come riconoscere ictus cerebrale (Federica / Ingrid): una bufala

ritorno sull‘articolo che parla della bufala (non proprio completa, un pasticcio di informazioni vere ma messe assieme in maniera scorretta) della ragazza morta a causa di  un ictus (un attacco ischemico cardiaco?) non riconosciuto come tale, che ogni tanto torna a girare via mail o impazza su Facebook (IMPORTANTE, COME RICONOSCERE UN ICTUS!!! SPARGIAMO LA VOCE!: 187mila iscritti al gruppo). ictus_cerebrale
La Cincinnati Stroke Scale rende intuitivamente l’idea di quando si deve sospettare un ictus / stroke.
Molto semplice e chiaro il sito del Belgian stroke council: cliccate qui per la simulazione grafica (in Francese, purtroppo in Flash per cui il traduttore di google non c’arriva) abbastanza comprensibile anche per chi non conosce bene il francese (grazie a fcorea per la segnalazione).
Ovvio che non merita affidare la propria salute, e quella altrui, a un e-mail di dubbia provenienza: evitate di perder tempo provando a telefonare al pronto soccorso dell’ospedale, allertate sollecitamente il 118.

Kothari RU, Pancioli A, Liu T, Brott T, Broderick J.
Cincinnati Prehospital Stroke Scale: reproducibility and validity
Ann Emerg Med 1999 Apr;33(4):373-8
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ictus cerebrale (stroke): come riconoscerlo (non è una bufala!)

ictus_cerebrale

ictus cerebrale

siccome vedo che l’articolo su Federica (come riconoscere ictus cerebrale: una bufala) va alla grande, per i misteriosi meccanismi dei motori di ricerca, riporto un pò di dati – ben organizzati ed affidabili – riguardo al riconoscimento della fase iniziale di un attacco ischemico cerebrale (stroke o ictus).
Solo un terzo dei pazienti è consapevole di essere colpito da ictus e la maggior parte dei pazienti non conosce i possibili segni o sintomi del danno cerebrale. Per questo motivo è opportuno migliorare la capacità dei cittadini di riconoscere o sospettare questo tipo di evento. In Italia è disponibile materiale divulgativo di vario tipo e, ultimamente, è stato realizzato, con il concorso di associazioni e società scientifiche, un pieghevole di semplice ed immediata lettura che potrebbe essere proposto per campagne informative (vedi il sito: www.strokeforum.org ). La popolazione deve essere educata a sospettare un ictus in caso di presenza, isolata o variamente combinata, di deficit neurologico focale motorio o sensitivo per lo più monolaterale, afasia, disartria, emianopsia, atassia e alterazione dello stato di coscienza, a esordio improvviso.
Il sospetto clinico da parte di un paziente, di un suo familiare, o di una persona presente all’evento acuto, deve essere seguito dall’immediato invio al Pronto Soccorso, ove necessario con segnalazione alla centrale operativa (p.e. 118), che deve rispondere prontamente, in maniera analoga a quanto accade per il sospetto d’infarto miocardico o per un politrauma, inviando un team con priorità elevata.

FONTE: spread.it

BREVE GLOSSIARIO

L’afasia è un disturbo della comprensione e/o della produzione del linguaggio.

La disartrìa è la difficoltà nell’articolare le parole.

L’emianopsia consiste nella perdita di metà del campo visivo. Si distinguono vari tipi di emianopsie.

L’atassia è la progressiva perdita della coordinazione muscolare che rende difficoltoso eseguire i movimenti volontari.

Prova il test animato (in francese, discretamente comprensibile anche per chi, come me, non conosce la lingua) sul sito di Belgian Stroke Council

McItaly: farà venire l’ictus, anche se “mediterraneo” ?

mcitaly - il panino 'mediterraneo' di McDonalds

Nulla di personale contro il nuovo panino autarchico della McDonalds: lo afferma uno studio americano, dell’Università del Michigan, citato in questo precedente articolo.

La considerazione nasce da un’articolata riflessione che ho trovato sul sito di slow food le cui conclusioni sono impietose: Il McItaly è una furbissima quanto efficace operazione di marketing, simile alle tante che abbiamo visto in questi anni dall’industria alimentare. Ma una realtà che considera il cibo come commodity e i clienti come semplici consumatori ha un’unica stella polare: il fatturato. Poco da obiettare, McD faccia i propri interessi, ma non fatecela passare come mission economico-educativa dalle alte valenze etiche. Per noi rimane sempre una brutta storia.

meno sale = meno infarti ed ictus

sale NaCl cloruro di sodio

sale NaCl cloruro di sodio

Riducendo l’assunzione giornaliera di sale di tre grammi si potrebbe  ottenere anche un risparmio nei conti della sanità: fino a 99 mila infarti in meno, 66 mila ictus in meno, 92 mila morti in meno.
Anche la riduzione di un solo grammo di sale al giorno garantirebbe di già una rilevante riduzione di tali eventi sfavorevoli.

Scendendo nei dettagli tra le donne ci sarebbe circa il 15 per cento in meno di ictus; tra le persone di età compresa fra i 35 e i 64 anni la mortalità si ridurrebbe del sei per cento.
Tre grammi di sale al giorno in meno comporterebbe gli stessi benefici sulla mortalità del trattamento farmacologico dell’ipertensione di tutti i soggetti affetti da questa condizione: un cambiamento nello stile di vita che avrebbe dunque lo stesso effetto di una vera e propria cura medica.

Ma, purtroppo, i cambiamenti degli stili di vita di una popolazione sono abbastanza difficili da raggiungere dovendo intervenire sia a livello del singolo individuo, con azioni di sensibilizzazione sociale, sia introducendo nuove norme per i produttori di cibi confezionati.
I consumi individuali possono arrivare a superare anche i 10 grammi al giorno (dose raccomandata poco oltre i cinque grammi), che diventano addirittura circa tre e mezzo per chi soffre di ipertensione o per chi ha comunque superato i 40 anni.

Kirsten Bibbins-Domingo et al
Projected Effect of Dietary Salt Reductions on Future Cardiovascular Disease
www.nejm.org

Ictus Cerebrale: giornata nazionale per la prevenzione

In occasione della Giornata Nazionale per la Lotta all’Ictus Cerebrale ALICE  (Associazione Lotta Ictus CErebrale) Toscana onlus invita alla manifestazione che si terrà Sabato 9 Maggio 2009 ore 10,30 presso l’Auditorium dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze

più fast-food più ictus

A sostenerlo è uno studio dell’Università del Michigan, presentato in occasione dell’International Stroke Conference di San Diego, secondo il quale la gente che vive in posti con un’elevata concentrazione di rivendite di cibo spazzatura ha infatti una maggior rischio d’ictus. Non è solo il classico hamburger a essere dannoso, quanto piuttosto, in generale, la cultura del cibo veloce, spesso indicatore di scarso esercizio fisico, vita in ambienti inquinati e vita poco salutare.
In particolare, secondo i dati raccolti in una cittadina del Texas dove sono stati registrati e osservati i 1.247 casi di ictus verificatisi tra il 2000 e il 2003, ogni punto vendita delle più famose catena di fast-food in una zona aumenta dell’1 per cento il rischio di un evento cardiovascolare per la popolazione circostante. Il legame tra numero di fast food in circolazione e tasso di ictus è sia diretto che indiretto e dimostra, statisticamente, che queste catene del cibo veloce si accompagnano frequentemente a stili di vita frenetici e abitudini errate, anche quando il rapporto causale non è diretto. Senza contare che anche la persona più salutista del mondo, vivendo attorniato dai fast food sarà sicuramente più propenso a cadere in tentazione.
E a proposito di cattive regole di vita è da segnalare anche uno studio britannico parallelo sul rischio di ictus e infarti che sottolinea come consuetudini sbagliate e pessimi vizi duplichino la possibilità di attacchi. I ricercatori dell’Università dell’East Anglia hanno monitorato un campione di 20 mila persone tra i 40 e i 79 anni dieta, isolando altre variabili che possono influire sulla salute, quantificando il rapporto, ovviamente molto stretto, che esiste tra vizi da una parte e ictus e infarti dall’altra. Chi beve, fuma, fa una vita sedentaria e mangia disordinatamente ha 2,3 possibilità in più di avere un problema cardiovascolare in più rispetto a chi conduce un’esistenza regolare.

come riconoscere ictus cerebrale (Federica): una bufala

Ho ricevuto, in forma dubitativa, questa e-mail da un’amica che mi chiedeva lumi a riguardo; mi sembra la classica catena di sant’Antonio, qualche nota è anche veritiera ma globalmente è un pò gran fesseria, discreta la confusione tra attacco ischemico cardiaco e stroke / ictus (ischemia cerebrale) . . . .
Sarei curioso di esser nella mente di chi perde il suo tempo a strutturare un messaggio del genere per far poi partire la catena di mail per salvare la vita di Federica (provate a telefonare al Pronto Soccorso, invece che al 118, per un soccorso d’emergenza come nel caso di un sospetto ictus).
Ne ho parlato anche qui e qui

ictus_cerebraleOggetto: I: La prima catena sensata…ne hanno parlato anche al TG 1, non fermarla
Come riconoscere un attacco cardiaco.
Durante una grigliata Federica cade.
Qualcuno vuole chiamare l’ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.
Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.
Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata.
Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco, Federica sarebbe ancora viva.
La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente (NdS riguardo al facilmente, o all’innocuità, leggete questa riflessione) porvi rimedio.
Il trucco è riconoscere per tempo l’attacco cardiaco!!!
Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
Cosa che non è facile.
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.
Descrivete i sintomi della persona per telefono.
Un cardiologo sostiene che se mandate questa è- mail ad almeno 10 persone, si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.

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