto che lo 0,2 per cento dei volontari era al tempo affetto da celiachia, presentando nel sangue tracce dell’anticorpo che i celiaci producono in reazione al glutine. Seguendo la storia clinica dei volontari nei 45 anni successivi al prelievo del sangue, i medici hanno poi dimostrato che gli individui affetti da celiachia non diagnosticata avevano sofferto tassi di mortalita’ superiori rispetto alle persone sane. Questi dati sono stati poi confrontati con quelli recentemente ottenuti dall’analisi del sangue di 12.768 pazienti del Minnesota, scelti in modo di avere la stessa eta’ dei volontari del Wyoming al momento del prelievo o il loro stesso anno di nascita. Dal confronto, e’ emerso che nel campione attuale i casi di celiachia sono cresciuti mediamente di ben quattro volte. “I disturbi celiaci sono diventati molto piu’ comuni negli ultimi 50 anni e non sappiamo perche'”, afferma Joseph Murray. “La malattia colpisce oggi 1 persona su 100, ma, considerato che i suoi sintomi sono spesso confusi con quelli di altri disturbi, le persone affette da celiachia potrebbero essere molto piu’ numerose”. Per il gastroenterologo, dal momento che il numero dei celiaci e’ quadruplicato negli ultimi 50 anni ed una cattiva diagnosi puo’ causare morte prematura, sarebbe saggio iniziare a considerare la malattia come un vero e proprio caso di salute pubblica, che va affrontato con i giusti mezzi e la dovuta attenzione.
Gastroenterology doi:10.1053/j.gastro.2009.03.059

Celiachia (morbo celiaco): la diagnosi oggi è più comune in età adulta

Il morbo celiaco (celiachia) è dovuto ad un’intolleranza permanente al glutine causante un’atrofia dei villi dell’intestino tenue ed un conseguente malassorbimento di gravità variabile (NEJM 2007, 357: 1731-1743; Ann Intern Med 2005, 142: 289-298).

La prevalenza della celiachia stimata è pari al 1-1,5% della popolazione. La celiachia può essere del tutto asintomatica o invece manifestarsi in età adulta o pediatrica solo con dolori addominali ricorrenti e/o con ritardo di crescita o bassa statura, calo ponderale, steatorrea, diarrea o stipsi e numerose manifestazioni extra-intestinali (astenia da anemia da carenza di ferro, folati o vitamina B12, iperparatiroidismo e osteopenia da carenza di vitamina D e calcio, displasia dello smalto dentario, tetania da ipocalcemia, emorragie e porpora da carenza di vitamina K, xeroftalmia da carenza di vitamina A, edemi da enteropatia protido-disperdente con ipoalbuminemia, ipertransaminasemia da epatite autoimmune, alopecia, dermatite erpetiforme, stomatite aftosa, ecc.). La celiachia può associarsi ad altre malattie autoimmuni e se non diagnosticata o non curata può essere complicata da coliti, linfomi e altre neoplasie del tenue e dell’esofago (Br Med J 2004, 329: 716-719).

Sono test diagnostici di screening per la celiachia la ricerca nel siero di anticorpi anti-transglutaminasi, anti-endomisio, anti-gliadina. Il gold standard diagnostico è la biopsia, mediante endoscopia, della mucosa del digiuno che appare appiattita e documenta all’esame istologico l’atrofia dei villi intestinali, l’iperplasia delle cripte e l’infiltrazione linfocitaria della lamina propria, lesioni reversibili escludendo il glutine dalla dieta. La celiachia non è più intesa come una patologia solo pediatrica in quanto attualmente l’età media di diagnosi è di circa 40 anni.
La determinazione degli anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio ha dimostrato una sensibilità del 78% ed una specificità del 100% per la diagnosi di celiachia (Br Med J 2007, 335: 1244-1247).
La biopsia intestinale mediante endoscopia per accertare la diagnosi può essere rifiutata dai pazienti in quanto esame invasivo e inoltre l’esito istologico riscontrabile nella celiachia è riscontrabile anche in altre patologie (tabella 1), ma esistono forme di celiachia sieronegative in cui la biopsia è determinante per la diagnosi. Perciò è stato proposto e validato un iter diagnostico che distingue i soggetti ad alto e basso rischio di celiachia in base alla sintomatologia riferita, proponendo quindi a coloro che presentano disturbi aspecifici come dolore addominale, dispepsia, nausea e vomito solo la determinazione degli anticorpi specifici, proponendo invece a coloro che presentano perdita di peso, anemia e diarrea la determinazione degli anticorpi specifici seguita sempre, anche in caso di loro negatività, dalla biopsia digiunale (Br Med J 2007, 334: 729).

La dieta priva di glutine è l’unica terapia efficace per la celiachia (www.celiachia.it). Il glutine è presente, ad esempio, nelle farine di frumento, orzo, segale, nel malto, crusca, pane, pasta, pizza, dadi da brodo, lievito di birra, birra, caffè solubile, olio di semi vari, margarina, formaggini, dolciumi, biscotti, cioccolate, gelati confezionati che quindi sono cibi vietati. L’avena non contiene glutine, ma può essere contaminata dal glutine. Così pure i cibi industriali preconfezionati o surgelati.
Sono cibi consentiti nella dieta: riso, mais, miglio, fecola di patate, grano saraceno, soia, tapioca, olio d’oliva, olio di mais e di arachide e di girasole, carni e pesce (non impanati con farine vietate), uova, verdura e frutta fresca, latte e derivati se non è presente un’intolleranza al lattosio secondaria, tè, caffè, spremute e succhi di frutta, vino.
L’associazione dei pazienti celiaci fornisce un’informazione dettagliata sui cibi permessi che di norma presentano sulle confezioni un logo con la spiga barrata attestante che il prodotto è privo di glutine (www.celiachia.it).
Il Sistema Sanitario ai sensi della legge n. 123 del 4 luglio 2005 fornisce gratuitamente ai soggetti con diagnosi accertata prodotti alimentari privi di glutine attraverso le farmacie cui si accede con prescrizione del medico curante facente riferimento al Decreto Ministeriale n.279 del 18 maggio 2001 e prevede la possibilità di fornire alimenti senza glutine nelle mense scolastiche, ospedaliere e di strutture pubbliche.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: