su Internet e tramite altri canali ho trovato nuove cure

internetl’articolo che leggo, stamattina, riporta il caso di una madre che ha deciso di NON curare suo figlio (7 anni) affetto da tumore al cervello affidandosi alla medicina tradizionale bensì di scegliere cure alternative.
C’è di mezzo, per complicar le cose, un divorzio non propriamente consensuale nonchè il giudice che le impone di curarlo mediante strategie terapeutiche efficaci.
Quale medico curerà con animo libero questo bimbo ?
Chi (dei colleghi che avranno in carico questo delicato caso) non si sentirà in dovere di tutelarsi attuando procedure di medicina difensiva ?

Riporto solo alcuni estratti, l’articolo integrale lo trovate sul fatto quotidiano
Io su Internet e tramite altri canali ho trovato nuove cure ed è mio diritto fidarmi di quello che mi dice il cuore
Se solo mio figlio dovesse soffrire, anche solo un minimo, denuncerò tutti. Se poi non dovesse sopravvivere almeno cinque anni come mi hanno promesso, li denuncerò nuovamente. Qui è in gioco il diritto di una madre a vedere felice il proprio figlio

Giusto per correttezza, per rammentare ai miei pochi lettori come stanno le cose: ricordate che internet può risultare, qualche volta, fuorviante e che anche la medicina alternativa può far danni, e danni gravi  . . . .

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su Internet prima che dal medico

quasi il 44% degli italiani si informa su Internet prima di rivolgersi al medico curante: più di 2 su 5 quando devono affrontare un problema di salute  in prima battuta si rivolgono a ‘dottor Google’.   E’ uno dei dati emersi da un sondaggio condotto online dalla neonata Associazione Peripato, in collaborazione con Corriere.it. L’associazione, presieduta dallo pneumologo Sergio Harari, ha proprio l’obiettivo di contrastare lo strapotere del web facendo cultura. Ma anche promuovendo una medicina più ‘umana’, fatta di contatto diretto tra il medico e il suo paziente.
La relazione medico-paziente è giudicata buona dal 34,5% di chi ha risposto al questionario in 7 domande, il 44% ritiene il rapporto parzialmente soddisfacente e il 22% – più di una persona su 5 – lo boccia come “per nulla soddisfacente”. Un terzo dei partecipanti, inoltre, si dichiara insoddisfatto del tempo che il medico dedica loro. Per il 38% la medicina di oggi e del futuro dovrebbe puntare sulla formazione del medico al contatto umano. Una voce, quest’ultima, che si classifica al pari dei “maggiori investimenti nella ricerca” (38%), ancora più importante degli “strumenti diagnostici più innovativi” (27%).

Informatevi pure ma ricordatevi che si posson prendere delle solenni cantonate . . .

sauternes, i vini liquorosi e la ricerca di informazioni su internet

Sauternes & Barsac & Chateau d’Yquem

ho un pò studiato, prima di andare ad una bella degustazione di Sauternes & Barsac, ospite d’onore anche il principe dei bianchi francesi, l’unico Premier Cru Supérieur della AOC: Chateau d’Yquem!
Ebbene mi ha colpito che si parlasse di Sauternes come vini liquorosi (anche su Wikipedia!): studio varie risorse web, chiedo ad esperti sommelier che mi confermano quanto sapevo e cioè che i Sauternes AOC non sono affatto vini liquorosi bensì vini botritizzati.
Un errore, grossolano, riportato anche sull’autorevole (o no?) Wikipedia . . . .
Un monito, quindi, a prender sempre con le pinze le informazioni che si trovano su internet se non pubblicate su siti dalla reputazione inattaccabile.
A maggior ragione se parliamo di materie delicate, quale la sanità e la medicina.
Attenti, quindi, a considerare internet come fonte assolutamente attendibile: scegliete con cura siti autorevoli i cui contenuti siano validati e garantiti, sopratutto se si tratta di materie delicate (più dei vini liquorosi e dei Sauternes) come la salute.

come sopravvivere ad un arresto cardiaco se sei da solo – bufala

ricevo richiesta di consulenza da un’amica: che faccio ? Cestino la mail o la faccio girare?
Leggo l’allegato (quanto odio i powerpoint allegati alle mail!) e, rapidamente, capisco che siamo a livello dell’ictus di Federica ovvero trattasi di una bufala!

FAI UN PROFONDO RESPIRO PRIMA DI TOSSIRE E TOSSISCI PROLUNGATAMENTE COME SE AVESSI DEL CATARRO DA ESPELLERE DAL PETTO.
RIPETI LA SEQUENZA INSPIRARE/TOSSIRE FINO A CHE IL CUORE RICOMINCI A BATTERE…
LA TOSSE CONTRAE IL CUORE  DANDOGLI LA ‘SPINTA’ PER RIPRENDERE A BATTERE E PORTARE COSI’ NUOVAMENTE IL SANGUE IN CIRCOLO…
ARTICOLO PUBLICATO SUL N.º 240 DEL JOURNAL OF GENERAL HOSPITAL ROCHESTER

Orbene: l’automassaggio cardiaco – cough CPR – gira su internet dal 1999 e non è una procedura consigliata da American Heart Association; leggi l’articolo integrale.
Inoltre il JOURNAL OF GENERAL HOSPITAL ROCHESTER non esiste su PubMed, nè su google: quindi, non esiste  . . . .

Per cui, per cortesia, se v’arriva la mail cestinatela: è una bufala!
Nel dubbio di un attacco / arresto cardiaco bisogna chiamare il 118 ed iniziare la rianimazione cardio-polmonare (se necessaria e se si è in grado di farlo).

medici e social network: linee guida di AMA American Medical Association

L’American Medical Association AMA ha pubblicato recentemente le linee guida per i medici su come usare on line strumenti di social media.

  1. I medici devono essere consapevoli che le norme di privacy del paziente e la riservatezza devono essere mantenute in tutti gli ambienti, anche on line, e non si devono pubblicare informazioni online che rendano identificabile il paziente.
  2. i medici, nell’uso di Internet per il social networking, devono utilizzare le impostazioni di privacy per salvaguardare le informazioni personali e i contenuti nei limiti del possibile, perché le impostazioni di privacy non offrono garanzie assolute e, una volta su Internet, i contenuti è probabile che rimangano permanenti. Quindi è raccomandabile che i medici monitorizzino regolarmente la propria presenza su Internet per garantire che le proprie informazioni personali e professionali e i contenuti pubblicati su di loro da altri, siano accurati e appropriati.

    facebook

  3. I medici nell’interazione con i pazienti su Internet, devono mantenersi entro i confini del rapporto medico-paziente in conformità con le linee guida etiche professionali come farebbero in qualsiasi altro contesto.
  4. i medici dovrebbero considerare di mantenere i propri contenuti online personali e professionali separati.
  5. i medici che trovano contenuti poco professionali pubblicati da colleghi hanno la responsabilità di sollecitare l’attenzione della persona, in modo che possa rimuovere e / o prendere i provvedimenti del caso. Se il comportamento viola in modo significativo le norme professionali e l’individuo non prende le misure appropriate per risolvere la situazione, il medico dovrebbe segnalare il fatto alle autorità competenti.
  6. I medici devono essere consapevoli che l’attività online e i contenuti pubblicati possono influire negativamente sulla loro reputazione, sia tra i pazienti che tra i colleghi. Possono condizionare la loro carriera medica (in particolare per i giovani medici in formazione e gli studenti di medicina) e possono minare la fiducia del pubblico rispetto alla professione medica.

AMA Policy: Professionalism in the Use of Social Media American Medical Association Reports & Resolutions 20100

laparotomia (ovvero la paratomia)

Ormai ho imparato che quando mi dicono ho fatto la paratomia le mie pazienti si riferiscono, in genere, alla isterectomia o isteroannessiectomia (paratomia totale o completa!).
Ma, per cercar di limitare i danni dell’auto-istruzione medica su internet, pubblico una precisazione: per Laparotomia Laparatomia (gr. lapara, ventre e tomè, incisione) si intende una incisione chirurgica della parete anteriore dell’addome che consente l’accesso alla cavità addominale ed agli organi in essa contenuti.
E basta!
Quindi parliamo, semplicemente, del taglio chirurgico della parete addominale che consente poi di intervenire sugli organi interni e non del tipo di intervento (non di rado, quando chiedo che tipo di intervento chirurgico hanno subito mi rispondono: si vede! Come se esistesse una malattia ed un solo taglio per l’unico intervento di chirurgia addominale possibile).
La paratomia, poi, proprio non esiste (almeno in chirurgia: è una forma di riproduzione asessuata!)
Giusto per metter un pò d’ordine e per dar modo, a chi cerca su internet, di trovare un pò di chiarezza.

informazioni (mediche) pediatriche su Internet (spesso) fasulle o imprecise

un team di ricercatori dell’Università di Nottingham (GB) ha usato il noto motore di ricerca Google per raccogliere notizie su cinque temi caldi per i genitori, dall’allattamento al seno all’autismo:  solo un sito su 200-500 circa offre informazioni corrette sulla salute dei bambini. D’altra parte, secondo i ricercatori, i siti gestiti dal Governo rappresentano un fonte di notizie accurata al 100%. I ricercatori della Nottingham University Hospitald Nhs Trust hanno testato la credibilità dei siti digitando parole chiave relative a quesiti comuni su Google, e restringendo la ricerca ai siti britannici. Le cinque parole chiave erano: ‘vaccino morbillo-parotite-rosolia e autismo’, ‘Hiv e allattamento al seno’, ‘mastite e allattamento’, ‘posizione sonno neonato’ e ‘vomito verde’. La qualità del materiale ritrovato è risultata molto variabile, e la metà delle risposte di fatto non rispondeva al quesito.
In totale, riferisce la Bbc online, l’11% dei 500 risultati della ricerca forniva informazioni imprecise e solo il 39% dava quelle giuste. A far incappare nel maggior numero di risposte errate erano le combinazioni ‘vaccino-autismo’ e ‘Hiv-latte materno’.
Particolarmente scarse le risposte dei link sponsorizzati, che sono i più diffusi: le informazioni contenute finiscono spesso per rivelarsi non strettamente collegate ai termini usati per la ricerca. Nel caso ‘vaccino-autismo’, ad esempio, molti dei link sponsorizzati offrivano vaccinazioni singole come alternativa alla trivalente morbillo parotite rosolia.
Dall’altro lato della classifica i siti web delle agenzie governative (inglesi), fra cui Nhs Direct o Nhs Choices (che vanta 9 milioni di click al mese): la precisione e correttezza di queste fonti significano che “questi siti dovrebbero essere raccomandati più spesso dai medici”, concludono i ricercatori. “I professionisti della salute dovrebbero continuare a impegnarsi per essere la prima fonte di informazione per i pazienti. Ma noi dovremmo essere consapevoli che la maggioranza continuerà a usare il web per saperne di più. Suggeriamo dunque – concludono gli autori – che, in aggiunta alle informazioni orali o scritte, i pazienti e i parenti dei malati dovrebbero ricevere l’indicazione dei siti del servizio sanitario, di quelli governativi o di quelli approvati preventivamente” dal loro medico.
Paul Scullard, Clare Peacock, Patrick Davies
Googling children’s health: reliability of medical advice on the internet
Arch Dis Child Published Online First: 6 April 2010 doi:10.1136/adc.2009.168856

Lo stesso s’era già detto per il carcinoma prostatico !

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