combattere l’obesità infantile


l’obesità infantile è già un grave problema che si manifesterà in tutta la sua rilevanza tra molti anni (quando i bimbi obesi saranno adulti/anziani): il tentativo di scioccare i genitori paragonando la consuetudine di mangiare al fast-food all’uso di droghe pesanti, per riportarli alla ragione,  sarà utile ?
O l’effetto sarà, magari, di filtrare un messaggio così forte giustificandosi: non è mica il mio caso !
Voi cosa ne pensate ?


leggete anche questo interessante articolo sulla percezione del grasso in Europa.

McItaly: farà venire l’ictus, anche se “mediterraneo” ?

mcitaly - il panino 'mediterraneo' di McDonalds

Nulla di personale contro il nuovo panino autarchico della McDonalds: lo afferma uno studio americano, dell’Università del Michigan, citato in questo precedente articolo.

La considerazione nasce da un’articolata riflessione che ho trovato sul sito di slow food le cui conclusioni sono impietose: Il McItaly è una furbissima quanto efficace operazione di marketing, simile alle tante che abbiamo visto in questi anni dall’industria alimentare. Ma una realtà che considera il cibo come commodity e i clienti come semplici consumatori ha un’unica stella polare: il fatturato. Poco da obiettare, McD faccia i propri interessi, ma non fatecela passare come mission economico-educativa dalle alte valenze etiche. Per noi rimane sempre una brutta storia.

più fast-food più ictus

A sostenerlo è uno studio dell’Università del Michigan, presentato in occasione dell’International Stroke Conference di San Diego, secondo il quale la gente che vive in posti con un’elevata concentrazione di rivendite di cibo spazzatura ha infatti una maggior rischio d’ictus. Non è solo il classico hamburger a essere dannoso, quanto piuttosto, in generale, la cultura del cibo veloce, spesso indicatore di scarso esercizio fisico, vita in ambienti inquinati e vita poco salutare.
In particolare, secondo i dati raccolti in una cittadina del Texas dove sono stati registrati e osservati i 1.247 casi di ictus verificatisi tra il 2000 e il 2003, ogni punto vendita delle più famose catena di fast-food in una zona aumenta dell’1 per cento il rischio di un evento cardiovascolare per la popolazione circostante. Il legame tra numero di fast food in circolazione e tasso di ictus è sia diretto che indiretto e dimostra, statisticamente, che queste catene del cibo veloce si accompagnano frequentemente a stili di vita frenetici e abitudini errate, anche quando il rapporto causale non è diretto. Senza contare che anche la persona più salutista del mondo, vivendo attorniato dai fast food sarà sicuramente più propenso a cadere in tentazione.
E a proposito di cattive regole di vita è da segnalare anche uno studio britannico parallelo sul rischio di ictus e infarti che sottolinea come consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi. I ricercatori dell’Università dell’East Anglia hanno monitorato un campione di 20 mila persone tra i 40 e i 79 anni dieta, isolando altre variabili che possono influire sulla salute, quantificando il rapporto, ovviamente molto stretto, che esiste tra vizi da una parte e ictus e infarti dall’altra. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un’esistenza regolare.

Meglio pranzare in compagnia

Un sondaggio epidemiologico dell’università del Minnesota ha indagato la natura sociale dei pasti, gli effetti esercitati dall’avere poco tempo a disposizione sul consumo dei pasti, e la regolarità dei pasti nei giovani adulti. Lo studio si è svolto tra il 2003 e il 2004, periodo nel quale sono stati distribuiti e compilati 1.687 questionari sulle abitudini alimentari, da altrettanti partecipanti con età media di 20,5 anni e una prevalenza femminile (66%). La maggioranza dei soggetti intervistati ha dichiarato di apprezzare e valutare positivamente il fatto di mangiare in compagnia, ciononostante il 35% dei maschi e il 42% delle femmine ritiene di non avere il tempo di sedersi a tavola per consumare un pasto regolare. Dal punto di vista nutrizionale cenare in compagnia di altre persone si associa con parecchi indici di un miglior apporto dietetico, per esempio un elevato consumo di frutta e verdura, in particolare di verdure a colorazione verde e arancione. Al contrario, mangiare di fretta è significativamente abbinato a un maggior consumo di soft drink, fast food, grassi totali e grassi saturi, e a un minor apporto di diversi alimenti salutari.
J Am Diet Assoc 2009; 109: 72-79

USA: TRA 40 ANNI TUTTI OBESI O SOVRAPPESO

Se gli americani non cambieranno stile di vita tra 40 anni saranno tutti obesi o in sovrappeso. L’apocalittica previsione e’ frutto dello studio dei ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora pubblicata sulla rivista Obesity , secondo cui gia’ nel 2030 l’86% degli americani potrebbe essere nei guai con il girovita. “L’americano medio mangia in media 23 chili di carne e 9 di formaggio all’anno in piu’ rispetto a quanto gia’ ne consumava nel 1960”, ha spiegato David Katz, dello Yale University Prevention Center, secondo cui “gli americani debbono con urgenza cambiare stile di vita “, a partire dai bambini. Secondo il coordinatore della ricerca, Youfa Wang, l’aumento delle disfunzioni metaboliche, diabete in primis, oltre ai danni alla salute comportera’ un costo aggiuntivo per la sanita Usa tra gli 860 e i 956 miliardi di dollari. Questo fara’ si che ogni sei dollari spesi nel settore, 1 servira’ a curare le malattie legate all’obesita’ .

panciosità

è il nome buffo di un convegno, organizzato dal presidente della commissione regionale sanità , Fabio Roggiolani, per parlare di alimentazione e dell’assedio quotidiano a cui tutte le famiglie – anche in Toscana – sono sottoposte: distributori di snack e merendine in ogni scuola, palestra, stazione, fast-food ad ogni angolo di strada, pubblicità, il  tempo per cucinare che è sempre meno per cui si fa massiccio ricorso ai cibi pronti .
Ne avevo parlato anche qui .

fast food? no grazie

il peggior piatto di fast food: McDonald’s Chicken Selects Premium Breast Strips with creamy ranch sauce. (870 calorie di pollo).

la peggior bevanda: Jamba Juice Chocolate Moo’d Power Smoothie (166 grammi di zucchero).

il peggior pranzo di supermarket: Pepperidge Farm Roasted Chicken Pot Pie (64 grammi di grasso).

il peggior harmburger salutista: Ruby Tuesday Bella Turkey Burger (1,145 calorie).

il peggior Snack aeroportuale: Cinnabon Classic Cinnamon Roll (813 calorie).

il peggior pasto per bambini: Macaroni Grill Double Macaroni ‘n Cheese (62 grammi di grassi).

la peggior insalata: On the Border Grande Taco Salad with Taco Beef (102 grammi di grassi – 2,410 eat this not that !mg di sodium).

il peggior dessert: Chili’s Chocolate Chip Paradise Pie with Vanilla Ice Cream (1,600 calorie – l’equivalente di tre Big Mac).

da Eat This, Not That!, un libro che cerca di educare a mangiar bene.

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