docu-fiction contro mutilazioni genitali femminili (infibulazione)

Un docufiction di 16 minuti per tutelare i diritti di bambini e bambine, combattendo la barbarie delle mutilazioni genitali femminili (infibulazione) attraverso un’opera di sensibilizzazione sul tema: è Il coraggio di Milga, proiettato  nell’Aula magna dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. L’iniziativa, organizzata dal Programma promozione della salute dell’ospedale pediatrico Meyer e dalla scuola di cinema Immagina, e realizzata con il contributo della Fondazione Meyer, non si ferma alla visione del cortometraggio, ma proseguirà con un momento di confronto e riflessione.
Il progetto  ha ricevuto il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei ministri, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, oltre ad apprezzamenti nazionali e internazionali. Il coraggio è il filo conduttore che attraversa tutto il film. Il coraggio che spinge Milga, la protagonista del film, ad attraversare deserti e città per capire che il viaggio più lungo è quello che porta al nostro cuore e che, per essere una donna, non occorre piegarsi a una silenziosa sopportazione, ma che si può osare e dire no al dolore. La storia di Milga si staglia sullo sfondo del tema, quanto mai attuale e delicato, dell’infibulazione. Il racconto della sua vita si sviluppa da un lontano villaggio in Africa, dove Milga viene infibulata, fino all’Italia, Paese dove diventa operatrice sanitaria e scrittrice e poi nuovamente in Africa, dove ritorna.

Ho già parlato di queste tematiche qui e qui

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infibulazione

leggendo un articolo del corriere fiorentino mi ritorna in mente di aver già parlato di mutilazione sessuale; per me fu molto strano visitare una donna che aveva vissuto questo problema sulla sua pelle, concretamente; problema che per me era pura teoria, cultura, articoli letti sulle riviste, non vita vissuta …..

mutilazione sessuale

che strano ‘mestiere’ quello che ti porta a relazionarti con una giovane donna, carina, straniera a cui trovi – inaspettatamente – un tumore; la rivedi (e la riconosci) dopo qualche mese, a controllo periodico, e scopri – leggendo tra la documentazione che ha portato – che per poterla operare allo scopo di asportare il tumore hanno dovuto rimuovere l’infibulazione di cui era portatrice ….
http://it.wikipedia.org/wiki/Infibulazione

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