a mali estremi, estremi rimedi: lavorar gratis

I medici specializzandi negli ultimi due anni del corso potranno svolgere attività ordinarie negli ospedali e nei presidi territoriali, su base volontaria e senza retribuzione. E’ quanto previsto, secondo anticipazioni di stampa, dalla bozza messa a punto dal ministro Balduzzi a modifica del vecchio Ddl Fazio, in discussione da ieri in Commissione Sanità del Senato. Sono 10 mila i medici che frequentano gli ultimi due anni dei corsi di specializzazione, su un totale di 25 mila: in ospedale, al posto dei precari, si moltiplicheranno gli specializzandi a costo zero. 
Per i 5 mila giunti all’ultimo anno di corso, poi, si prevede il raggiungimento della completa autonomia delle responsabilità assistenziali, disposizione che nella pratica si concretizzerebbe anche nell’espletamento dei turni di guardia.
Dicono i sindacati che servirebbe una formazione di qualità, da effettuare anche nel servizio sanitario nazionale, ma con un affiancamento dei medici strutturati, non con una loro sostituzione. In questo modo invece si opererebbe uno snaturamento dell’esperienza formativa e un danno occupazionale. L’utilizzo degli specializzandi coprirebbe così i posti lasciati vacanti dal blocco del turn over, che impedisce di sostituire i medici andati in pensione, e da quei medici precari che rischierebbero di perdere il posto se il Ddl omnibus e il tavolo attivato dal ministro Patroni Griffi non dovessero individuare una soluzione.

Una doppia beffa per gli specializzandi: lavorerebbero gratis invece di formarsi e occuperebbero un posto di lavoro che un giorno dovrebbe spettare a loro. Ma a quel punto sarebbe occupato da altri specializzandi: gratis, ovviamente.

NdS ad onor del vero bisogna far presente che lo specialista in formazione o specializzando, come vien chiamato il medico in formazione specialistica, è regolarmente pagato per il suo lavoro; è, però, pagato per sostenere la sua formazione (e non, quindi, per tappar i buchi d’organico dovuti alle mancate assunzioni) . . . .

Annunci

scuole di specializzazione: no al blocco delle immatricolazioni

Federspecializzandi è fermamente contraria al blocco delle immatricolazioni nelle scuole di specializzazione medica di Napoli e Bologna che impedisce ai camici bianchi vincitori di concorso di accedere alla formazione specialistica. L’associazione chiede al ministro dell’Istruzione, dell’universita’ e della ricerca, Mariastella Gelmini, un intervento ‘formale’ verso i due atenei affinche’ si proceda all’immatricolazione. La vicenda nasce dal ricorso presentato dagli atenei di Catanzaro e Ancona, presso il Tar del Lazio, e da quello di Foggia, presso il Tar della Puglia, contro gli accorpamenti federativi stabiliti dal ministero per alcune scuole di specializzazione degli stessi atenei. L’iniziativa delle universita’ ha portato all’accoglimento della richiesta di sospensiva, con conseguente annullamento, allo stato attuale, delle disposizioni ministeriali. In attesa di un pronunciamento definitivo della magistratura ordinaria in merito alla vicenda e dei probabili, ulteriori sviluppi giudiziari della controversia, gli atenei capofila di Napoli e Bologna, sedi delle scuole federate nate in seguito all’accorpamento con quelle degli atenei ricorrenti, hanno deciso di non procedere all’immatricolazione dei colleghi vincitori di concorso in queste scuole o di non consentirne comunque la presa in servizio. FederSpecializzandi considera pertanto tale atteggiamento illegittimo perche’ non dettato da atti giuridicamente vincolanti, ma esclusivamente dalla volonta’ di prendere tempo in attesa delle ulteriori tappe della vicenda. Per l’associazione si sta di fatto impedendo, arbitrariamente, a medici regolarmente vincitori di concorso pubblico, l’accesso alla formazione specialistica, scaricando su di essi gli effetti dello scontro legale in corso tra Miur e atenei ricorrenti. Ciò determina, tra l’altro, una grave e inaccettabile disparita’ tra i colleghi interessati dal provvedimento e coloro che invece hanno gia’ preso servizio regolarmente a decorrere dal 30 giugno. Per questo la presidenza di FederSpecializzandi chiede un intervento formale al ministro Gelmini e qualora gli atenei in questione non provvedano all’immatricolazione o alla chiamata in servizio, FederSpecializzandi affianchera’ i giovani colleghi nell’inevitabile azione legale che verra’ intrapresa contro tale palese ingiustizia.

concorso specializzazione: ulteriore rinvio

Si allungano ancora i tempi per il bando di concorso delle Scuole di specializzazione in medicina. Lo denuncia Federspecializzandi che esprime la propria indignazione per il mancato accordo, ieri in sede di Conferenza Stato-Regioni, sul fabbisogno, triennale, di medici in formazione specialistica. Un problema da cui deriva un ulteriore slittamento del bando di concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione, visto che l’indicazione del numero dei camici bianchi da formare è necessario per il proseguimento dell’iter. Per questo Federspecializzandi chiede una convocazione urgente di una seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni, “per arrivare a concludere la vicenda entro la prima decade di marzo”. E indice, sin da ora, una giornata di mobilitazione nazionale, il 10 marzo a Roma, preceduta da iniziative locali a partire dal 2 marzo. “E’ sconcertante constatare – si legge in una nota di Federspecializzandi – come gli attriti tra alcune Regioni e i ministeri interessati, riguardo al numero dei contratti da attribuire alle singole regioni, abbiano generato un ulteriore danno per i giovani medici, che in alcuni casi attendono il concorso da quasi un anno”. Nella migliore delle ipotesi – senza la convocazione urgente di una seduta straordinaria – “l’argomento – continua la nota – sarà all’ordine del giorno della prossima Conferenza Stato-Regioni convocata per il 19 marzo, con la prosecuzione dell’incredibile e tragicomico teatrino, caratterizzato da rimpalli di responsabilità e incapacità procedurale, a cui si è assistito finora”.

il costo della vita “non aumenta” per gli specializzandi

In tema di trattamento economico dei medici specializzandi, l’importo della borsa di studio prevista dall’art. 6 del d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257 non è soggetto ad incremento in relazione alla variazione del costo della vita per gli anni accademici dal 1998-1999 al 2001-2002, in applicazione di quanto disposto dall’art. 1, comma 33, della legge 2 dicembre 1995, n. 549 e dall’art. 22 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

leggi anche l’articolo sul prelievo INPS per gli specializzandi

Inps: Congelata circolare specializzandi

E’ stata congelata la contestata circolare Inps che impone ai medici in formazione di devolvere all’Istituto di previdenza non più l’aliquota in forma ridotta del 18%, bensì quella intera del 24,7% più tutti gli arretrati del caso. Lo stop arriva dal capo di gabinetto del ministero del Welfare, Caro Lucrezio Monticelli, con un atto indirizzato all’Inps. “Si tratta di un primo passo – spiega Luigi Conte, del comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), investito della vicenda, documento ministeriale alla mano – che dovrebbe condurre al ritiro vero e proprio della circolare Inps entro fine gennaio”.I medici in formazione possono dunque “tirare un sospiro di sollievo”, perché non vedranno venir meno circa 200 euro in busta paga, “né tantomeno dovranno fare i conti con il rimborso degli arretrati”. Nel documento ministeriale inviato all’Inps si legge che, “alla luce di nuovi rilevanti elementi conoscitivi”, il dicastero del Welfare “ritiene opportuno” che l’istituto di previdenza “sospenda l’efficacia della predetta circolare, entro il corrente mese di dicembre”. Quanto alla possibilità che si passi a un’unica contribuzione, quella dell’Enpam, secondo una richiesta avanzata da diverso tempo dagli specializzandi, “si tratta di un obiettivo che resta di lungo termine – ammette l’esponente della Fnomceo – Quel che conta, nell’immediato, è sistemare questa situazione che avrebbe avuto forti ripercussioni economiche sui medici in formazioni. Giovani che – ci tiene a sottolineare – hanno manifestato equilibrio e competenza nel gestire il problema. Un atteggiamento che ci rende orgogliosi di loro e del futuro della professione”.

Se n’era già parlato qui, qui e qui

La class action slitta ancora

da la repubblica.it

Nel decreto Milleproroghe e’ infatti stata inserita una proroga al 30 giugno 2009 per l’entrata in vigore del ricorso collettivo risarcitorio. La class action, introdotta con la finanziaria per il 2008, sarebbe dovuta entrare in vigore a giugno di quest’anno, poi con il decreto estivo sulla manovra il nuovo strumento era stato sospeso fino al 31 dicembre 2008. Con il decreto di oggi e’ arrivato un ulteriore slittamento di sei mesi.
Oltre allo slittamento, il governo ha varato una class action che riduce i margini di operatività. La possibilità per i consumatori di ricorrere ad un’azione collettiva di risarcimento scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal primo luglio 2008. Viene eliminata, inoltre, l’esclusiva alle associazioni dei consumatori nel promuovere l’azione e si concede maggiore potere di filtro ai giudici sull’ammissibilità.
L’esecutivo depotenzia così la norma che era stata introdotta con l’ultima finanziaria di Prodi. Con la forte limitazione alla retroattività si vieta quindi di far ricorso collettivo sulle più note vicende che hanno colpito i risparmiatori, da Cirio a Giacomelli, da Parmalat ai bond argentini.
Furiosi i consumatori. “Vergogna! Siamo indignati – dicono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – E’ evidente che gli obiettivi sono altri. Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat e vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa”.
“Il rinvio è un’ ulteriore cattivissimo segnale della assenza di attenzione di questo Governo alle necessità e alle preoccupazioni dei cittadini e dei consumatori” commenta Paolo Fiorio del Movimento Consumatori.
Critica anche la posizione di Legambiente. Per l’associazione ambientalista l’obiettivo del rinvio è quello di “allontanare i cittadini dalla tutela dei propri diritti”.

Ne avevo già parlato in ricorso (class action) medici specializzati (ex-specializzandi) 1982 – 1991 e 1994 – 2006

Ordine medici Roma contro aliquota Inps piena per gli specializzandi

Una delegazione del Consiglio dell’Ordine dei medici di Roma parteciperà alla mobilitazione nazionale indetta dalle associazioni dei giovani medici in formazione, che dichiarano battaglia alla circolare emessa dall’Istituto nazionale previdenza sociale, che impone loro di devolvere non più l’aliquota in forma ridotta del 18%, bensì quella intera del 24,7%.
“Un’ingiustizia”, per gli specializzandi, ma anche per l’intero Consiglio dell’Ordine provinciale dei medici di Roma, riunitosi ieri sera. “Questi giovani medici – si legge in una nota dell’Ordine romano – sono costretti, a causa di norme inique, a esorbitanti trattenute previdenziali Inps, nonostante siano già tenuti a un contributo obbligatorio per l’Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri). Da troppi anni vengono illusi e trattati immeritatamente nonostante il loro notevole contributo assistenziale nei Policlinici universitari”. Per l’Ordine dei medici di Roma, è giunto quindi il momento di intervenire. “La politica agisca rapidamente nel modificare norme inique che penalizzano economicamente in maniera grave dei giovani colleghi sui quali, viceversa, occorrerebbe investire. Le università facciano tutto il possibile per rimandare quanto disciplinato dalla circolare Inps, che prevede l’applicazione di trattenute economiche, anche con arretrati, da effettuarsi nel mese di dicembre. Così da ridare un minimo di serenità almeno durante le festività natalizie”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: