per respirare peggio che in Italia

non ci resta che la Bulgaria!
La qualità dell’aria in Italia resta pessima. In Europa per respirare aria peggiore della nostra c’è solo un altro Stato dove poter andare, la Bulgaria. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente tra le peggiori 30 città europee per superamenti di polveri sottili, biossido di azoto e ozono, ben 17 sono italiane. Plovdiv è seguita da Torino, Brescia e Milano.
L’Italia continua a soffocare principalmente a causa delle polveri sottili.

E’ l’inizio del rapporto MAL’ARIA DI CITTÀ 2011: lo potete consultare, integralmente, sul sito di legambiente.

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arriva la nube radioattiva

lo strillano tutti i quotidiani, sarà veramente pericolosa ?
Più pericolosa dell’inquinamento quotidiano che, tranquillamente, subiamo tutti i giorni ?
Inquinamento, sia ben chiaro, che dipende dal nostro stile di vita a cui pochi hanno voglia di rinunciare (la casa confortevolmente riscaldata, andare comodamente in auto dove ci pare, fine settimana a Parigi in aereo, la fuga invernale verso caldi mari tropicali) . . .
In relazione alla recente catastrofe giapponese vi segnalo questo interessante documentario di France 3 (2009), questo articolo (George Monbiot si dichiara a favore) e le dichiarazioni di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica 1984, sulle centrali ad energia nucleari eco-sostenibili

Uranium : le scandale de la France contaminée
Versione italiana del documento trasmesso da France3 nel 2009.
Le scorie radioattive utilizzate per le infrastrutture: la testimonianza dei sopravvissuti e di chi ci ha lavorato.

Le tesi del tribunale di Firenze contrastano con quelle della Commissione europea

e quindi ha ragione il giudice Francesco Maradei (le disquisizioni sulla presenza oggi nell’aria del Pm10 e sulla sua relativa nocività perdono ogni connotazione drammatica – i blocchi prolungati del traffico sono un rimedio ben peggiore del male) o ha ragione la Commissione europea che ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per non aver migliorato la qualità dell’aria (L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 mila morti premature in Europa. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni)?

quando accendere i termosifoni

a Firenze dal 1 novembre !
le fasce climatiche (l’Italia è suddivisa in sei zone) le trovate qui.
Per ricordarci che ogni gesto è sociale per cui accendere i termosifoni quando non sarebbe possibile significa, con un piccolo gesto apparentemente insignificante, contribuire ad aumentare i livelli di inquinamento ambientale.

pm10: l’Italia non rispetta le indicazioni dell’Unione Europea

05/05/2010
La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE relative ad un pericoloso inquinante atmosferico, il particolato fine o PM10.
L’azione della Commissione fa seguito all’entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
La direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del loro territorio, una proroga di durata limitata del termine entro cui adeguarsi alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005.
All’inizio del 2009 sono state inviate le prime lettere di avvertimento agli Stati membri che non avevano ancora notificato richieste di proroga o che non l’avevano fatto per tutte le zone in cui risultavano superati i valori limite di PM10.
L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. Queste particelle, contenute principalmente nelle emissioni dell’industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura. Un secondo e ultimo avvertimento scritto è stato inviato all’Italia per il superamento dei valori limite in numerose zone o agglomerati del Paese.

Le date di questa storia (2005 – 2008 – 2009 – maggio 2010: qualcuno se ne ricorda?) le ho messe in grassetto a testimoniare la coerenza  bipartisan dell’azione di governo, quando si tratta della salute dei cittadini: la prossima emergenza è già dietro l’angolo ?
Leggi il comunicato della Commissione Europea.

il 33% DELLE MALATTIE PEDIATRICHE E’ DOVUTO A FATTORI AMBIENTALI

L’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che il 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo sono attribuibili ai fattori ambientali. Inoltre più del 33% delle malattie nei bambini sotto i 5 anni è dovuto a fattori ambientali.
Sono questi alcuni dei dati emersi dalla V Conferenza Ministeriale Ambiente e Salute che è in svolgimento fino al 12 marzo a Parma. Alla Conferenza sono stati invitati i Ministri della Salute e Ambiente dei 53 Paesi della Regione Europea dell’Oms per negoziare ed adottare una Dichiarazione che definisca l’Agenda europea sulle sfide di salute ambientale negli anni a venire.
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha ricordato che, quella tra i settori “salute” e “ambiente”, è una “storia di successo” che trova un chiaro esempio nei 20 anni del processo “Environment & Health” in Europa. Più in particolare Fazio ha sottolineato come il Piano Sanitario Nazionale propone alcuni obiettivi da raggiungere su vasta scala in continuità con le Regioni e gli enti locali per contrastare l’incidenza delle malattie correlate all’ambiente. Il Piano focalizza l’attenzione sugli inquinanti chimici e gli altri inquinanti potenzialmente nocivi per la salute dei bambini, responsabili di importanti malattie nell’infanzia: malattie respiratorie, asma, allergie, i disturbi dello sviluppo neurologico, il cancro in età pediatrica, alterazioni del sistema endocrino.
Anche il Piano Nazionale della Prevenzione non si limita soltanto a promuovere azioni in ambiti specificamente sanitari, ma intervenire anche in altri settori: ambientali, sociali ed economici della salute, in particolare su quelli che maggiormente influenzano i comportamenti individuali e la qualità degli ambienti di vita.

NdS belle chiacchiere: qui si tratta di far cambiare radicalmente stile di vita al genere umano (almeno nel nostro mondo industrializzato) !
Andare meno (molto meno) in auto, rinunciare quasi del tutto ai viaggi inutili (il week end a Parigi), vivere in case molto più fredde d’inverno e molto più calde d’estate, ridurre pesantemente il traffico merci mondiale . .
Quale governo ha la base politica per poter imporre tutte queste rinunce oggi per la salute dei nostri nipoti (tra cinquant’anni) ?
Per rifletterci su calcolate la vostra impronta ecologica
Intanto a Firenze un giudice chiede la condanna del Presidente (uscente) della Regione e dell’ex sindaco per non aver preso provvedimenti efficaci per abbattere l’inquinamento.

pm10: Firenze (e tante altre città) fuorilegge

alcuni estratti dal blog d’autore di Antonio Cianciullo – Repubblica
Al tradizionale picco di ozono (NdS estivo) si è aggiunto un problema polveri sottili, piuttosto inusuale nella stagione estiva. Le pm10 (le polveri con un diametro inferiore a 10 millesimi di millimetro) sono principalmente legate all’inquinamento da traffico, ma nelle scorse settimane c’è stato un periodo di alta pressione che ha creato una cappa stagnante sulle principali aree urbane con il risultato di mantenere quasi intatto il cumulo di sostanze sgradite emesse nel corso dell’anno dai tubi di scappamento .
Cosa succederà ora, al momento della ripresa autunnale, quando nuvole di smog stanno per addensarsi sulla nostra testa? Semplice, vivremo tutti allegramente in una situazione di perfetta illegalità ambientale (e sanitaria). Per le polveri sottili la legge stabilisce che in un anno ci possano essere al massimo 35 giornate in cui il tetto giornaliero viene superato.
Ecco la situazione, aggiornata alla stagione estiva, c’è da aggiungere gli sforamenti autunnali, in alcune centraline di rilevamento collocate nelle principali città: a Napoli 154 sforamenti, a Ravenna 82, ad Alessandria 81, a Mantova 71, ad Ancona 70, a Frosinone 65, a Firenze e Torino 59, a Milano e Pavia 57, a Brescia 54, a Lodi 51.
Se per l’eccezione estiva possiamo dare la colpa al tempo, per l’inquinamento di base, che secondo l’Oms produce 8.200 morti nelle 13 principali città italiane, non abbiamo scuse: il responsabile principale è noto, è il traffico automobilistico.

Le auto, croce e delizia: oltre ai morti e feriti da incidenti c’è il tributo silente dovuto all’inquinamento

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